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IL CAPITANO CHE LE CANTERÀ A TUTTI: I MILLE VOLTI DI YANNICK NOAH

Richiamato sulla panchina della Coppa Davis francese, dopo i trionfi di '91 e '96, protagonista in Italia il 20 e 22 novembre per la nuova edizione della Grande Sfida, Noah, ...

di Enzo Anderloni | 01 ottobre 2015

Richiamato sulla panchina della Coppa Davis francese, dopo i trionfi di '91 e '96, protagonista in Italia il 20 e 22 novembre per la nuova edizione della Grande Sfida, Noah, campione e musicista, è uomo dalle molteplici sfaccettature

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Mai banale, nella vita come nel tennis. Giocatore, allenatore, psicologo sportivo, musicista, Yannick Noah è stato ed è uno dei personaggi più veri, sinceri ed eclettici del panorama tennistico mondiale. Le sue dichiarazioni, decisamente “politically incorrect”, fanno discutere da anni, così come le sue prese di posizione nei confronti di argomenti come doping e politica. “In realtà non sono per niente attratto dalla politica - ha sempre dichiarato Noah -. Tengo però molto alla mia libertà, mi piace dire quello che penso, non essere costretto ad accettare continuamente compromessi, mi piace poter votare e dire per chi voto. Mi piace seguirla ma non mi attira affatto”. Il campione del Roland Garros 1983, già capitano di Coppa Davis nelle storiche vittorie del 1991 e 1996, è stato richiamato pochi giorni fa dalla FFT (Federation Francaise de Tennis) per guidare Tsonga, Gasquet, Simon, Monfils e compagni verso nuovi successi in nazionale. “In passato sono sempre stato molto duro nei confronti dei miei giocatori – ha raccontato Noah in una recente conferenza stampa - di certo non avrò paura a esserlo ancora una volta. C’è di mezzo il bene del tennis francese e nulla può e deve essere lasciato al caso”.

Il burattinaio - Capitan Yannick Noah, come detto, è stato protagonista di due storiche imprese transalpine in Coppa Davis. La più eclatante fu l’insalatiera del 1991, quando al Gerland Sports Palace di Lione il pubblico francese applaudì Henri Leconte e Guy Forget, capaci di sconfiggere contro pronostico gli Stati Uniti di Pete Sampras (battuto da entrambi in singolare) e Andre Agassi in una delle più esaltanti finali che la storia della Davis ricordi. Il secondo successo giunse nel 1996, quando Cedric Pioline e Arnaud Boetsch rimontarono uno svantaggio di 0-2 in semifinale contro l’Italia, imponendosi nell’ultimo atto per 3-2 in trasferta contro la Svezia, grazie al singolare decisivo di Boetsch (10-8 al quinto a Nicklas Kulti). I giocatori erano come burattini nelle mani di Noah, che fu straordinario nella gestione della squadra meritando infiniti elogi da parte del popolo francese e degli addetti ai lavori.

Il primo album - Il 1991 fu un anno davvero importante. Appesa la racchetta al chiodo, Yannick Noah si è dedicato subito alla sua grande passione per la musica. “Avevo un po’ paura di quello che avrei fatto una volta terminata la mia carriera tennistica - ha dichiarato - e mi era sempre piaciuto il mondo della musica: le prove, i concerti, le serata con gli amici. E ho trovato così il mio futuro”. Noah ha realizzato ben 10 album: da “Black and What” del 1991 a “Combats Ordinaires” del 2014.

Sport in famiglia - Nonno camerunense calciatore, figlio tennista/musicista e nipote cestista. Lo sport come denominatore comunque della famiglia Noah. Joakim, classe 1985, figlio di Yannick e di Cecilia Rhode (Miss Svezia 1978), è un ottimo giocatore dei Chicago Bulls in Nba e della nazionale francese di basket. Alto 2 metri e 11, gioca dal 2007 nel ruolo di centro nell’ex squadra di Michael Jordan.

In Italia- La racchetta al chiodo, in realtà, Noah non l’ha mai appesa davvero. Il campione transalpino, secondo “colored” dopo Arthur Ashe a conquistare un titolo dello Slam, si diletta ancora nell’Atp Champions Tour e sarà al via il 20 (Verona) e 22 (Modena) novembre in Italia in occasione de “La Grande Sfida” insieme a Wilander, Leconte e McEnroe. Il “tweener”, colpo sotto le gambe che deve la fama proprio a Yannick Noah, sarà soltanto una della infinite attrazioni dell’evento, ormai giunto alla quarta edizione. L'occasione giusta per vedere uno dei mille volti di Yannick.

Yannick, che giocatore

Classe 1960, Yannick Noah, nato il 18 maggio a Sedan, è stato uno dei giocatori più forti della storia del tennis francese, tra i pochissimi transalpini a poter vantare un posto nella Hall of Fame. Best ranking al n.3 del mondo, Noah ha conquistato in carriera 23 titoli del circuito Atp, tra i quali spicca ovviamente il successo al Roland Garros 1983 in finale su Mats Wilander (6-2 7-5 7-6). Ha vestito i colori della nazionale francese per 11 anni, durante i quali ha raggiunto un record, tra singolari e doppi, di 39 vittorie e 22 sconfitte.