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PERCHÉ FEDERER VINCE SEMPRE, ANCHE QUANDO PERDE

La gente vuole i fuochi artificiali

di Enzo Anderloni | 15 luglio 2015

La gente vuole i fuochi artificiali. Vuole emozioni estetiche. E nessuno su un campo da tennis è mai riuscito a produrne come Federer, che ha 17 Slam nel carniere ma anche 26 finali (e 37 semifinali). Per vincere ha sempre cercato il suo miglior tennis, quello che illumina il cielo di lampi colorati

di Enzo Anderloni

Alla fine Novak Djokovic ha vinto il torneo ma ha perso la pazienza, disturbato dai rumori del pubblico mentre serviva nei game decisivi. Il supporto, il trasporto della gente per il suo avversario faceva rumore anche nel tempio del tennis dove il silenzio è religione come il bianco delle divise. Facevano rumore persino le dita incrociate di quelli che fino all’ultimo, come in preghiera, cercavano di scongiurare la sconfitta del loro idolo, Roger Federer. Che ha perso la seconda finale consecutiva contro Nole, più nettamente dello scorso anno, ma in fondo ha vinto anche questa volta. E continuerà a farlo.

Di questa edizione di Wimbledon si ricorderà infatti la sua partita perfetta in semifinale contro Andy Murray, local hero, piuttosto che il match decisivo che ha fatto scrivere per la terza volta il nome del serbo sul trofeo dei Championships. Nole, intelligente qual è, se ne farà una ragione, riandando al dolce sapore dell’erbetta che si è chinato a brucare dopo l’impresa.

Basta che si guardi allo specchio. Tennisticamente parlando, s’intende. Il suo tennis straordinario (servizi millimetrici, la risposta migliore del mondo, traccianti sulle righe su entrambe le diagonali da fondo) neutralizza qualunque avversario. Lo manda fuori giri. Lo smonta. Lo costringe all’errore o lo infilza inesorabilmente se attacca.

Ma Nole, come è stato commentato con felice sintesi, “lascia i fuochi d’artificio agli altri”. E Roger Federer è un fuoco d’artificio vivente. In semifinale contro Murray ha offerto uno spettacolo che ha illuminato il pianeta. Tennis aggressivo, tutto varianti e accelerazioni e… morbidezze, tocchi, magie. Poi non è riuscito a essere così perfetto anche in finale. Ma il pianeta ha trepidato per lui. Si è immalinconito quando ha perso, ma gli si è stretto attorno come avesse trionfato.

E lo rifarà. Perché vuole i fuochi artificiali. Vuole emozioni estetiche. E nessuno su un campo da tennis è mai riuscito a produrne come Federer, che ha 17 Slam nel carniere ma anche 26 finali (e 37 semifinali). Per vincere ha sempre cercato il suo miglior tennis, quello che illumina il cielo di lampi colorati. Una magia difficile. Per questo gli capita di perdere. O forse, anche in quei casi, vince lo stesso lui.

Questo articolo è tratto da SuperTennis Magazine – n.25 2015 – 15 luglio

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SuperTennis Magazine – Anno XI – n.25 – 15 luglio 2015

In questo numero

Vince sempre lui Pag.3

Wimbledon: Djokovic prende tutto Pag.5

Batch-point: Bancomat Show Pag.8

Focus: Tutto è Pos… pisil Pag.10

Wimbledon: Serena, un altro Slam in faccia Pag.12

Storie: Vines come Fred Astaire Pag.14

I numeri della settimana Pag.14

Tennis in tv Pag.17

Fit-Tpra: Il nosto Wimbledon, ecco come è andataPag.19

Personal Coach: tre esercizi per la scioltezza Pag.21

Racchette e dintorni: le nuove Head Extreme Pag.22

La regola del gioco: crampi… di campo Pag.24