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WIMBLEDON SUNDAY BLUES, LA DOMENICA DEGLI ADDII

Nella giornata di pausa a metà gara, il torneo saluta gli italiani (e Seppi esce a testa alta), Raonic, Nadal e il suo giustiziere Dustin Brown

di Enzo Anderloni | 04 luglio 2015

Nella giornata di pausa a metà gara, il torneo saluta gli italiani (e Seppi esce a testa alta), Raonic, Nadal e il suo giustiziere Dustin Brown. Con il “rasta” tedesco se ne va una dimensione spettacolare del tennis che avevamo quasi dimenticato

di Enzo Anderloni - Foto Getty Images

Gli inglesi tengono tanto alla loro domenica di riposo a metà torneo che hanno inventato una sessione serale sul Centre Court con il tetto chiuso e le luci accese per far finire la sfida tra fratelli di Francia, Monfils eSimon. Un faccia a faccia complicato anche dal fatto che i due hanno lo stesso allenatore, Jan de Witt.

Al di là dell’esito, infausto per il più estroso Gael, merita riflettere sul fatto che da quando hanno un tetto sul Centre Court avrebbero potuto inventarsi sessioni serali con appositi biglietti e incassare un sacco di soldi in più.

Invece loro sono quelli di Wimbledon, il più grande torneo del mondo, e lo restano anche perché sanno rispettare le sere libere e la domenica di riposo. Superiori.

Murray, più “dritto” che diritto

La superiorità di Andy Murray su Andreas Seppi si è invece concretizzata in un injury–time chiamato con grande timing dallo scozzese sullo 0-1 ( con break) del quarto set. Il regolamento lo consente, quindi bravo Andy a spezzare il “momentum” di Andreas (che se l’è giocata alla pari, nonostante nei primi due set non si mai riuscito a concretizzare una qualità di gioco che gli permetteva a più riprese di comandare gli scambi).

Questo genere di tiri mancini è però un aspetto criticabile dell’attuale regolamento. Una mossa da "dritto" come quella di Murray la fece lo scorso anno Djokovic in finale contro Federer, all’inizio del quinto set. Roger gli stava salendo sopra, in piena rimonta. E lui ha chiamato il fisioterapista. Ammesso che non si possa proibire l’intervento del “fisio” bisognerebbe o limitarlo al tempo del cambio campo o in qualche modo renderlo “oneroso” per chi ne vuole approfittare ( tipo: perdi un quindici ogni minuto e mezzo di trattamento). A Murray sarebbe costato un game. Ci avrebbe pensato due volte . Così è troppo comodo. Oppure bisognerebbe consentirlo solo se si è in vantaggio nel set…

Seppi da grande palcoscenico

Comunque va ringraziato Seppi per il torneo di qualità che ha offerto ai nostri colori. La vittoria al quinto set contro un emergente come Borna Coric (oltre dieci anni meno di Andreas e un talento bestiale) è risultato vero. E mettere alle corde il campione di Wimbledon 2013 Centre Court conferma che abbiamo un giocatore di livello assoluto. Conferma che non si batte Roger Federer agli Open d’Australia per caso. Conferma che l’Italia può costruire tennisti, che si può diventare giocatori di livello assoluto allenandosi in Italia, con un allenatore italiano che si è ispirato a un altro allenatore italiano.

A questo proposito va ricordato che c’è un italiano nel team di Murray (osservare il suo box sul Centre Court) e cioè il manager Ugo Colombini, milanese, zona Porta Vittoria. Come è italiano Edoardo “Dodo” Artaldi , posizione analoga, ma nel box di Novak Djokovic. Dunque un po’ d’Italia nella seconda settimana di Wimbledon, c’è.

Kyrgios più duro di Raonic

Poteva esserci anche Riccardo Piatti nel box di Milos Raonic, ma il canadese si è fatto mettere sotto da uno che ha fatto più ace di lui: l’australiano Nick Kyrgios. Va considerato che l’impomatato Milos, allenato dal team Ljubicic-Piatti, è reduce da un’operazione a un piede che gli ha fatto saltare Roland Garros. Dunque non poteva essere al meglio. Però lo scorso anno con Kyrgios aveva vinto. Però ha perso tiratissimo. Il fatto che nei momenti importati Nick l’australiano abbia fatto ace e lui no, deve farlo riflettere. Perché un conto è subire da Djokovic o Federer e pensare che il fattore età gioca a tuo favore. Tra un po’ andranno in pensione e tu salirai al loro posto. Ma Kyrgios ha quattro anni meno di Raonic . E se comincia prenderlo a pallate ora…

Giorgi fuori giri

Gli italiani, doppi femminili a parte (bella vittoria di Knapp/Vinci su Hlavakova/Hradecka, teste di serie n. 7) possono godersi la domenica di riposo preparando le valigie. Non è andata benissimo, non è andata malissimo. Lascia sempre basiti il modo di interpretare i match di Camila Giorgi, disastrosa contro la Wozniacki. Ma si sa che con lei non ci possono essere “se” e “ma”. Si prende così com’è e si sta a vedere. E’ un vedere piacevole. Piacerebbe ancora di più intravvedere una minore casualità tra la giornata in cui si potrebbe fare a pezzi la Williams, prendendola a pallate, e quella in cui, a pallate, si potrebbe fare a pezzi il parabrezza di una 500 parcheggiata fuori dallo stadio.

Nadal perde anche i capelli

Quando manca una settimana ai verdetti più importanti ce ne sono due da archiviare o incorniciare. Il primo è una pietra tombale sulla stagione di Rafael Nadal. Ha toppato la terra battuta. Non si è rifatto sui prati inglesi. Sta perdendo i capelli. Vedremo che cosa deciderà di fare.

Ironia della sorte a sancire che il re è nudo è stato un tennista che di capelli sul campo ne porta anche troppi. Il cespuglio di dreadlocks di Dustin Brown ci ha ricordato, in un attimo magico, il sapore del tennis divertente di una volta. Quello in cui non si picchiava “a tutta” con regolarità e precisione millimetrica. E guai a chi non angola o “approfondisce” abbastanza: un missile lo punisce immediatamente. Brown esplode e pennella, è devastante e morbido, cerca punti artistici. E spesso li trova. Una goduria.

Certi colpi devono valere doppio

Da spettatore mi piacerebbe che certi punti valessero doppio. In fondo nel basket non c’è il tiro “da tre”? Per esempio: se Federer lobba il gigante americano Querrey colpendo da sotto le gambe, non può valere solo un “quindici” esattamente come quando Karlovic fa ace.

I tocchettini sotto rete di Dustin Brown dovrebbero avere quotazioni diverse. Che so: l’incrociatino stretto potrebbe valere “30”; la demivolée smorzata, incrociata, “40”. L’accoppiata “smorzatina-veronica a 200 all’ora) potrebbe valere un game. O un set ad honorem. Con bacio accademico.