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SE MURRAY VUOLE LA DAVIS E MOLLA LONDRA…

La corsa al Masters (15-22 novembre) sarebbe sostanzialmente chiusa se lo scozzese non avesse dichiarato l’intenzione di rinunciare all’evento di fine anno per cercare di vincere la Coppa Davis, la ...

di Enzo Anderloni | 07 ottobre 2015

La corsa al Masters (15-22 novembre) sarebbe sostanzialmente chiusa se lo scozzese non avesse dichiarato l’intenzione di rinunciare all’evento di fine anno per cercare di vincere la Coppa Davis, la settima successiva, contro il Belgio, a Ghent, sulla terra battuta. Apriti cielo… e chances per altri: Gasquet, Anderson, Isner e Raonic

di Enzo Anderloni – Foto Getty Images

Mancano solo cinque settimane alla fine del Tour e le sorti definitive del Masters di Londra sono in mano a uno che non lo vuol giocare. Probabilmente a ragione. Si chiama Andy Murray e, infischiandosene altamente del “tennis politically correct”, ha dichiarato pubblicamente che potrebbe dare forfait al Masters di casa sua per preparare al meglio la finale di Coppa Davis che si svolgerà nei giorni subito successivi, in Belgio, sulla terra battuta. Apriti cielo, spaccati terra. E soprattutto riapriti corsa all’oro di Londra. Salvo clamorosi ribaltoni infatti i primi otto della classifica Atp hanno già messo al sicuro il loro posto alla O2 Arena per l’evento di fine anno che si giocherà dal 15 al 22 novembre. Novak Djokovic, Roger Federer, Andy Murray (appunto…) e Stan Wawrinka sono già ufficialmente qualificati.

Tomas Berdych (vincitore a Shenzhen), Kei Nishikori, Rafael Nadal e David Ferrer (che ha centrato il torneo di Kuala Lumpur, risorgendo dopo lo stop estivo di tre mesi dovuti a un fastidiosissimo problema al gomito) hanno un vantaggio sufficiente a guardare alle prossime settimane (che mettono in palio per i vincitori un bottino complessivo di 3500 punti, comprendendo i due Masters 1000 di Shanghai e Parigi-Bercy) con una certa serenità. Tanto per essere chiari: Ferrer, che è ottavo nella Race to London, ha quasi mille punti di vantaggio (3255 a 2355) su Richard Gasquet, nono. E che possano ipoteticamente rientrare nei gioco ci sono solo altri tre giocatori: il sudafricano Kevin Anderson (2205), lo statunitense John Isner (2180) e il canadese Milos Raonic (2080).

Quattro in corsa per il numero nove

In realtà, al di là della matematica, questi quattro inseguitori sono ben consapevoli che le chance di acchiappare e scavalcare Ferrer o Nadal sono al lumicino. Sanno altrettanto bene però che c’è da buttarsi a capofitto nella lotta perché il rango n.9 dell’Atp ranking potrebbe garantire a Londra il posto lasciato libero da Andy Murray, se manterrà fede alle sue intenzioni. Ovviamente i vertici dell’Atp hanno tuonato immediatamente contro l’ipotesi di questa clamorosa rinuncia: dire di no al Masters non è previsto dal regolamento. Altrettanto vero è che se Murray vuole avere concrete possibilità di portare la Coppa Davis in Gran Bretagna dopo un’astinenza che dura dai tempi di Fred Perry (1936), deve cominciare prima possibile ad allenarsi sul “rosso”. Una possibile vittoria passa attraverso i suoi tre punti (due di singolare e il terzo in doppio con il fratello Jamie) e di sicuro il numero uno belga David Goffin, talentoso n. 17 del mondo, non sarà in vena di regali e si farà trovare pronto al Flanders Expo di Ghent dal 27 al 29 novembre. “Nel circuito tutti sanno che Andy tiene moltissimo a vincere questa Davis, anche perché quando gli ricapiterà un’occasione simile?”, ci ha detto Riccardo Piatti, la scorsa settimana al TC Milano reduce dal torneo di San Pietroburgo, vinto dal suo pupillo Milos Raonic.

Piatti: “I giocatori sono d’accordo con Andy”

“Certo per noi la sua assenza sarebbe una piccola opportunità di provare a qualificarci per Londra. Ma indipendentemente da questo, è evidente che per essere al massimo della condizione sulla terra battuta, non basta giocarci tre/quattro giorni. E’ un modo completamente diverso di muoversi, di arrivare sulla palla. Si è visto benissimo anche lo scorso anno con Federer. E’ vero che aveva dovuto dare forfait alla finalissima di Londra per un problema fisico, ma nella prima giornata della finale di Davis contro Monfils, solo sei giorni dopo, ha dovuto subire. Io credo che l’ambizione di Murray di vincere la Coppa Davis sia più che naturale e la maggioranza dei giocatori è dalla sua parte, condivide questa sua priorità quest’anno. Lui ha fatto “scandalo” dichiarando apertamente un’intenzione che magari altri avrebbero potuto gestire con un infortunio “diplomatico”. Però la sostanza non cambia: ad alto livello si lavora per obbiettivi precisi. E ci si deve preparare alla perfezione. L’idea di Murray, se tiene davvero tanto alla Davis, non fa un grinza”. E dunque si aprirebbe la bagarre per prendere il suo posto a Londra. Il tecnico italiano lancia la sfida di Raonic ma con serenità. “Abbiamo avuto un momento stagionale molto difficile quest’anno. Alla vigilia degli Internazionali BNL d’Italia Milos era n.4 del mondo. Ma il dolore (sotto la pianta del piede n.d.r.) era diventato insostenibile. Si è fatto operare entrambi i piedi, non uno solo come è stato scritto. Non ha potuto infilare le scarpe per più di un mese. E poi abbiamo ricominciato pian piano. Ora sta bene. Ha davanti cinque settimane in cui dare tutto. Ma ha anche davanti dei giocatori fortissimi. Staremo a vedere”. Sempre che Andy Murray decida davvero di deludere gli spettatori londinesi il 15 novembre per far impazzire il Regno Unito intero (e la sua Scozia in particolare) due settimane dopo.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 34 - 2015

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SuperTennis Magazine – Anno XI – n.34 – 7 ottobre 2015

In questo numero

Motivazioni forti Pag.3
Che tennis sarebbe senza Serena? Pag.4

Se Murray vuole la Davis e molla Londra… Pag.6

Focus: Marco Cecchinato Pag.9

Terza pagina: Mats Wilander Pag.10

I numeri della settimana Pag.12
Tennis in tv: la programmazione di SuperTennis Pag.14

Ripartono i Centri tecnici: ecco la mappa Pag.16
Tennis & Friends: appuntamento il 10/11 ottobre Pag.17
Guida al gestionale Fit: il libro dei soci Pag.18

Fit-Tpra: l’ora di Praga per i numeri uno Pag.20

Personal coach: la verità sullo stretching Pag.21
Racchette e dintorni: multimono, la nuova corda Pag.22
La regola del gioco: servire la prima o la seconda? Pag.24