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LA VOLÉE IN UN FLASH: BASTANO 400 MILLISECONDI

Il tempo di preparazione è fondamentale

di Enzo Anderloni | 29 agosto 2015

Il tempo di preparazione è fondamentale. Tanto quanto l'esecuzione, con la mano, il gomito o il braccio. E poi occhio a non sbagliare l'atterraggio

di Michelangelo Dell'Edera, I.S.F. R. Lombardi - foto Getty Images

“Quando si esegue una volée è fondamentale ridurre l’ampiezza della preparazione perché non si ha tempo di arretrare la racchetta”. Tale indicazione per quanto corretta, non può prescindere da alcune considerazioni correlate alle capacità percettive che sottendono l’abilità di modulare al meglio l’ampiezza della preparazione dei colpi al volo. Una buona capacità di anticipazione motoria, ad esempio, è una condizione fondamentale per ridurre i tempi di reazione consentendo di programmare risposte motorie adeguate. Mediamente quando un tennista effettua una volée ha 400 millisecondi di tempo per completare il movimento di preparazione, ma si ricordi che non sempre tale abilità tecnica è eseguita in condizioni di estrema pressione temporale. In base a tale premessa possiamo asserire che a seguito della velocità della palla in arrivo e della posizione assunta rispetto alla rete è possibile produrre un timing differente per quanto concerne il grado di arretramento dell’attrezzo. Ciò può portare ad eseguire almeno tre tipologie di volée.

1. Volée eseguita con la mano

In tal caso il movimento di preparazione è pressoché assente. Si tratta di una volèe effettuata in posizione molto ravvicinata alla rete, in una condizione di estrema pressione temporale.

2. Volée eseguita con il gomito

In tal caso la racchetta arretra fino a raggiungere l’altezza delle spalle. Solitamente ci si riferisce a una volée di approccio in cui l’estensione del gomito è una delle principali componenti di spinta.

3. Volée eseguita con il braccio

In tal caso la racchetta arretra superando l’altezza delle spalle. Si ricorre a tale tecnica quando si esegue una volée alta e pertanto, la velocità non particolarmente elevata della palla in arrivo giustifica la possibilità di produrre un movimento di preparazione piuttosto ampio.

L’insegnante dovrà essere abile nel proporre una struttura di esercitazioni che possano stimolare l’esigenza di eseguire le differenti tipologie di volée in base alla situazione tattica. Naturalmente braccio, avambraccio e mano non sono le uniche componenti di spinta in quanto tutti i segmenti corporei intervengono in maniera congiunta per favorire un’adeguata esecuzione dei colpi al volo. In particolare l’azione degli arti inferiori è di fondamentale importanza per garantire equilibrio e per favorire il trasferimento del peso del corpo.

In ultima analisi, si ricordi che uno degli errori più gravi che si possano commettere nell’esecuzione della volée consiste nel sincronizzare la fase di impatto con quella di atterraggio. In tal caso il peso del corpo si trasferisce verso il basso con conseguente dispersione di velocità lineare. A seguito di tale errore spesso la palla può terminare a rete. Al contrario, uno dei segreti per eseguire una buona volée consiste nell’atterrare soltanto dopo aver colpito la palla, con conseguenti benefici in termini di trasferimento del peso del corpo (importante per la produzione di velocità lineare) e movimento orizzontale dell’attrezzo (importante per generare profondità di palla).