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SIETE ABBASTANZA SCIOLTI? FATEVI IN TRE

Scioltezza muscolare e mobilità articolare non servono solo ai pro per giocare colpi spettacolari

di Enzo Anderloni | 20 luglio 2015

Scioltezza muscolare e mobilità articolare non servono solo ai pro per giocare colpi spettacolari. Il primo vantaggio è evitare infortuni sicuri. Ecco tre esercizi pratici (e per tutti) per migliorare

di Giovanni Catizone e Vittorio Santini, I.S.F. Roberto Lombardi

Quale senso di leggerezza e dinamismo suscitano i grandi tennisti mentre giocano. Accelerazioni incredibili, recuperi straordinari, palle colpite a velocità impensabili e in particolare, nel tennis moderno, giocate “impossibili” in spaccata, sia frontale che sagittale. Cosa determina la possibilità di colpire la palla con il bacino radente al suolo? La risposta è una: alti gradi di mobilità articolare.

La mobilità articolare è una capacità motoria ascrivibile tra quelle coordinative e quelle organico-muscolari che nel tennis moderno ha acquisito progressivamente una maggiore importanza.

Ma la mobilità articolare è utile solo ai tennisti professionisti? La risposta è certamente no! Nel tennis amatoriale oltre a consentire un’adeguata scioltezza muscolare permette, in primis, di evitare infortuni sicuri.

Massima escursione

La domanda dunque diventa, che cos’è la mobilità articolare? Ebbene, è quella capacità che consente di eseguire qualsiasi gesto utilizzando la massima escursione articolare. Nella sua apparente semplicità consente al tennista amatoriale di giocare in sicurezza e di preparare tutti i colpi in assenza di rigidità muscolare, sia in fase di preparazione che di movimento a colpire.

In altre parole la mobilità articolare rende più efficace qualsiasi forma di tennis praticato.

Col passare degli anni tendini e legamenti, preposti a dare stabilità alle articolazioni, si accorciano in maniera significativa. Dunque che cosa si deve fare? Sarebbe sufficiente aggiungere alla classica ora di tennis anche 15 o 20 minuti di esercizi statici (stretching) e dinamici (slanci, circonduzioni, rotazioni, flesso estensioni, ecc.). Naturalmente particolare attenzione deve essere posta alla mobilità della colonna vertebrale che svolge un ruolo fondamentale nel tennis.

Consigli pratici

Ecco una serie di consigli pratici utili per raggiungere questo obiettivo.

1. Mobilità della spalla (articolazione scapolo-omerale): in stazione eretta impugnare una bacchetta sufficientemente lunga (1,50 m) con entrambe le mani mantenendo gli arti superiori estesi. Portarla per avanti alto dietro e successivamente per dietro alto avanti preoccupandosi di non flettere gli arti superiori e di tenere le mani il più vicino possibile tra di loro, compatibilmente alla corretta esecuzione del gesto.

2. Mobilità del tronco (articolazione lombo-sacrale): dalla stazione eretta con gli arti inferiori uniti flettere il busto avanti sul piano sagittale con l’intento di raggiungere la massima escursione articolare fino a toccare il terreno con la punta delle dita di entrambe le mani, preoccupandosi di mantenere estesi gli arti inferiori (vedi foto 2).

3. Mobilità dell’anca (articolazione coxo-femorale): dalla stazione eretta, con le mani sui fianchi, i piedi paralleli e il busto perpendicolare al terreno, divaricare gli arti inferiori sul piano frontale fino a quando non si avverte una sensazione di tensione muscolare a livello inguinale. Si suggerisce di iniziare la divaricata prima con un arto e nella fase terminale con entrambi contemporaneamente tramite piccoli scivolamenti dei piedi che devono naturalmente rimanere paralleli. I brevi scivolamenti dei piedi costituiscono l’aspetto preventivo in quanto consentono di eseguire il gesto controllato senza che questo crei infortuni a livello inguinale (vedi foto 3).

Un'avvertenza finale. Come per tutte le esercitazioni, anche quelle riferite al mantenimento e allo sviluppo della mobilità articolare devono essere precedute da un adeguato riscaldamento.