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ITALIA PIÙ CHE SERENA: CHE FESTA CON PENNETTA E VINCI!

Due ragazze che ridono e scherzano in finale agli UsOpen

di Enzo Anderloni | 16 settembre 2015

Due ragazze che ridono e scherzano in finale agli UsOpen. E giocano da dio. E sono le nostre ragazze. Perché Flavia e Roberta ci hanno fatto vivere delle emozioni uniche e saremo loro eternamente grati

di Enzo Anderloni

Giovedì scorso, su Tuttosport, il collega e amico Piero Valesio, firma prestigiosa anche di questa rivista, si è inventato un articolo di pura fiction in cui narrava a posteriori, come favola pazzesca, la straordinaria giornata in cui Flavia Pennetta e Roberta Vinci (che avevano appena battuto rispettivamente Kvitova e Mladenovic nei quarti di finale degli Us Open) si sarebbero giocate la finale dello Slam. Perché in semifinale avrebbero la prima resistito, resistito, resistito fino a stroncare la n.2 del mondo Simona Halep, la seconda fatto impazzire la più forte- di-sempre con tagli sotto e palle corte. Alla fine del racconto aveva dovuto fare una bella pausa e tranquillizzare i lettori sul fatto che durante la stesura del pezzo non aveva assunto sostanze stupefacenti.

Semplicemente, vista la bravura delle nostre, non voleva smettere di sognare. Che si trattasse di un sogno piuttosto assurdo lo confermava la quota che gli allibratori assegnavano a una vittoria di Roberta Vinci su Serena Williams: 300 a 1. Interessante sarebbe stato sapere anche le quote per una scommessa sul fatto che nel giro di 36 ore l’Oceano Atlantico sarebbe stato sorvolato da un aereo di Stato con a bordo il presidente del Consiglio, il Presidente del Coni e quello delle Federazione Italiana Tennis, diretti all’Arthur Ashe Stadium di New York. Eppure è successo, eppure è tutto vero. Gli oltre due milioni di spettatori che hanno visto in tv Flavia battere Roberta, incassare un assegno da 3.3 milioni di dollari e sollevare il trofeo di New York non erano sotto l’effetto di funghetti allucinogeni.

Il giorno prima effettivamente la brindisina aveva preso a pallate le n.2 del mondo e la tarantina aveva prima ammutolito e poi conquistato i 22.547 dell’Arthur Ashe Stadium rimontando un set e 21 titoli dello Slam a Serena Williams. L’aveva finita con un voléettina morbida morbida: Serenona costretta a rimanere a guardare, lontano un chilometro dalla palla e dalla realizzazione del Grande Slam. Eppure era da non credere lo spirito con cui Flavia e Roberta hanno affrontato la sfida tennistica più importante della loro vita. Un confronto nel quale c’era in ballo parecchio, anche sul piano banalmente economico: un posto nella storia e un milione e mezzo di euro di differenza tra il premio della vincitrice e quello della semplice finalista.

Eppure Flavia e Roberta hanno pranzato insieme prima del match. Poi si sono ritrovate sul campo. E quando la brindisina ha chiuso il suo match-point (citando ancora le parole quantomai sensibili di Piero Valesio) “hanno dato vita a un abbraccio tremendamente sincero, forse il più sincero, il più mediterraneo della storia del tennis. E poi tutte e due sedute a fianco aspettando la premiazione. Flavia che si toglie furtivamente il byte dalla bocca e chiacchiera con l’amica forse scegliendo in quale ristorante andare di lì a poco. La cosa migliore della partita, l’essenza di una finale, di due vite. Due ragazze che ridono, Roby che sfila dalle mani dell’amica l’assegno da 3.3 milioni di dollari poi glielo restituisce. Abbiamo assistito a un torneo che è stato una terapia di gruppo: solo che nel gruppo ci siamo stati tutti”. E’ stato incredibilmente bello. E assolutamente vero. L’Italia oggi è più che Serena: fa festa grande.

P.S. Grande rispetto per la decisione di Flavia Pennetta di lasciare le competizioni a fine anno. E ammirazione per il gesto forte di annunciarlo proprio lì a New York, davanti al mondo, ancor prima di godersi appieno il più grande successo tennistico della sua vita. Ma anche un pizzico di speranza per un parziale, possibile ripensamento, emerso da alcuni frammenti di dichiarazione tra le 1000 interviste rilasciate, che la possa far rivedere in azzurro da protagonista almeno una volta: nella squadra olimpica a Rio de Janeiro. Perché lo Slam è lo Slam: ti consegna alla storia del tennis. La medaglia olimpica va oltre: ti consegna alla storia dello sport. Non è un caso che Federer anche in tempi per lui più incerti di questi, avesse fatto capire che almeno fino a Rio avrebbe continuato a giocare. Ma è proprio vero Flavia che hai detto “mai dire mai”? E se fossi proprio tu in Brasile a portare la nostra bandiera, con Roberta accanto? In ogni caso l’Italia ringrazia. Di cuore.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 31 - 2015

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SuperTennis Magazine – Anno XI – n.31 – 16 settembre 2015

In questo numero

Italia più che Serena Pag.3
Uno Slam tutto nostro: rivivi le imprese di Flavia Pennetta e Roberta Vinci Pag.5
Gli uomini ai box: focus sui coach Salvador Navarro e Francesco Cinà Pag.12
Così nascono due stelle: i primi passi di Flavia e Roberta raccontati dal loro maestro Pag.14
Terza pagina: Flavia Pennetta Story Pag.16
Us Open maschile: la solitudine di Djokovic Pag.19
I numeri della settimana Pag.22
Tennis in tv Pag.24
Circuito Fit-Tpra: gioca il Kia Trophy e vinci l’Australia Pag.26
Personal coach: Taglia e graffia come Robertina con il rovescio in back Pag.27
Racchette e dintorni: Flavia e Roberta dalla testa ai piedi Pag.28
La regola del gioco: occhio alle reazioni Pag.30