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DEFIBRILLATORE A BORDO CAMPO CON L’AIUTO DELLA FIT

La Federtennis ha deciso di rimborsare 350 euro a ogni circolo che si metteranno in regola con la legge che obbliga, dal 2016, le società sportive a dotarsi di un ...

di Enzo Anderloni | 14 ottobre 2015

La Federtennis ha deciso di rimborsare 350 euro a ogni circolo che si metteranno in regola con la legge che obbliga, dal 2016, le società sportive a dotarsi di un defibrillatore, collocato nelle strutture dove si pratica l’attività

di Enzo Anderloni

Ormai è una certezza: dal 2016 sarà obbligatoria per tutte le società sportive italiane la presenza di almeno un defibrillatore all’interno della struttura dove si pratica l’attività. Un obbligo di legge che vale dunque per tutti i circoli affiliati alla FIT. Onere economico non da poco (un buon apparecchio costa oltre i 1000 euro) cui si somma l’altrettanto obbligatoria presenza di qualcuno in grado di utilizzare in caso di necessità il sopraddetto defibrillatore. D’altra parte la vita non ha prezzo. E, per quanto non facile da organizzare, l’attrezzarsi per il pronto intervento è fondamentale per salvarne qualcuna.

Una buona prospettiva dunque in termini di sicurezza di chi gioca che viene supportata oggi da un’altra buona notizia: la FIT ha deciso di aiutare i circoli, tutti i circoli affiliati, a sostenere la spesa per l’adempimento di legge. Rimborserà infatti un importo fisso di 350 euro a ogni circolo che presenterà la documentazione relativa all’acquisto effettuato entro il 31 marzo 2016. E ha raggiunto un accordo con uno dei distributori leader, EMD118, che si è impegnato a fornire a un prezzo speciale il prodotto conforme alle norme di legge e adatto ai club: poco più di 800 euro. Il che significa, a rimborso ottenuto, aver praticamente dimezzato la spesa da effettuare per mettersi in regola, sul piano legale e morale.

Questa disponibilità è riservata ovviamente ai circoli che non hanno pendenze economiche con la FIT e non sono stati sanzionati negli ultimi due anni per evasione di quote federali. Il che significa potenzialmente più di 3.200 club, per uno stanziamento ad hoc di oltre un milione di euro.

Un ulteriore segnale di quello che si può fare in Italia quando si crea un circolo virtuoso. Si sviluppa cioè un’attività coinvolgendo una comunità che partecipa rispettando le regole. La filosofia è la stessa con la quale la FIT supporta ogni anno i circoli spendendo oltre 700.000 euro (nel 2014 sono stati 752.350) in rimborsi alla società per le trasferte in campionato e 200.000 euro come montepremi per il trofeo FIT.

In totale quasi un altro milione di euro appannaggio dei circoli in regola con il versamento delle tasse federali e con il tesseramento di tutti i soci, come da norme statutarie. Qui alla fine si ritorna sempre. All’importanza di rispettare le regole, dentro e fuori dal campo, che è la condizione fondamentale per costruire un futuro.

La crescita del tennis in questi anni è passata anche dal senso di appartenenza a una comunità in cui avere una tessera FIT deve essere per ciascun socio motivo di orgoglio. Si è parte di un movimento vincente, pulito, trasparente, in grado di crescere ancora e di aiutare a crescere utilizzando le risorse che il movimento stesso genera. E’ un circolo virtuoso. E’ il nostro circolo.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 35 - 2015

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SuperTennis Magazine – Anno XI – n.35 – 14 ottobre 2015

In questo numero

Circolo virtuoso Pag.3
Nole spacca tutto Pag.4

Cina, impero in espansione Pag.6

Focus: Hyeon Chung Pag.8

Terza pagina: John McEnroe Pag.10

I numeri della settimana Pag.12
Tennis in tv: la programmazione di SuperTennis Pag.14

Serie A1: corsa scudetto Pag.16
Guida al gestionale Fit: tesseramenti rapidi Pag.19

Fit-Tpra: direzione master Pag.20

Personal coach: giocare “a zona” Pag.21
Racchette e dintorni: test Head Extreme Pro Pag.22
La regola del gioco: pronto soccorso Pag.24