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ANCHE I CAMPIONI LO SANNO: NESSUNO È (SEMPRE) IMBATTIBILE

I professionisti, anche i più forti del mondo, sanno che in una singola partita tutto può succedere, anche che il n

di Enzo Anderloni | 06 giugno 2015

I professionisti, anche i più forti del mondo, sanno che in una singola partita tutto può succedere, anche che il n.100 metta in difficoltà il n.1. E lo batta. Invece a livello di circolo spesso si crede che certi giocatori siano invulnerabili…

di Umberto Longoni – Foto Getty Images

Il numero 1 del mondo è probabilmente il più forte di tutti e alla lunga impone la sua superiorità in classifica: ma in un preciso momento, sulla distanza di una sola partita, anche lui può essere messo in difficoltà da un giocatore più debole capace però di sfruttare le occasioni e le opportunità che nel match possono presentarsi. Tutto questo non sempre viene compreso dai non addetti ai lavori che si stupiscono sempre quando capita che il numero uno perda, ad esempio, da qualcuno che occupa la centesima posizione in classifica.

Il mito dell’imbattibilità

Il mito dell’imbattibilità invece esiste a basso livello. Più si scende di grado e più, tra i cultori e gli amatori del tennis club , si crede alla teoria dell’invulnerabilità. Il numero uno del circolo, ad esempio, è sempre circondato da un alone di rispettoso timore. Chi scende in campo contro di lui, di solito, non si dà alcuna possibilità. E se poi durante il match il pensiero di poter vincere lo sfiora, perché magari sta riuscendo a complicare la partita proprio al Numero Uno del proprio tennis club, gli sembra così strano e impossibile che di sicuro fa qualcosa, anche inconsciamente, per rimettere le cose al loro posto e per riuscire a perdere quel match che aveva già vinto!

La parola-chiave è: oggi

Se avete mai letto o ascoltato i commenti dopo partita di molti professionisti, spesso se hanno perso dicono: “Oggi lui era troppo forte per me”. E se hanno vinto: “Oggi ero più forte di lui”. La parola che mi ha sempre colpito, di queste dichiarazioni, è “oggi”. Dicono “oggi” perché si rendono perfettamente conto che domani potrebbe essere tutt’altra storia.

Il vantaggio del ragionare da professionisti è che consente a colui che sulla carta è più forte di non possedere erronee certezze di vittoria (nonostante sia giusto che nutra fiducia in se stesso). Questo gli permette di non farsi trovare impreparato, di concentrarsi bene e di non patire troppo nel caso dovesse perdere. Inoltre consente al più debole di non sentirsi, entrando in campo, la vittima designata. Il bello del tennis è che è anche sorpresa e casualità: quindi nessuno è sempre imbattibile!

Quattro punti per non cedere

Dunque quando affrontate qualcuno che in teoria, a causa della sua classifica migliore della vostra o della sua fama di buon giocatore, vi sia superiore, provate a seguire questi consigli:

- non partite mai battuti: ricordate che nel tennis tutto può succedere

- abbiate sempre fiducia in voi stessi e in un possibile ribaltamento del match anche se state subento pesantemente nel punteggio.

- provate tutto ciò che potete per cambiare le sorti dell’incontro, non lasciatevi condurre dal match in modo sempre uguale e ineluttabile verso la sconfitta.

- se vi succede di trovarvi avanti nel punteggio, se state rischiando di… vincere, non stupitevi! Nel tennis sarebbe normale che accadesse. Purtroppo lo stupore porta consè ciò che ho difinito la “sindrome del millepiedi”, cioè pensare troppo e troppe domande potrebbero bloccare il vostro tennis che fino a quel momento stava prevalendo.