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IN DAVIS COL CUORE: IL PARADOSSO SPAGNA

Ferrer e Verdasco erano allo sfarzoso matrimonio di Feliciano Lopez mentre la nazionale con Robredo e Andujar scendeva in campo a Vladivostok contro team russo di giovani, lontani dalla Top ...

di Enzo Anderloni | 22 luglio 2015

Ferrer e Verdasco erano allo sfarzoso matrimonio di Feliciano Lopez mentre la nazionale con Robredo e Andujar scendeva in campo a Vladivostok contro team russo di giovani, lontani dalla Top 100. E perdeva. Ora dovrà giocare per non finire in Serie C

di Enzo Anderloni

C’erano più top 50 spagnoli venerdì scorso a Toledo, dove il bellissimo Feliciano Lopez sposava la bellissima modella Alba Carrillo, che in maglia giallorossa a Vladivostok dove l’Invincibile Armada affondava sbattendo contro un gruppetto di ragazzini russi. Così quando il 18 settembre saremo noi a dover saggiare in Russia il valore dei nuovi ragazzi di Putin per rimanere nella serie A di Coppa, gli spagnoli (che hanno 12 giocatori tra i primi 100 del mondo) si batteranno con la Danimarca per non retrocedere in serie C.

Questa è la Coppa Davis ragazzi, la manifestazione tennistica che da sempre tira fuori l’aspetto più viscerale del gioco, il lato umano ed emotivo che più lo rende affascinante. Basta pensare a quanto sia stata stridente la situazione degli spagnoli per capirlo. Feliciano Lopez, n. 19, elegantissimo sulla Rolls Royce con la sua Alba, David Ferrer, n.7 e Fernando Verdasco, n. 38 a loro volta tirati a lucido dai rispettivi sarti (con le rispettive compagne) sorridenti e festanti sotto il sole. Tommy Robredo, Pablo Andujar, Marc Lopez e David Marrero sparati al capolinea della Transiberiana, più vicini all’Alaska che al cuore del nuovo capitano Conchita Martinez. E ciononostante a un passo dalla vittoria dopo la conquista dei primi due singolari e il vantaggio di due set a uno di Lopez e Marrero nel doppio contro Donskoy e Kravchuk, n. 351 e 199 nel ranking di specialità.

La rimonta subita e il crollo negli ultimi due singolari (con il 17 enne Rublev, n. 190 del mondo che batte in tre set Pablo Andujar, n. 35) illustra meglio di ogni altra cosa il peso del fattore campo e del cuore. Il pubblico dei russi più lontani da Mosca ha infuso una forza e un coraggio unici ai suoi. Gli spagnoli, che dopo le grandi polemiche sulla scelta del capitano evidentemente hanno lo spirito di squadra sotto zero, sono rimasti freddi. E freddati.

Peggio per loro, che non sono riusciti a cogliere il grande sentimento di condivisione che la Coppa Davis crea tra gli atleti e il loro popolo. Li rimandiamo a guardarsi le istantanee di Andy Murray che insieme al fratello Jamie riporta gli inglesi in semifinale dopo 34 anni. O di Lleyton Hewitt, detto Rusty, il rugginoso, che a 34 anni ha preso per la collottola la squadra dei cuccioli Kyrgios e Kokkinakis, ribaltando tra singolare e doppio uno 0-2 con il Kazaksthan che sembrava una condanna. Questo è il tennis che smuove i cuori. Dovremo tenerlo bene a mente in settembre quando partiremo per la campagna di Russia. Con la serena consapevolezza che più lontano di Vladivostok, non possono spedirci…

Questo articolo è tratto da SuperTennis Magazine – n.26 2015 – 22 luglio

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SuperTennis Magazine – Anno XI – n.26 – 22 luglio 2015

In questo numero

In Davis col cuore Pag.3

Coppa Davis - Così l’Italia scoprirà il valore del Rublev Pag.4

Coppa Davis – Murray trascina tutti Pag.5

Batch-point: La forza della Davis Pag.8

Focus: Ram of Fame, la favola Pag.10

Storie: Pancho Gonzales il ribelle Pag.12

I numeri della settimana: Cecchinato top 100 Pag.14

Tennis in tv Pag.15

IBI 2016 biglietteria: il tuo posto al sole sul Campo Centrale Pag.16

Giovani: il futuro azzurro è tinto di rosa Pag.17

Giovani: il master del Trofeo Kinder al Foro Italico Pag.18

Giro d’Italia: Marche storiche Pag.19

Fit-Tpra: stage last minute, iscrizioni no-stop Pag.20

Racchette e dintorni: presa per… l’overgrip Pag.22

La regola del gioco: tennista avvertito… mezzo salvato Pag.24

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