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WAWRINKA GIOCA PESANTE: SE PUOI FAI COME LUI

L’ideale sarebbe utilizzare la racchetta più pesante che riesce a gestire

di Enzo Anderloni | 05 giugno 2015

L’ideale sarebbe utilizzare la racchetta più pesante che riesce a gestire. Wawrinka e Federer lo fanno, con notevole successo: i loro, anche nella versione di serie, sono i telai più “ponderosi”. Ecco i vantaggi che una scelta del genere può garantire anche ai giocatori “normali”

di Mauro Simoncini e Enzo Anderloni – Foto Getty Images

“Giocate con la racchetta più pesante che potete manovrare con agio”. La frase è di Jack Kramer, statunitense vincitore di due Us Open consecutivi (1946 e 47) e dei Championships a Wimbledon (1947): il più forte giocatore del Secondo Dopoguerra nonché ideatore del professionismo. Al quale proprio i connazionali di Wilson hanno dedicato una serie di storici modelli “Autograph”.

Lo spunto è illustre e molto interessante, visto che la racchetta del primo finalista del Roland garros, Stan Wawrinka, anche nelal versione di serie, è la seconda più pesante sul mercato, battuta solo da quella del suo illustre connazionale Roger Federer.

Rispetto ai tempi di Jack Kramer gli attrezzi si sono radicalmente trasformati nei materiali e nelle tecnologie. E soprattutto il peso medio si è drasticamente di ridotto, addirittura di un buon etto ettogrammo.

La maggior parte delle racchette agonistiche disponibili oggi sul mercato pesa (senza considerare l’incordatura) circa 300 grammi (allora superava nettamente i 400 grammi).E ci sono sempre meno “pesi massimi” anche se la palla da tennis continua a essere sostanzialmente la stessa e a pesare, oggi come 50 anni fa, tra i 56 e i 59,4 grammi.

Come mai stanno sparendo i telai di peso? Ed è giusto che accada? Il discorso è abbastanza complesso. La massa degli appassionati, di livello intermedio (o anche buono) sicuramente in campo può trarre più Cinque benefici da comfort maneggevolezza e facilità di gioco. Ma resta comunque un fatto che una buona fetta di giocatori (non solo agonisti/professionisti) sarebbe tecnicamente e fisicamente in grado di supportare anche 320 o 330 grammi di peso. E ne avrebbe ovvi vantaggi in termini di spinta, di stabilità del piatto corde di “peso e consistenza” della palla che rimanda di là dalla rete. Dunque l’idea di Jack Kramer resta valida anche oggi. A patto di non essere condizionati nella gestualità dal peso dell’attrezzo o da altre specifiche tecniche selettive che spesso sono associate in questi attrezzi “di peso”(profilo sottile, ovale non molto ampio, talvolta schema corde più fitto). Ecco i principali riferimenti sul mercato:

WILSON PRO STAFF 97 RF AUTOGRAPH – E’ la racchetta di Roger Federer, a firma Wilson. Che proprio per la firma autografa dovrebbe scoraggiare potenziali pretendenti. E’ un attrezzo molto impegnativo, il più pesante in assoluto (340 grammi senza corde), profilo sottile (21 millimetri) che però rispetto al passato si è “allargato” nell’ovale fino ai 97 pollici quadrati. Si può tenere incelofanata per la propria collezione privata ma si può anche usare, magari con corde dal calibro sottile e basse tensioni (o anche un budello o un ibrido come Roger) per regalarsi qualcosa in termini di spinta. Sicuramente il feeling su colpi ben centrati e giocati da fermo sarà davvero eccezionale.

YONEX VCORE TOUR G – E’ parecchio impegnativo anche l’attrezzo dell’altro grande svizzero Stan Wawrinka, da qualche anno uomo Yonex total look (anche nell’abbigliamento). I giapponesi gli hanno cucito addosso una racchetta ostica, poco più leggere di quella dell’amico Roger (330 grammi) con ovale da 97 pollici quadrati ma profilo ancora più sottile (20,5 mm). E una corda orizzontale in più (pattern 16x20). Telaio tosto non facile da maneggiare, ci vuole tecnica e anche forza. Stan “The man” la fa incordare con sitetico monofilamento Babolat RPM Blast ( la stessa corda di Rafa Nadal) alla tensione di 27 kg.

HEAD GRAPHENE PRESTIGE MP – Ecco un altro nome storico, in mano a tanti campionissimi, prodotto della Casa Austriaca che gli ha recentemente aggiunto il Graphene. Profilo sempre sottile da 21 millimetri e peso a telaio nudo (senza le corde) da 315 grammi, non eccessivo. Le punte di difficoltà questo attrezzo le raggiunge anche perché nei 98 pollici quadrati dell’ovale si distribuiscono 18 corde verticali e 20 orizzontali, con maglie dunque strette. Prevedibili grandi performance in quanto a controllo, non facile spingere e imprimere rotazioni.

PRO KENNEX Q TOUR 325 – Anche Pro Kennex ha il suo modello pesante e impegnativo. Nelle mani Andreas Seppi ha una racchetta dal profilo molto sottile (19 mm) che pesa 325 grammi e ha anche un bilanciamento spostato al cuore (30,5 cm). Non è facile spingere anche perché pure in questo caso il pattern scelto è quello fitto 18x20, molto “controlloso” ma non pensato per ottenere profondità costante senza sforzi, diciamo, molto agonistici.

BABOLAT PURE STRIKE TOUR – E’ la racchetta più pesante della nuova gamma Babolat, uscita l’anno scorso nel binomio cromatico di nero e arancio fluo. L’ovale è un midplus da 98 pollici quadrati, accessibile come anche il peso da 320 grammi prima di montare l’incordatura con schema fitto 18x20. Una racchetta non facile anche per il profilo variabile (da 21 a 23 mm); nel lotto forse la più da “fondocampista”.