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NADAL CON LA VECCHIA RACCHETTA È ANCORA FAVORITO

Le misure e i dettagli dell’attrezzo che Rafa ha ripreso in mano dopo gli esperimenti di Barcellona

di Enzo Anderloni | 27 maggio 2015

Le misure e i dettagli dell’attrezzo che Rafa ha ripreso in mano dopo gli esperimenti di Barcellona. I commentatori al Roland Garros puntano su Djokovic ma Federer lo vede sempre davanti a tutti.

di Enzo Anderloni

Sulla strada per Parigi è tornato all’antico. Rafael Nadal già a Roma aveva ripreso la sua vecchia racchetta dopo gli esperimenti con un nuovo telaio nero di Monte-Carlo e Barcellona. E per lui, l’antico al Roland Garros vuol dire ricordarsi di aver perso solo una partita negli ultimi dieci anni. Quella famosa contro lo svedese Robin Soderling nel 2009 che offri a Roger Federer la possibilità di fare centro nel l’unico Slam che gli mancava, cogliendo l’unica occasione propizia (visto che con lo spagnolo ha perso 5 finali su 5).

Perché contro Nadal sulla terra battuta al meglio dei cinque set non si vince mai. O così perlomeno racconta quel vero e proprio campionato del mondo su mattone tritato che si gioca ogni anno al Bois de Boulogne. Nove titoli non li aveva mai vinti nessuno prima di lui, e chissà mai se qualcun altro ci riuscirà in futuro. Sul decimo, a inizio torneo non pare scommettere quasi nessuno, tranne il suo grande rivale, Roger Federer che ha dichiarato: “Qualunque cosa possano dire gli altri, per me il favorito degli Open di Francia resta lui”.

Gli altri, certamente, dicono. Alla luce del fatto che quest’anno Rafa non ha centrato nemmeno uno dei grandi tornei europei sul “rosso”, fatto senza precedenti, degli 11 esperti interpellati dalla rete televisiva ESPN solo due hanno indicato nello spagnolo il probabile vincitore, contro i sette che hanno concordato sul nome di Djokovic. Tutti e tre i columnist del sito statunitense Tennis.com puntano sul serbo come 5 dei sei esperti interpellati da Sport Illustrated.

Un plebiscito della critica “contro” il giocatore più forte di sempre sulla terra battuta. Staremo a vedere, anche perché non solo la distanza ma anche l’ambiente gioca a favore dello spagnolo che si trova perfettamente a suo agio su campi “rossi” belli compatti del Roland Garros (che diventano sempre più duri man mano che il torneo progredisce) sui quali le sue palle arrotatissime si impennano come impazzite. A Nadal poi piace in particolare l’ampiezza del Centrale, il Philippe Chatrier, con i suoi “out” sterminati dove lui può correre metri e metri fuori dal campo a riprendere qualsiasi palla, senza ostacoli.

Staremo a vedere. Intanto possiamo un’occhiata molto ravvicinata agli attrezzi con cui il vincitore di 14 Slam scende in campo, nella sua taratura personalizzata.

Fortemente limate in testa dalle grandi spazzolate che Rafa dà (anche per terra) quando arrota il suo dirittone, si tratta delle sue ormai classiche Babolat AeroPro Drive, nella versione Play, ovverosia dotate di sensore interno per rilevare le prestazioni in campo. Proprio ieri sono stati resi noti dal produttore francese i dati del primo set del match che lo opponeva al giovane Quentin Halys (vedi immagine qui sotto).

La racchetta di serie ha uno sportellino in fondo al manico da aprire per accedere ai comandi del sensore e a una presa mini usb. Rafa si è fatto bloccare lo sportello e praticare un foro direttamente nel tacco, per il collegamento usb.

Per il resto, le specifiche precise della sua racchetta personale sono: peso g 339,8 incordata con sintetico monofilamento Babolat RPM Blast a sezione ottagonale, calibro 1,35 (diventano 342 grammi con il gommino antivibrazioni inserito sulle corde verticali centrali alla base del piatto.

Il bilanciamento è a cm 33,4 della’estremità del manico, quindi verso la testa della racchetta, per aumentare la spinta. L’incordatura è richiesta a 4 nodi (due spezzoni di corda) e la tensione è kg 25, sia per le verticali che per le orizzontali.

Con la sua cara “vecchia” racchetta sarà, al momento buono, il solito imbattibile “vecchio “ Nadal?

Non ci stupiremmo, anche perché lungo il torneo c’è il tempo e il modo di trovare lo stato di forma ottimale, approfittando anche delle giornate di riposo tra un match e l’altro. Quindi se si considera che un Nadal conforme all’originale sarà necessario solo nella fase finale del torneo (perché in grado di batterlo anche se è al 70-80% del suo potenziale sono solo 5 o 6 giocatori) tra gli esperti americani e l’occhio clinico di Federer, noi scegliamo quest’ultimo. E voi?