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PARTITE PIÙ BREVI: ECCO IL TEMPO PER NOI

La decisione dell’ITF di introdurre il tie-break nel quinto set dei match di Coppa Davis è solo un piccolo passo verso un adeguamento del gioco ai nostri ritmi di vita

di Enzo Anderloni | 30 settembre 2015

La decisione dell’ITF di introdurre il tie-break nel quinto set dei match di Coppa Davis è solo un piccolo passo verso un adeguamento del gioco ai nostri ritmi di vita. Per esempio a livello di tornei di quarta categoria, si può sostituire il terzo set con un tie-break. E’ già nei regolamenti…

di Enzo Anderloni - Foto Getty Images

Ha fatto discutere la decisione dell’ITF di introdurre il tie-break al quinto set nei match di Coppa Davis. Qualcuna ha nostalgia dell’idea che, in termini ipotetici, una partita possa durare all’infinito. Un‘immagine romantica, ma che risale a un mondo che non è più il nostro. E forse dovremmo cominciare a ragionare e agire in modo diretto e più pratico sul mondo attuale per renderlo per noi sempre più sostenibile, sotto tutti i punti di vista.

Non è solo che le partite interminabili non possiamo permettercele più ma che probabilmente non ci servono e non ci piacciono più. Chi oggi ha il tempo (e la voglia) di stare per più di tre ore fisso davanti al televisore o seduto allo stadio a vedere sempre lo stesso incontro?

Se una partita di tennis è equilibrata e avvincente va oltre le due ore anche se si gioca al meglio dei tre set. Se è senza storia, che senso ha stiracchiarla al meglio dei cinque? L’aver eliminato la lotta a oltranza al quinto set in Coppa Davis è solo un primo passo verso un tennis che si evolve per rimanere vicino agli attuali ritmi di vita.

Questo discorso vale altrettanto, se non di più, per il nostro sport vissuto da praticanti. Non tutti sanno che il regolamento (Regole di tennis, appendice 5, pag. 19) prevede già da tempo la possibilità nei tornei ufficiali Fit a livello di quarta categoria, di sostituire il terzo set con un tie-break, come già accade per i tabelloni di doppio dei tornei Atp. Non sarebbe più logico che questa formula di punteggio diventasse la norma per le manifestazioni che riguardano questa grande massa di giocatori? L’impegno sportivo e il divertimento rimarrebbero inalterati, semplificando di gran lunga l’aspetto organizzativo grazie a partite in media più brevi e comunque di durata più prevedibile.

Non è un caso che stia avendo grande successo il circuito amatoriale Fit- Tpra, che ha superato questa settimana le 14.000 iscrizioni. Oltre a dare accesso a tornei e classifiche anche ai non agonisti, l’idea vincente è stata studiare formule di punteggio per cui la durata di ogni match finisce quasi sempre per coincidere con un’ora di gioco, che è l’unità di misura della vita dei circoli e della nostra vita di tennisti appassionati. Se non è un giocatore professionista, chi ama la racchetta si deve ritagliare il tempo per viverla, da attore o spettatore, tra quotidiani impegni di lavoro e di famiglia. E’ un modo meraviglioso per staccare, per regalarsi un po’ di tempo. C’è da ritenersi fortunati quando ci si riesce con regolarità. Sono i nostri break vincenti. Anzi, tie-break.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 33 - 2015

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SuperTennis Magazine – Anno XI – n.33 – 30 settembre 2015

In questo numero

Il tempo per noi Pag.3
Una giornata con Roberta Vinci Pag.4
Raonic, il gigante cresce ancora? Pag.7

Batch-point: la bolla Pag.8

Focus: Yannick Noah Pag.9

Terza pagina: Henri Leconte Pag.10

I numeri della settimana Pag.12
Tennis in tv: la programmazione di SuperTennis Pag.14

Tennis in tv: Il Pallettaro gira e vince Pag.16
Circuito Fit-Tpra: un ottobre … Royal Pag.17
Prenotazione campi: gestiscila facile Pag.18

Campionati under a squadre Pag.20

Personal coach: non solo forte, servi angolato Pag.21
Test racchette: Babolat Pure Aero Tour Pag.22
La regola del gioco: nel momento del bisogno Pag.24