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VINCI RIPROVA CON KNAPP SEGUENDO UN TATUAGGIO

Sciolto il sodalizio con Sara Errani, Roberta che è ancora n

di Enzo Anderloni | 29 maggio 2015

Sciolto il sodalizio con Sara Errani, Roberta che è ancora n.3 mondiale della specialità, ha formato un team con la compagna di Fed Cup Karin Knapp. Sul braccio sinistro ha scritta una frase che dice…

di Enzo Anderloni - Foto Getty Images

Il sottile tatuaggio che Roberta Vinci ha sul braccio sinistro è un mantra perfetto per chi vuole scalare la classifica. Un riferimento molto importante per lei che dopo la separazione da Sara Errani non è più in cima alla classifica mondiale di doppio. Recita così”… quanto manca alla vetta? Tu sali e non pensare…”

Nel suo caso, visto dai campi del Roland Garros, potrebbe essere aggiornato in “Tu ri-sali e non pensare”. Roberta ci sta provando con una nuova compagna azzurra, Karin Knapp.

Oggi hanno superato il secondo turno, battendo una solida coppia, quella formata dalla tedesca Anna Lena Groenefeld e dalla russa Alexandra Panova. Sono teste di serie n.14: adesso le attende lo scontro con le n.1 : l’indiana Sania Mirza e la 34enne svizzera, ex. n.1 del mondo in singolare, Martina Hingis.

A vederle una accanto all’altra, Karin e Roberta, sembra che proprio non “c’azzecchino”. Una alta alta, poderosa, bionda e altoatesina. L’altra minuta, castana e pugliese, trapiantata in Sicilia. Eppure hanno tanto in comune se si osservano le loro carriere sportive, fatte di tanto lavoro, costanza e lunghe scalate quando nessuno pensava ce la potessero fare.

In fondo Roberta è probabilmente la più sottostimata delle nostre giocatrici. Ha trovato visibilità grazie alla grande impresa del “career Grand Slam” in coppia con Sara Errani ma praticamente nessuno si ricorda che è stata n.11 del mondo in singolare, eppure è successo solo 2 anni fa. Un traguardo che dieci anni fa avrebbe riempito le prime pagine. Non ha fatto notizia dopo che Pennetta, Schiavone ed Errani avevano sfondato il muro di cinta della Top 10 mondiale.

Eppure gioca un tennis splendido e completo. In fondo è lei la vera grande doppista. C’era lei a fianco di Francesca Schiavone nel settembre del 2006 a giocare il doppio decisivo in Belgio contro sua Maestà Justine Henin e Kirsten Flipkens, che mollarono sotto 2-0 all’inizio del terzo set. Fu la prima grande vittoria italiana assoluta. La svolta per tutte.

Poi il fantastico sodalizio con Sara Errani. Adesso, da n.3 della classifica Wta di doppio(lei a titolo individuale), riprova a salire portandosi dietro Karin Knapp ( che in fatto di risalite, anche da sola, non scherza niente…). E si aiuta con quella frase da sbirciare sul suo braccio. Perché ogni tanto, la strada è veramente dura.

Una filosofia simile è stata adottata tempo fa da un esimio collega del circuito maschile, il muscoloso Stan Wawrinka che ha steso sul tavolo il braccio sinistro e si è fatto incidere sulla pelle una frase di Samuel Beckett, da ripetersi dentro: “Ci hai sempre provato. Hai sempre fallito. Non importa. Provaci ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio”.

Gente tosta, certi tennisti. Stoica davvero a tratti. Ammirevole.

Ma dovendo scegliere il tatuaggio di un giocatore, torniamo sempre volentieri al serbo Janko Tipsarevic, ex top 10, da poco tornato in azione dopo oltre un anno di patimenti dovuti a un serio infortunio a un piede, con relativa operazione. Molti anni fa si fece incidere addosso un motto di Fedor Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”. Ma questi son tennisti o filosofi?