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SLOANE STEPHENS SI PRENOTA IL POST-SERENA

È il miglior momento della carriera della Williams, ma gli Stati Uniti alla vigilia degli Us Open pensano già al futuro

di Enzo Anderloni | 12 agosto 2015

È il miglior momento della carriera della Williams, ma gli Stati Uniti alla vigilia degli Us Open pensano già al futuro. Sloane Stephens vince a Washington il primo torneo Wta della sua carriera e - finalmente - si candida alla successione…

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Finalmente Sloane Stephens. La statunitense ha conquistato a Washington il primo titolo Wta della carriera dopo un torneo perfetto, nel quale ha concesso la miseria di 22 giochi alle malcapitate avversarie. Una vera e propria maledizione sfatata per la ventiduenne di Plantation, Florida, che non era mai giunta all’ultimo atto di un evento del circuito maggiore. “Ho avuto tanti alti e bassi nella mia carriera - ha dichiarato dopo la vittoriosa finale su Anastasia Pavlyuchenkova - e nulla mi è stato regalato. Ho dovuto lavorare duramente per raggiungere ogni mio traguardo. Ho messo in campo tutto ciò che avevo e sono riuscita ad agguantare il primo allora Wta”.

La carriera Junior… con un Dna da campioni
Figlia della nuotatrice Sybil Smith e dell’ex gocatore di football americano John Stephens (morto nel 2009 in un incidente stradale), ha avuto in dote un Dna sportivo di tutto rispetto. Inizia a giocare all’età di 9 anni grazie alla madre, che per prima le mette in mano una racchetta da tennis. Atleta straordinaria, ricca di potenza ed esplosività, Sloane si fa notare sin da giovanissima. A livello under 18 raggiunge il numero 5 del mondo all’età di 16 anni, conquistando il Trofeo Bonfiglio e le semifinali al Roland Garros e agli Us Open. In doppio, in coppia con Timea Babos, trionfa a Londra, Parigi e New York.

Da Reggio Emilia a Washington
L’unico titolo professionistico conquistato prima del trionfo a Washington arriva nel maggio del 2011, quando Sloane supera Lisicki e Yakimova portando a casa il torneo da 50.000$ italiano di Reggio Emilia. Alla fine di quell'anno diviene la più giovane tennista presente nella Top 100. Da quel momento è una scalata straordinaria che porta la statunitense, grazie a una notevole continuità di risultati (semifinale a Melbourne, quarti a Wimbledon), sino al numero 11 Wta, best ranking datato 21 ottobre 2013. Ma la vittoria nel circuito maggiore non arriva e alcune connazionali quali Vandweghe e Riske, ben lontane dal potenziale della Stepehens, riescono a conquistare tornei Wta prima di lei. “Dopo ogni vittoria di una statunitense siete qui a chiedermi quando toccherà a me, adesso basta…” , ha risposto più volte Sloane ai giornalisti a stelle e strisce. A Washington, finalmente, la Stephens ha messo tutti a tacere: battute nell’ordine Linette (6-2 6-1), Chirico (6-4 6-4), Stosur (7-6 6-0) e Pavlyuchenkova (6-1 6-2) giocando un tennis solido e allo stesso tempo spettacolare.

Un nuovo salto di qualità

Dopo un 2014 piuttosto negativo e un inizio di 2015 di basso livello, la Stephens sembra finalmente aver ingranato la marcia giusta. Dopo due buone prove a Indian Wells (ottavi) e Miami (quarti), avvisaglie di una nuova Sloane si sono potuto ammirare a Parigi, quando ha seriamente rischiato di eliminare Serena Williams, già battuta dalla giovane “yankee” a Melbourne nel 2013. La cura Nick Saviano pare essere quella giusta. Tornata al numero 29 del mondo grazie al successo a Washington, Sloane è oggi alla ventiduesima piazza nella Race. Il suo posto è, però, molto più in alto e l’ingresso nella Top 10 deve essere obiettivo primario e dichiarato. Affinché accada servirà un nuovo e ulteriore salto di qualità.