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FOGNINI MOMENTS, COLPI DI ACCECANTE BELLEZZA

Degli Us Open maschili azzurri resteranno impressa la vittoria di Fabio Fognini contro Rafael Nadal, non tanto e non solo per la clamorosa rimonta da due set e un break ...

di Enzo Anderloni | 09 settembre 2015

Degli Us Open maschili azzurri resteranno impressa la vittoria di Fabio Fognini contro Rafael Nadal, non tanto e non solo per la clamorosa rimonta da due set e un break di svantaggio ma soprattutto per tante giocate, specie con il diritto, da lasciare a bocca spalancata

di Enzo Anderloni – foto Getty Images

Per spiegare che cosa sono i ‘Federer Moments’ David Foster Wallace scrisse “sono gli attimi in cui mentre guardi lo svizzero in azione, ti cade la mascella, strabuzzi gli occhi ed emetti suoni che fanno accorrere la tua consorte dalla stanza accanto per controllare che tutto sia a posto”.

E’ quello che mi è successo, pari pari, mentre seguivo alcune giocate di Fabio Fognini nel quinto set contro Rafael Na- dal, terzo turno degli Us Open. Al di là del risultato straordinario, dell’impresa mentale di ribaltare una partita contro uno che non si faceva ribaltare da 151 match, di essere più deciso e vincente nei momenti chiave del massimo specialista della gestione dei momenti chiave, certi fulmini di diritto di quell’ispiratissimo Fabio suscitavano straordinari “Fognini Moments”.

Se il diritto di Federer per Foster Wallace era una “grande frustata liquida”, chissà come il grande scrittore americano avrebbe descritto il gesto brevissimo del “Fogna”, che ti lascia lì a domandarti come sia possibile trarre un effetto tanto devastante da un’azione all’apparenza minima. Tra l’altro Fognini riesce a condensare i risultati bali- stici di Federer in uno spazio talmente raccolto da rendere il risultato dell’impatto ancora più fulminante, anche perché più difficile da leggere.

L’aver preso a pallate un fuoriclasse come Nadal (70 colpi vincenti contro 30 è un dato statistico pazzesco) è un’impresa che non ha precedenti. Ma credo anche che certi diritti, tirati da un metro a destra della metà campo, di controbalzo, e indirizzati “inside out”, a uscire sul lato del diritto di Nadal non si siano mai visti prima. Angoli e parabole nuovi, di accecante bellezza. Anche Nadal dev’esserne rimasto abbagliato, perché alla fine pareva un pugile suonato. Giocare un normale rovescio fuori un metro e mezzo su un match point contrasta con la sua stessa essenza di giocatore. Quello che ha sempre giocato meglio di tutti al mondo i punti importanti. Non sembrava più lui. D’altra parte il tennis è così: in gran parte il tuo modo di giocare è condizionato dal tennis del tuo avversario. E Fognini fa metà della fatica di Nadal a far camminare la palla. A New York, sotto di due set e di un break nel terzo, ha trovato dentro di sé una lucida energia di combattente che è andata in crescendo, quasi la risucchiasse con le sue magie dalla forza residua dell’altro. Che comunque ha cercato fino all’ultimo di non cedere. Fino alle giocate decisive di Fabio, difficilissime, inarrivabili. Imprendibili. Fognini Moments di accecante bellezza.

(tratto da SuperTennis Magazine - n.30 2015 – 9 settembre)

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SuperTennis Magazine – Anno XI – n.30 – 9 settembre 2015

In questo numero

Accecante bellezza Pag.3
Capolavori azzurri Pag.5
Batch-point: l’eterna giovinezza dello scriba Pag.6
Circuito Wta: Genie batte un colpo Pag.7
Focus: Donald Young Pag.10
Storie: Steffi Graf Pag.12
I numeri della settimana Pag.14
Tennis in tv Pag.15
Giovani: ragazzi da scudetto Pag.16
Campionati del mondo di tennis service Pag.18
Wheelchair: Brescia campione Pag.20
Fit-Tpra: Roger fa il geometra e Serena l’architetto Pag.19
Personal coach: imparare… a memoria Pag.20
Racchette e dintorni: metti un sensore al polso o sulle corde Pag.21
La regola del gioco: posizioni… strane Pag.22