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NADAL GIGANTE D’ARGILLA. FINE DI UN’EPOCA

Si attendeva il responso del Roland Garros ed è stato impietoso

di Enzo Anderloni | 03 giugno 2015

Si attendeva il responso del Roland Garros ed è stato impietoso. Rafa resta un grandissimo campione ma non è più imbattibile. Da oggi è battibilissimo, non solo da Djokovic

di Enzo Anderloni

Sul teleschermo in sovraimpressione, quando Rafael Nadal sta per servire con tre match – point da salvare contro Novak Djokovic, compare una statistica. Diritti vincenti: 23 a 3 per il serbo. Rafa serve e fa doppio fallo. Game over. E fine di un’epoca.

Quella di uno straordinario campione, il più forte giocatore di sempre su terra battuta che aveva vinto 9 titoli a Parigi, 93 partite su 94 su terra battuta al meglio dei 5 set. E quell’unica partita persa nel 2009 contro Robin Soderling era anche in parte giustificabile da un ginocchio dolorante, anche se lui non l’ha mai apertamente tirato in ballo.

Il Nadal del 2015 è invece un giocatore normale che nel momento decisivo ha giocato un match mediocre. E si è visto rifilare una stesa da un Djokovic tutt’altro che brillante. E’ stata infatti una brutta partita. Un livello di tennis decisamente inferiore, per esempio, al match dei quarti di ieri tra Federer e Wawrinka, finito pure in tre set, ma con una brillantezza negli scambi che lo stanco Djokovic –Nadal di oggi non ha nemmeno avvicinato.

Dalla prestazione odierna si attendeva la risposta definitiva: il Nadal 2015 era la pallida versione del campione che conosciamo (come era sembrato lungo il corso dei principali tornei sul ‘rosso’ 2015) oppure non avevamo capito niente per l’ennesima volta e sul sacro suolo del Roland Garros, sulla lunga distanza del “3 su5” sarebbe ricomparso l’uomo imbattibile, quello che recupera qualunque palla e se non l’attacchi ti fa a pezzi con sul tremendo uncino arrotato di diritto.

Quel 23 a 3 nei diritti vincenti a fine match risponde una volta per tutte. Djokovic è oggi super-Djokovic. E Nadal oggi non è nemmeno parente del se stesso pregresso.

Certo, di lui conosciamo la tempra straordinaria. La capacità di risorgere dalle proprie ceneri più e più volte. Ci riproverà e potrà stupirci di nuovo. Qualche volta. Ma l’alone di imbattibilità è ormai in frantumi e senza quello le cose cambiano radicalmente. Non c’è da tanto domandarsi se riuscirà a riprendere Djokovic, come livello di gioco. Il problema non è solo quello. E’ che ora sono in tanti che sentono di poterlo battere e ci credono. E ci riusciranno. Non solo Murray, che l’ha messo sotto in finale a Madrid. Non solo Wawrinka che l’ha sconfitto a Roma. Ma i giovani sfrontati e talentosi che stanno uscendo allo scoperto non avranno pietà. L’australiano Kyrgios l’ha già battezzato a Wimbledon lo scorso anno. Il croato Coric l’ha fatto a Basilea in autunno. E altri verranno.

Rafa, man mano più stempiato e ammaccato, deciderà se combattere ancora o no. Se lo farà non ci stupiremmo di qualche impresa imprevedibile e imprevista. E’ un campione straordinario. Ma l’era dell’imbattibilità è finita anche sulla terra battuta. E dopo un decennio da leggenda, la netta sconfitta nei quarti di finale del Roland Garros 2015 è da segnare in grassetto negli annali del tennis: Djokovic (Serbia) b.Nadal (Spa) 7-5 6-3 6-1. Si volta pagina.