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ELLSWORTH VINES: DANZÒ SUGLI SLAM COME FRED ASTAIRE

Vestito come il grande ballerino, ha vinto a Wimbledon e New York nel 1932

di Enzo Anderloni | 18 luglio 2015

Vestito come il grande ballerino, ha vinto a Wimbledon e New York nel 1932. Batteva fortissimo e picchiava di piatto da fondo. Passato professionista, batteva Tilden e Fred Perry e se la giocava alla pari con Don Budge, il primo a fare il Grande Slam.

di Alessandro Mastroluca

“Quando era in giornata, Ellsworth Vines giocava il miglior tennis che io abbia mai visto”. Parola di Don Budge. In quelle occasioni, scriverà Jack Kramer nella sua autobiografia del 1979, “eri fortunato se riuscivi a toccare la palla sul sui servizio”. Alto, longilineo, Vines era una macchina per lo sport. Entrato alla University of Southern California con una borsa di studio per la pallacanestro, ha vinto gli US Championships per la prima volta, al suo debutto, a 19 anni.

Vestito come Fred Astaire, picchiava come Babe Ruth

“Era vestito come Fred Astair”, scriveva, con i pantaloni lunghi di flanella d’ordinanza all’epoca, “e colpiva come Babe Ruth”.Era un attaccante da fondo senza punti deboli, un giocatore a tutto campo dai colpi piatti, senza spin, e comunque capace di volée non proprio artigianali. Aveva un solo, vero, tallone d’Achille: una inestirpabile tendenza alla pigrizia, anche in campo. Per cui gli avversari hanno iniziato a intuire che la maniera migliore per batterlo era continuare ad allungare lo scambio e giocargli palle morbide fino a farlo sbagliare. Anche perché, racconta Bud Collins nella sua Enciclopedia del Tennis, Vines “aveva un curioso movimento a mulinello in cui la racchetta completava un giro quasi a 360 gradi. Partiva in alto, come se dovesse servire, portava la racchetta giù fin quasi a terra e caricava”.

30 ace a Wimbledon

Avrebbe giocato i tornei del Grande Slam solo per quattro anni, ma gli basteranno per trionfare, nel 1932, ancora agli US Championships e a Wimbledon. La finale con Bunny Austin resta uno dei capolavori della sua carriera. Ha chiuso 6-4 6-2 6-0, con un’esibizione di potenza senza precedenti: ha servito 30 ace in 12 turni di battuta, 2,5 a game, l’ultimo proprio sul match point. Quella palla, ammetterà Austin, viaggiava così veloce che non è riuscito nemmeno a vedere se gli fosse passata a destra o a sinistra.

Dal tennis al golf

Dopo la finale persa a Wimbledon l’anno successivo, il 10 gennaio 1934 gioca il suo primo incontro da professionista, al Madison Square Garden di New York, davanti a 16,200 spettatori. Batte 8-6 6-3 6-2 Bill Tilden, che comunque vincerà quel tour 47-26. Considerato il miglior “pro” al mondo nel 1937, capace di vincere due tour contro Fred Perry, a metà del cammin della carriera, e a metà di una tournée contro Don Budge nel 1939, decide di lasciare il tennis. Si annoia, e passa al golf. In realtà, già durante le sfide contro l’americano che solo pochi mesi prima aveva completato il Grande Slam, si concedeva 18 buche la mattina prima di scendere sul campo da tennis la sera. Eppure, al momento dell’addio, Budge era in vantaggio solo 21 a 18.

È nato per vincere Vines, e non entra certo nel circuito del golf professionistico solo per partecipare. Conquista due titoli, il Massachussets Open del 1946 e lo Utah Open del 1955, arriva in semifinale al prestigioso PGA Championships del 1951 e per due volte compare tra i primi 10 giocatori che hanno guadagnato di più nel corso della stagione. Correva, sempre verso nuove incredibili avventure, con una sete di vittorie che nessun successo ha mai placato davvero. È il destino degli inquieti e dei vincenti.

Ellsworth Vines (USA)

Los Angeles 28/9/1911 – La Quinta 17/3/1994

Altezza: cm 189; peso forma: 70 kg

Miglior classifica: n.1 nel 1932

Nel palmares: Us Open 1931 e ’32; Wimbledon 1932