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IN CAMPO EVITATE LA SINDROME DEL MILLEPIEDI

Chissà quante volte vi sarà successo, giocando, di pensare troppo, di compiere con eccessivi dubbi una scelta tra un colpo e l’altro

di Enzo Anderloni | 30 agosto 2015

Chissà quante volte vi sarà successo, giocando, di pensare troppo, di compiere con eccessivi dubbi una scelta tra un colpo e l’altro. E il risultato, novanta su cento, sarà stato di perdere il punto. Ecco come… fermare i pensieri negativi

di Umberto Longoni – foto Getty Images

Un grosso ragno chiese a un millepiedi come facesse, con tutte quelle zampe, a non inciampare. Il millepiedi, che in precedenza non si era mai posto una simile domanda, finì per non muoversi più e da quel momento non riuscì a fare ciò che in precedenza gli era del tutto istintivo e naturale: ovvero camminare. La storia non è a lieto fine: poiché il millepiedi si era immobilizzato da sé, il ragno se lo mangiò.

Ebbene, ciò che io chiamo sindrome del millepiedi è proprio il pensare troppo: quando succede in campo, pensare troppo può provocare un blocco delle vostre capacità. Proprio così: porvi eccessive domande fossilizzando la mente su incertezza, dubbi e paure potrebbe davvero paralizzare la vostra prestazione, togliendo spontaneità ed efficacia anche al vostro tennis.

Chissà quante volte vi sarà successo, giocando, di avere un’esitazione, di compiere con eccessivi dubbi una scelta tra un colpo e l’altro (ad esempio, tra una palla corta e un attacco a rete) : probabilmente il risultato a causa della troppa incertezza, novanta su cento, sarà stato di perdere il punto.

Se poi per tutto il match continuaste a macinare pensieri, specialmente fossero pensieri dettati dall’insicurezza, potreste davvero fare la fine del povero millepiedi.

Dunque, durante gli scambi, conviene sempre lasciare spazio alla mente che istintivamente gioca: la mente che strategicamente pensa, purché il più possibile in positivo, casomai interverrà tra un punto e l’altro!

Quando però in campo vi assalgono pensieri disturbanti, vi consiglio un’efficace tecnica chiamata Stop Thinking, ovvero “Smetterla di pensare”. Dunque:

Appena riconoscete il pensiero e le immagini disturbanti oppure negative ditevi mentalmente (anche a voce alta) “Stop!” Subito dopo fate apparire nella mente uno schermo buio, come quando al cinema si interrompe bruscamente una proiezione. Quindi cambiate immagine, concentrandovi su qualcosa di positivo o di neutro. Anche immagini rilassanti (un bosco, un fiume o una spiaggia) sono utili.

Un altro modo, anch’esso efficace, è ricorrere a un tipo particolare di respirazione che ho chiamato Respiri del Drago. Provate a liberarvi dal pensiero negativo in una pausa di gioco in questo modo:

Inspirate lentamente dal naso, immaginando che entri dentro di voi aria azzurra, aria pulita e che tale aria sia la CALMA; Trattenete per qualche secondo l’aria nei polmoni; Espirate lentamente dalla bocca, immaginando che escano fumo, nebbia grigia e anche il pensiero negativo.

Quattro o cinque di queste espirazioni sono sufficienti.