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ECCO IL SENSORE SONY PER (QUASI) TUTTE LE RACCHETTE

Arriva nei nostri negozi specializzati lo Smart Tennis Sensor, “funghetto “ elettronico che si inserisce all’estremità del manico e registra le prestazioni di gioco

di Enzo Anderloni | 11 giugno 2015

Arriva nei nostri negozi specializzati lo Smart Tennis Sensor, “funghetto “ elettronico che si inserisce all’estremità del manico e registra le prestazioni di gioco. La grande novità è che sincronizza i dati con il video. E che Head, Prince Wilson e Yonex hanno modificato le racchette per poterlo ospitare. Parte la sfida a Babolat Play, la prima racchetta connessa

di Enzo Anderloni

Eccolo qui, nella sua scatoletta bianca, stile iPhone: lo Smart Tennis Sensor di Sony è arrivato anche in Italia, dopo il lancio in Giappone dello scorso anno. Sembra un funghetto arancione, pesa solo 8 grammi e si infila di prepotenza nella nuova dimensione dell’attrezzo tennistico quello delle racchette connesse. Ci si infila nel senso più pragmatico che si possa immaginare. Le racchette predisposte per accoglierlo offrono infatti la possibilità di togliere lo sportellino sul fondello, dove di solito c’è il logo del marchio. Al suo posto si incastra un supportino di plastica studiato ad hoc e su quello , con un gesto semplicissimo, neanche mezzo giro, si avvita il sensore.

Da quel momento la racchetta non è più solo in grado di picchiare la palla, ma può anche trasmettere, colpo dopo colpo, il modo in cui lo fa. Velocità con cui si muove, velocità di uscita della palla, tipo di rotazione impressa e quantità. Punto del piatto dove si impatta la palla. E ovviamente tipo di colpo: servizio , diritto, rovescio, volèe, ecc. ecc.

Head, Prince, Wilson e Yonex predisposte al sensore

La novità in realtà non è solo questa. Da oltre un anno infatti Babolat ha lanciato le sue Play, attrezzi con il sensore (un accelerometro combinato con un giroscopio in grado di trasmettere via bluetooth) inserito di serie nel manico (si tratta di versioni speciali di Pure Drive, Pure Drive Lite e Aero Pro Drive). L’impatto forte di Sony sul mercato è che la forza del marchio leader dell’elettronica di consumo giapponese, inventore della play Station, è riuscita a mobilitare i marchi tecnici più importanti convincendoli a modificare le loro racchette in modo da poter ospitare lo Smart Tennis Sensor. Infatti dopo la giapponese Yonex, che ha collaborato sin dall’inizio allo sviluppo del prodotto e alla sua interazione con la racchetta, anche Wilson, Head e Prince hanno deciso di superare il “digital divide” che li vedeva un passo indietro a Babolat su questo versante, facendo un passo in avanti per incontrare Sony.

Mossa senza dubbio interessante, perché la seconda grande novità del sensore Sony è la particolare App, disponibile per smartphone e tablet nelle versioni per iOS e Android, che consente di sincronizzare i dati registrati della racchetta con il video del giocatore in azione. Un’opzione senza precedenti, che fa una bella differenza. Un conto è infatti scaricare a fine match o allenamento i dati e studiarsi andamenti, percentuali, accuratezza dell’impatto su base numerica e grafica. Altra cosa è aver montato il telefonino o il tablet su un cavalletto e aver lanciato la ripresa (o aver chiesto a un amico la cortesia di effettuarla) e poi studiare i dati osservando anche il gesto in tempo reale.

Sincronizzare i dati registrati della racchetta con il video

Con Smart Tennis Sensor è infatti possibile, a fine sessione di gioco, riguardarsi in azione e ottenere in tempo reale insieme al film del colpo (anche in slow motion) la sua misura numerica ( in termini di effetto e velocità e il punto di impatto. Tanta roba, vien da esclamare.

Addirittura è possibile, abbinando all’app Tennis Sensor (gratuita), un’ulteriore applicazione di gestione delle immagini come “Scatto in movimento” (sempre gratuita), scegliere i frame della ripresa e costruirsi la sequenza fotografica della propria esecuzione.

L’oggetto appare destinato a diventare un piccolo cult, tra i gli appassionati del tennis tecnologico. Prima di tutto per la possibilità di accoppiarlo con la propria racchetta preferita. Ma anche di smontarlo con facilità e passarlo da un telaio all’altro. Un concorrente davvero agguerrito per Babolat Play, che continua a d avere il vantaggio di proporre una racchetta “connessa” senza alcuna variante estetica e strutturale rispetto a quella tradizionale. Ma dopo l’uscita di Zepp, il sensore un po’ ingombrante e pesante (20 grammi) che si fissa all’estremità del manico con un supporto elastico e quella del Personal Coach di Artengo, che invece si monta con il velcro nel cuore dell’attrezzo (anche in questo caso oltre 20 grammi il peso), il passo avanti di Sony è molto lungo e veloce.

Si trova nei negozi specializzati a 199 euro

Le aziende specializzate nell’attrezzo stanno lavorando per fare in modo che la parte del tacco che viene tolta per fare posto al sensore e al suo supporto, abbiamo lo stesso peso di quest’ultimi, in modo da non alterare in alcun modo la taratura della racchetta.

Il prodotto verrà distribuito nei negozi specializzati dalla rete commerciale Wilson. Il prezzo sarà fisso, come per i cult dell’elettronica: 199,00 euro. Ora resta da vedere l’accoglienza da parte dei tennisti e la capacità di sfruttare al meglio le informazioni che questo genere di dispositivi riesce a dare. Non è difficile immaginare che sia soprattutto la categoria degli insegnanti di tennis a poterne beneficiare, potendo ragionare insieme ai loro allievi sul miglioramento dei colpi con dati e immagini a disposizione.

Durante la finale del Roland Garros, osservando l’incredibile livello di gioco espresso da Stan Wawrinka e Novak Djokovic, l’ex n.1 del mondo Andy Roddick (uno che non tirava… piano) ha twittato: “Questi due ragazzi stanno giocando come in un videogame. Un tennis irreale”. O forse esprimevano la realtà del tennis del futuro: le loro racchette sono già predisposte per ospitare uno Smart tennis Sensor.

Due ore di prova: il sensore si sente solo se impugni molto in fondo

Abbiamo avuto modo di svolge un paio di sessioni di prova, per verificare il corretto rilevamento dei colpi da parte del sensore. Un problema che con questo genere di dispositivi era più volte emerso era infatti la loro capacità di differenzia re una semplice messa in gioco da una volée, le volée stesse dai colpi a rimbalzo, gli smash dai servizi, ecc. ecc.

Lo Smart Sensor sotto questo aspetto sembra comportarsi davvero bene, anche se serviranno più ore in campo per avere un quadro completo della sua accuratezza. C’è da dire che potendo accoppiare i dati al video il problema diventa molto meno importante. L’adeguatezza del dato si può controllare immediatamente.

Per quello che concerne l’ingombro possiamo dire che il dispositivo, in materiale plastico/gommoso sporge davvero pochissimo dall’estremità del manico. Quel tanto che serve per poterlo avvitare e svitare a mano o con un’apposita chiave in plastica (che fa anche da base per la ricarica via cavetto USB, in dotazione). Solo chi impugna molto in fondo al manico (con il mignolo praticamente fuori dall’impugnatura) sente la differenza. E si troverà a valutare se si tratta di un particolare fastidioso o meno. A noi è sembrato si possa trattare più che altro di una questione di abitudine.

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