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SALVADOR, FRANCESCO E MAX: GLI UOMINI AI BOX DI FLAVIA E ROBERTA

Flavia Pennetta e Roberta Vinci hanno lavorato duro per arrivare così in alto

di Enzo Anderloni | 18 settembre 2015

Flavia Pennetta e Roberta Vinci hanno lavorato duro per arrivare così in alto. Al loro fianco, gli allenatori. Oggi nell'angolo della vincitrice degli Us Open c'è lo spagnolo Salvador Navarro, mentre in quello della finalista siede Francesco Cinà. Ecco chi sono

di Alessandro Nizegorodcew - Foto Getty Images

Dietro a un grande uomo si cela sempre una grande donna. Beh, è vero anche il contrario: basta dare un occhio ai maghi del box di Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Andiamo a conoscerli meglio, a scoprire chi sono.

‘Salva’ Navarro, non solo motivatore

Settembre 2012. Flavia Pennetta, reduce da un delicato intervento al polso e terminato lo storico connubio con coach Gabriel Urpi, deve trovare un nuovo allenatore. La scelta ricade su Salvador Navarro, ex professionista e già al seguito di alcuni dei più importanti giocatori spagnoli. I primi mesi sono complicati, il rientro all’attività agonistica è duro e le sconfitte si susseguono. Flavia e Salvador lavorano dal punto di vista tennistico ma, più di ogni altra cosa, parlano parlano e parlano ancora. L’azzurra ha addirittura il dubbio: continuare o smettere? “Credo che il ruolo di 'Salva' sia stato fondamentale in quel periodo - racconta il connazionale Oscar Serrano, ex coach di Fabio Fognini e amico di una vita di Navarro - perché Flavia era molto giù di morale.

Una delle grandi qualità di Salvador è quella di ridare fiducia ai suoi giocatori. Le esperienza passate da coach lo hanno certamente aiutato”. Navarro, tennista talentuoso, mancino e dal pregevole rovescio a una mano, non è mai riuscito a esprimere il proprio potenziale, raggiungendo al massimo la posizione numero 157 della classifica Atp nel settembre del 2003. “Giocava un tennista brillante, più da veloce che da terra battuta - ricorda ancora Serrano - ma mentalmente non era così forte. Ritengo che per il tennis che sapeva esprimere sarebbe dovuto entrare almeno nei Top 100”. Il risultato più importante della carriera è il secondo turno al Roland Garros 1997 dove, superate le qualificazioni, si impone su Gorriz 6-1 al quinto prima di cedere 6-2 al quarto contro l’olandese Siemerink. Il 2005 è l’ultima stagione a livello professionistico. Nemmeno il tempo di appendere la racchetta al chiodo che inizia il lavoro da coach.

“Salva ama tantissimo il tennis e, appena finita la carriera da giocatore, ha subito iniziare ad allenare - chiosa Serrano -. Ha cominciato con Santiago Ventura e Ruben Ramirez-Hidalgo, per poi lavorare con Guillermo Garcia-Lopez e Juan Carlos Ferrero. Terminato il lavoro con l’ex numero 1 del mondo ha seguito vari tennisti, tra cui Pablo Andujar, insieme al suo socio David Sanchez in quel di Valencia, per passare poi all’ex Top-10 Tommy Robredo. Ed eccoci a Flavia, prima donna allenata da Salva nella sua carriera da coach. Il loro segreto? Si è creato subito un grande feeling e Navarro ha la grande capacità di trasmettere fiducia, facendo rendere al meglio il proprio assistito in allenamento così come nei match ufficiali. Credo anche che una delle chiavi del loro successo sia la profonda amicizia che va oltre il lavoro”.

Francesco Cinà, il perfezionista

Compagno indissolubile di tutte le trasferte, tecnico preparatissimo e allo stesso tempo umile, capace di trasmettere grinta e positività. Francesco Cinà è da circa 8 anni accanto a Roberta Vinci in ogni angolo del globo, ad allenare, incitare e sostenere il talento tennistico della tarantina. Ma chi è Francesco Cinà? Quale il suo background? “Quando mi chiedono come giocava Francesco mi viene da sorridere perché la risposta è molto semplice: esattamente come Roberta!” - racconta divertito Francesco Caputo, maestro nazionale al Circolo Tennis e Vela di Messina e grande amico di Cinà -. Diritto piatto, che sapeva utilizzare molto bene a sventaglio, e un taglientissimo rovescio in backspin che amava sfruttare sia in difesa che in attacco. Rapidissimo di piedi, come Roberta, e intelligente tatticamente”. Francesco Cinà ha vissuto una florida carriera giovanile, durante la quale ha conquistato i campionati italiani under 14 (singolo e a squadre) e under 16 (singolo, doppio e a squadre) oltre a essere stato convocato nelle nazionali juniores dall’under 12 sino all’under 18. Classe 1975, all’età di 14 anni si è trasferito a Roma agli ordini di Paolo Bertolucci e Massimo D’Adamo per entrare nel gruppo di atleti selezionati per il centro federale di Riano del quale facevano parte, tra gli altri, Diego Nargiso, Stefano Pescolsido, Mosè Navarra, Riccardo Ciruolo e Simone Sbardellati. “Aveva un gioco aggressivo ma allo stesso tempo classico - ricorda “Pesco” - anche se forse un po’ leggero. Era però un tennis bello da vedere”.

