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TECNICA: TAGLIA… E GRAFFIA DI ROVESCIO COME ROBERTA

Il rovescio in back, marchio di fabbrica di Roberta Vinci, è un colpo utilissimo

di Enzo Anderloni | 22 settembre 2015

Il rovescio in back, marchio di fabbrica di Roberta Vinci, è un colpo utilissimo. Per farlo bene però ci sono diversi dettagli da curare. Eccone 5 fondamentali per la meccanica del colpo, dall'impugnatura all'accelerazione della racchetta

di Gennaro Volturo e Michelangelo Dell’Edera, I.S.F. R. Lombardi - Foto Getty Images

Nell’analisi delle abilità tecniche che caratterizzano il tennis moderno, poche volte si prende in considerazione il rovescio slice che, in particolar modo nel tennis maschile ma anche in quello femminile, rappresenta una variante tecnico-tattica molto importante in molteplici situazioni di gioco. E i risultati si sono visti, con Roberto Vinci, agli Us Open. Dove è riuscito perfino a imbrigliare una delle più grandi di tutti i tempi, Serena Williams. Vediamo come si esegue questo colpo complesso ma molto utile.

L'impugnatura giusta La presa continental è particolarmente adatta all’esecuzione dello slice. Con tale grip durante la fase di preparazione la testa della racchetta si dispone al di sopra del polso determinando la produzione di una posizione di leva tra avambraccio e mano. Il mantenimento di tale angolo consente al giocatore di orientare al meglio il piatto corde al momento dell’impatto e nel contempo conferisce solidità e controllo al colpo.

Occhio alle distanze La torsione del tronco è molto importante per garantire un accumulo di energia elastica al termine della preparazione, in particolar modo nella muscolatura della spalla. Inoltre tale torsione consente di allontanare la racchetta dal punto di impatto aumentando lo spazio di accelerazione dell’attrezzo. A tal riguardo molti giocatori utilizzano la semi-closed stance (posizioni d'attesa semi-chiuse), che rispetto alla neutral e alla open stance (posizione d'attesa aperta) garantisce una maggiore torsione del tronco nella fase di preparazione.

La spinta del… gomito Al termine della preparazione è di fondamentale importanza flettere l’avambraccio sul braccio determinando un angolo di circa 90° tra questi due segmenti corporei. La successiva estensione del gomito durante la fase di accelerazione, è una delle principali componenti di spinta del rovescio slice.

L'altro braccio? Importantissimo L’arto non dominante è molto importante per favorire la torsione del tronco e il movimento di arretramento dell’attrezzo durante la fase di preparazione. Nella fase di accelerazione, l’arto non dominante rimane in posizione arretrata (dissociazione degli arti superiori) svolgendo una funzione di stabilità e favorendo il movimento orizzontale dell’attrezzo.

L'accelerazione della racchetta I segmenti degli arti superiori intervengono in sequenza per garantire la combinazione tra velocità lineare e verticale e la conseguente produzione di complessità di palla (5300 r.p.m. lo slice di Roger Federer). Il movimento di abduzione (allontanamento) del braccio è una delle principali componenti di spinta e si risolve nell’abilità del tennista di colpire con una buona distanza laterale impiegando in primo luogo i muscoli della spalla, per esempio il deltoide posteriore. L’estensione del gomito garantisce lunghezza di movimento dell’assetto braccio-racchetta e la produzione di velocità lineare. Infatti se colpissimo con il gomito flesso dovremmo utilizzare prevalentemente la mano come componente di spinta enfatizzando il movimento dall’alto verso il basso dell’attrezzo. Infine la flessione della mano garantisce la produzione di rotazione modificando il piano di movimento della racchetta e interviene solo pochi millisecondi prima dell’impatto. L’azione di estensione degli arti inferiori varia in base all’altezza del punto di impatto.