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E' ARRIVATO IL RICICLATORE PER I TUBI DI PALLE

Vista in azione all’Aspria Harbour Club la macchina per la raccolta differenziata che schiaccia e compatta i tubi di palline (vuoti) e rilascia buoni sconto per il successivo acquisto

di Enzo Anderloni | 07 luglio 2015

Vista in azione all’Aspria Harbour Club la macchina per la raccolta differenziata che schiaccia e compatta i tubi di palline (vuoti) e rilascia buoni sconto per il successivo acquisto. Un passo verso l’ecosostenibilità

di Enzo Anderloni

Visto da lontano sembra un distributore di bibite vecchio stile. Poi ti avvicini e ti parla con la sua grafica colorata. E parla chiaro: ricicla qui il tuo tubo vuoto. Il gesto a quel punto è istintivo: prendi il tubo, metallo o plastica che sia, e lo inserisci nella feritoia. Senti un bel rumore di tritamento. Schiacci l’unico bottone presente sul davanti e ti esce la ricevuta. C’è scritto un bel grazie, accompagnato da un buono di 2 euro per l’acquisto del prossimo tubo di palle. E’ il riciclatore. Il primo riciclatore di tubi per palle da tennis.

Lo ha messo in funzione all’Aspria Harbour Club di Milano, durante il Torneo Atp Challenger, “Le vie della sostenibilità”, società milanese guidata da Massimo Capriati, uno dal cognome familiare nel mondo del tennis. Stefano Capriati, papà di Jennifer, in effetti era suo zio. L’apparecchiatura è prodotta da Tritech, società vicentina specializzata. Il tubo viene schiacciato, compattato in un modo che non ne permette il rigonfiamento, si tratti di alluminio o plastica.

Il sacco all’interno dell’apparecchiatura ne contiene così circa 270. Materiale già separato rispetto al resto dei rifiuti dal circolo. Nel caso di Aspria Harbour Club per ogni tubo inserito nella macchina si riceveva un buono del valore di 2 euro per l’acquisto di un tubo di palline Head da 4, nel negozio del club, Nake Sport.

“E’ un’iniziativa replicabile in altri circoli. Diamo un valore al rifiuto. – spiega Capriati - Le vie della sostenibilità nasce come un progetto globale. L’obiettivo è fornire strumenti pratici che, facendo riferimento ai tre elementi della sostenibilità, creino un vantaggio sociale e ambientale ma anche un vantaggio economico. Prendiamo il caso del riciclatore di tubi: il vantaggio ambientale è la riduzione dell’ingombro del rifiuto. Nell’atto della gestione del rifiuto sotto il profilo dei trasporti si consuma meno energia e di conseguenza si riducono le emissioni di CO2. Il vantaggio sociale è quello di una corretta educazione nel riciclo del prodotto. E ce ne può essere uno ulteriore coinvolgendo nella parte del ritiro del materiale le società a indirizzo sociale, che impiegano chi fatica a inserirsi nel mondo del lavoro.

Il vantaggio economico è molteplice. Ci sono i vantaggi per l’utente nell’acquisto di materiali di consumo, le palle da tennis. Poi quelli di marketing per il punto in cui viene svolta questa attività, che ha una valenza di comunicazione importante. E la fidelizzazione del cliente che è invitato a tornare a comprare la palla nello stesso posto. Un circolo virtuoso. Un esempio di economia circolare: io uso ma riciclo”.

“Nel caso del tennis – insiste entusiasta Capriati – pensiamo anche a un piano di recupero dell’acqua piovana per bagnare i campi, un progetto di illuminazione a basso consumo che garantisce però le specifiche richieste dalla Federazione per l’organizzazione di tornei. Abbiamo creato anche un modello legato al mondo del tennis che permette a un torneo di certificarsi ISO 20121 come torneo sostenibile. Il tennis è il primo sport per il quale vediamo questa opportunità, dopo i grandi esempi delle Olimpiadi di Torino e di Londra”.