A livello Atp, grazie ad alcuni buoni risultati nei tornei Satellite, il siciliano ha raggiunto la posizione n.427 nel luglio del 1995. Dopo aver intrapreso la strada dell’insegnamento, è stato chiamato al primo vero ruolo da coach al seguito del concittadino Francesco Aldi, che in 4 anni (dal 2001 al 2005) ha portato dal numero 700 a ridosso dei Top 100 (best ranking n. 111). “Lo avrei seguito in capo al mondo - racconta Aldi - perché mi trasmetteva sempre grande fiducia e positività. Francesco mette il giocatore sempre a proprio agio, lo fa stare bene, sia durante gli allenamenti che nei momenti salienti dei match. Magari con un semplice sguardo o un unico importante consiglio. Il modo in cui ti parla è chiaro e deciso, arriva subito al punto. È una persona affidabile, seria e preparata. Un ottimo allenatore che oggi è diventato uno straordinario coach”.

Il connubio sportivo tra Francesco Cinà e Roberta Vinci (prima e unica donna allenata dal coach siciliano) è avvalorato, sin dal 2009, dal preparatore atletico Piero Intile, che in silenzio e lontano dalla luce dei riflettori ha svolto un lavoro eccelso sul fisico della tarantina, che in campo contro Serena Williams sembrava quasi volare. “È stato anche il mio preparatore per una vita - chiosa Aldi - ed è un grandissimo professionista”. Il 'Team Vinci' prepara ogni trasferta, ogni torneo, come il recente Us Open, al Country Club, sede dell’ex torneo Wta di Palermo. È qui che sono nati i grandi successi della tarantina, anche grazie a un campo in veloce costruito ad hoc. La vittoria sulla Williams, la finale a New York, non devono però trarre in inganno, perché Cinà e Vinci vogliono ancora provare a stupire. “Ho sentito Francesco il giorno dopo la finale - racconta Caputo - non aveva dormito ed era ancora carico di adrenalina. Mi ha detto: 'Voglio che Roberta migliori ancora il suo diritto, ho alcune idee per far sì che accada al più presto. Appena torniamo lavoreremo sodo'. Il loro segreto è questo, la passione e la voglia di migliorarsi sempre, giorno dopo giorno”.

Tosello, il prof multisport che fa correre le azzurre: così Flavia va al… Max

Nel giugno del 2010 alcuni cittadini francesi sono rimasti a bocca aperta dopo aver visto un italiano correre come un forsennato, in mutande, sugli Champs Elysées. Il suo nome è Massimo Tosello (nella foto in azzurro tra Fognini e Navarro), attuale preparatore e fisioterapista di Flavia Pennetta. “L’aneddoto corrisponde alla realtà - racconta Max - e fu un pegno da pagare dopo la vittoria della Schiavone a Parigi. Dopo il suo primo turno in quel Roland Garros, vinto con tante difficoltà, dissi a Francesca: “Se vinci il torneo corro nudo per Parigi”. Lei rispose: “No, meglio in mutande, altrimenti ti arrestano”. E così è stato… Max Tosello è uno dei segreti del successo di Flavia Pennetta e, da quest’anno, anche di Fabio Fognini. E pensare che il bravo osteopata piemontese ha iniziato con i motori. “Per uno che vive a Limone Piemonte arrivare nel circuito del grande tennis non è per nulla scontato - racconta -. La mia storia? Nell’inverno 1999 mi trovavo in Trentino a fare il maestro di sci nordico quando mi sono imbattuto nella BMW Motorsport e nella preparazione all’American LeMans series. Da allora li ho seguiti per anni in Germania, lavorando con piloti come Johnny Ceccotto, Emanuele Pirro e JJ Letho. Nel 2007 è arrivata la chiamata della FIT”. Tosello ha seguito gli azzurri in Fed Cup e Davis sino al 2011, quando ha iniziato la collaborazione, da libero professionista, con Pennetta e Schiavone. Dal 2015 ha cominciato a seguire anche Fabio Fognini. “La formazione professionale mi porta ad essere convinto che la parte più importante sia la preparazione fisica - spiega Tosello - con un’ottica maniacale alla prevenzione infortuni e nel tennis, con undici mesi di agonismo all’anno, è assolutamente fondamentale”.