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INCREDIBILE MA VERO: SBAGLIANDO SI VINCE

L’errore nel tennis fa parte della normalità

di Enzo Anderloni | 23 giugno 2015

L’errore nel tennis fa parte della normalità. Bisogna imparare ad accettarlo senza perdere la calma, come fanno i professionisti. Anche perché si può essere precisi, mai perfetti. E spesso in campo succede… l’imprevedibile

di Umberto Longoni - Foto Getty Images

Una grande differenza tra i tennisti professionisti e gli amatori è spesso la calma e l’imperturbabilità con cui i primi accettano i propri errori: perfino quelli vistosi e banalissimi. A volte , magari addirittura sorridono. La maggioranza degli amatori o dei tennisti di club, invece, drammatizza l’errore, si dispera, talvolta inveisce contro di sé per non dire quando, addirittura, se la prende con la racchetta lanciandola. Drammatizzare l’errore, dargli importanza, è un modo sbagliato di concepire il tennis, dato che nel tennis l’errore fa parte della normalità

Il tennis può essere preciso, e infatti molti campioni si avvicinano alla massima precisione, ma non lo è matematicamente e la perfezione non esiste. Perfino quando un colpo viene eseguito bene, una lievissima inclinazione del piatto corde, un alito di vento se si gioca all’aperto, una rotazione della palla casualmente insufficiente possono far variare la traiettoria di quei pochi centimetri che fanno la differenza tra un “quindici” vinto oppure perso. Per non parlare della fortuita legge del nastro: è del tutto imprevedibile quello che deciderà la palla quando vi danza sopra, non è dato di sapere se cadrà di qui o di là. Insomma, è proprio vero che il Caso nel tennis molte volte ci mette lo zampino!

Invece il non professionista pretende da sé ciò che neppure i campioni pretendono: cioè la perfezione e nel match si lascia prendere dalla rabbia o dallo scoraggiamento già appena commette i primi errori. Da ciò ne consegue un atteggiamento negativo che può trascinarlo in un vortice senza uscita e, naturalmente, spesso è proprio tale atteggiamento a causare la sconfitta.

Occorre dunque cambiare mentalità e convincersi che:

- L’errore, anche quello banale, fa parte del tennis;

- Spesso non vince chi sbaglia di meno ma chi psicologicamente accetta meglio i propri errori.

- Il bello del tennis sta anche nell’imprevedibilità.

D’altra parte qualcuno ha sostenuto che il tennis l’abbia inventato il diavolo, proprio riferendosi al fatto che una partita non è mai finita, fino all’ultima palla. Spesso si tratta di uno sport crudele dal punto di vista psicologico perché a volte illude e poi delude . A volte diventa beffardo, proprio a causa della sua imprevedibilità.

Dunque se entrate in campo e incominciate a sbagliare, oppure se commettete un errore in una fase importante del match, dovreste tenere a mente tutto questo e imparare a prendere con assoluta calma i vostri sbagli per fare in modo di non perdere concentrazione e partita.

Non è detto che sbagliando si perda. A volte si può vincere anche con parecchi errori, specialmente se l’avversario ne commette di più