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C’EST PARADOSSAL! ROLAND GARROS A ROVESCIO

Il numero 20 di SuperTennis Magazine fa il punto dopo i verdetti di Parigi

di Enzo Anderloni | 10 giugno 2015

Il numero 20 di SuperTennis Magazine fa il punto dopo i verdetti di Parigi. E prova in anteprima lo Smart Tennis Sensor, nuovo dispositivo di Sony per registrare le prestazioni in campo, che si può montare sulle racchette Head, Prince, Wilson e Yonex

di Enzo Anderloni

Come avrà fatto a vincere con dei pantaloncini così? Il popolo dei social se lo sta chiedendo ancora adesso. Perché questa è stata la notizia dal Roland Garros, che non è sfuggita a nessuno, dai commentatori tecnici in tv, alle pagine dei quotidiani secondo i quali Stan Wawrinka aveva dei brutti pantaloncini, marca Yonex come la sua racchetta, la maglietta, i calzini e le scarpe. Il suo rovescio straordinario (secondo McEnroe il più potente che si sia mai visto) ha impiegato più di 10 anni per farsi notare, ha dovuto vincere due Slam. Le sue braghette giapponesi in 10 minuti hanno spopolato. Wawrinka, per tagliare la testa al toro, ne ha portato un paio da esporre subito in conferenza stampa. “Piacciono solo a me”, ha scherzato. Si sbagliava. Piacciono anche a me. Se infilandoci il sedere dentro mi viene fuori anche solo una pallida ombra del tuo rovescio, caro Stan, me li metto anche a Natale. E’ come la storia del saggio che indica la luna mentre lo stolto guardava il dito. Mentre tu fai tali miracoli balistici che neanche il n.1 riesce a starti dietro, lo stolto ti guarda le brache. C’est (minimò) paradossal, direbbe l’Abatantuono di Marrakesh Express.

A quei pantaloncini non avrà fatto granchè caso Novak Djokovic. Aveva ben altri problemi da risolvere che sistemarti il look. Per esempio non finire triturato negli scambi da fondocampo, non farsi sbattere fuori dal lato del diritto o schiacciato indietro, lontano alla riga di fondo. Forse non se l’aspettava una batosta così. Come di sicuro non si aspettava un applauso così. Il più lungo e il più caldo di tutta la sua carriera proprio dopo aver subito la sconfitta più cocente. Non smettevano più di battergli le mani i 15.000 del Philippe Chatrier proprio perché oltre alla sua smisurata bravura, avevano visto la capacità di abbracciare e accettare la superiorità dell’avversario. Lui il piacione, il simpaticone, quello che impara le lingue di tutti i Paesi dove vuole andare a vincere e a conquistare i cuori (e finora non ci era mai riuscito fino in fondo) questa volta ha avuto la voce tremolante e le lacrime agli occhi, perché, perdendo, si è sentito finalmente abbracciato dal pubblico del tennis. Può sembrare paradossale ma è così.

L’ultimo paradosso è quello di Roger Federer che guarda la finale su uno smartphone appoggiato al desk della tribuna dello stadio del calcio di Basilea, dove si giocava la Coppa di Svizzera. E’ più forte di lui, la passione per il tennis. L’aveva già raccontato nei primi giorni del torneo. Quando tornava in albergo o nella players’ lounge si metteva a guardare le partite degli altri. Per esempio aveva seguito Monfils-Cuevas, in previsione di dover incontrare il vincitore negli ottavi. Secondo voi non li conosceva già abbastanza bene? Con Cuevas aveva appena giocato due volte. Monfils l’aveva incontrato solo 12 volte. Eppure si è messo davanti al teleschermo. Quanti giocatori 100 volte più scarsi di lui lo fanno? Quanti continuerebbero a farlo dopo più di 1000 partite giocate nel circuito, 62 Slam consecutivi e 44 quarti di finale Slam raggiunti? Ma questa è la forza di Federer. Il fatto, paradossale, che pur essendo quello che sa di tennis più di tutti è anche quello che non finisce mai di studiarlo, nei più piccoli dettagli. Come per esempio le scelte che i giocatori fanno nei momenti più delicati. A proposito: non si hanno suoi commenti sui pantaloncini di Wawrinka…

Questo articolo è tratto da SuperTennis Magazine – n.20 2015 – 10 giugno

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SuperTennis Magazine – Anno XI – n.20 – 10 giugno 2015

In questo numero

C’est paradossal Pag.3

L’incredibile Stan, metà uomo, metà animale Pag.5

Batch- point Pag.7

Terza pagina: Drobny, campione ovunque Pag.9

Serena Standing Ovation Pag.10

I numeri della settimana Pag.16

Tennis in tv Pag.18

Focus: Dustin Brown Pag.19

Circuito Fit-Tpra: a Milano il Roland garros amatoriale Pag.20

Racchette: provato lo Smart tennis Sensor di Sony Pag.21

La regola del gioco: 6 sviste da correggere Pag.24