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TENNISTI IN MONTAGNA? GLI ESERCIZI IN QUOTA

Anche per gli amatori è sconsigliabile fermarsi durante la pausa estiva, interrompendo qualsiasi forma di attività o di allenamento

di Enzo Anderloni | 11 agosto 2015

Anche per gli amatori è sconsigliabile fermarsi durante la pausa estiva, interrompendo qualsiasi forma di attività o di allenamento. Ecco una serie di esercizi per chi, alla spiaggia, preferisce i soggiorni in altura

di Giovanni Catizone e Vittorio Santini, I.S.F. Roberto Lombardi - Foto Getty Images

Dopo avere descritto la scorsa settimana (e su SuperTennis Magazine n.26 del 29 luglio) l’allenamento da tenersi in vacanza al mare, passiamo ora in rassegna l’attività fisica da svolgersi in montagna. È doveroso sottolineare che in montagna l’altitudine svolge un ruolo fondamentale, più si sale e più ha luogo la rarefazione dell’ossigeno nell’aria che si respira. Questa condizione potrebbe generare stati di malessere ed eccessivo affaticamento che sarebbe prudente evitare.

Quanto verrà qui di seguito proposto si riferisce a montagne di media altitudine. Particolare attenzione deve essere posta anche a quelle esercitazioni che si svolgono in salita, ma specialmente in discesa. Situazioni, queste ultime, che implicano problemi di carattere muscolare ed articolare.

1. Corsa lunga o camminata veloce in salita, dai 3/4 km in su: aumenta il volume del cuore, potenzia i muscoli degli arti inferiori, sviluppa la mobilità articolare della caviglia, sviluppa l'equilibrio e ha un effetto dimagrante. Inoltre aumenta la forza di volontà. Questo allenamento non è consigliabile a chi si trova in uno stato di affaticamento muscolare, chi attraversa una fase di scarso livello di preparazione fisica generale e chi soffre di tendiniti o tendinosi. Se non si è avvezzi a questo tipo d'allenamento non è consigliabile tornare alle partenze di corsa in discesa ma è preferibile essere accompagnati con un mezzo di trasporto.

2. Fartlek naturale: corsa lunga su terreni ondulati con variazioni di ritmo spontanee, possibilmente entro i 30 minuti. Aumenta il volume del cuore, potenzia i muscoli degli arti inferiori in modo concentrico in salita ed eccentrico in discesa, sviluppa la mobilità articolare della caviglia e dell'anca. In più sviluppa l'equilibrio e il senso dell'orientamento. Questo allenamento non è consigliabile a chi si trova in uno stato di affaticamento muscolare, chi attraversa una fase di scarso livello di preparazione fisica generale e chi soffre di tendiniti o tendinosi.

3. Sprint in salita su diverse distanze: incremento della velocità, della forza esplosiva e della capacità di accelerazione. Se si è in uno stato di buona salute generale, questo tipo di allenamento non ha alcuna controcontroindicazione.

4. Sprint in discesa non particolarmente pendente su diverse distanze: incremento della velocità, della capacità di accelerazione, della forza eccentrica e superamento della naturale soglia di massima velocità. Questo allenamento non è consigliabile a chi si trova in uno stato di affaticamento muscolare, a chi non possiede un buon equilibrio dinamico, a chi attraversa una fase di scarso livello di preparazione fisica generale e a chi soffre di tendiniti o tendinosi.

Naturalmente, in tutta questa fase, anche in montagna non devono essere trascurate le esercitazioni riferite allo sviluppo dei muscoli posturali, addominali, dorsali, ecc.

Abbiamo parlato di mare e di montagna. E per quei tennisti che per una qualsiasi ragione devono rinunciare alle ferie? Beh, con un po' d'immaginazione, anche loro possono vivere le emozioni e i colori che la natura offre loro andando ad allenarsi in piscina e nei parchi pubblici. Non è propriamente la stessa cosa, ma gli effetti positivi non cambiano.

I periodi dello sport

Nel tennis, così come in ogni sport, esistono differenti periodi dell’anno: quelli degli allenamenti, quelli delle gare, ma anche quelli delle vacanze. Questo periodo dell'anno coincide con la parte finale della “stagione” dell'allenamento. E nella concezione rigida di allenamento non sono previsti periodi di fermo totale delle attività motorie ma più precisamente differenti tipologie di lavoro rispetto alla routine. Durante il mese di giugno il tennista comincia a stilare i primi bilanci della stagione che tendenzialmente vertono sull’avere raggiunto gli obiettivi prefissati o sul non averli raggiunti. L'appartenere ad una o all'altra categoria determina per l'imminente estate vacanziera scelte d'allenamento differenti. Tendenzialmente, chi non ha raggiunto completamente i suoi obiettivi sfrutta l'estate per incrementare le ore di training, chi invece è soddisfatto, tende a pensare a un periodo di completo riposo. Sullo scorso numero, il fascicolo 27 del 29 luglio, avevamo elencato le attività consigliate per chi predilige le vacanze al mare.