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STORIA DI ANDREA ARNABOLDI, UNO CHE DURA DI PIÙ

Adesso ha passato anche il primo turno a Parigi, annullando un match-point

di Enzo Anderloni | 26 maggio 2015

Adesso ha passato anche il primo turno a Parigi, annullando un match-point. Andrea, 27 anni di Cantù dagli inizi ai record battuti con il 6-4 3-6 27-25 al francese Herbert. Vi presentiamo il suo team e anche un portafortuna speciale, di nome Sara Errani

di Alessandro Nizegorodcew - Foto Getty Images e A.N.

L’eroe del momento, l’uomo dei record, Andrea Arnaboldi è entrato nella storia. Protagonista indiscusso nelle qualificazioni del Roland Garros 2015, ha messo in fila un clamoroso doppio record nel match contro Pierre-Hugues Herbert: il primo, il match più lungo in termini di game giocati (71) della storia del tennis 2 set su 3; il secondo, il match più lungo in termini di durata (4 ore e 30 minuti) della storia del tennis 2 set su 3.

Dal Tennis Club Milano a Valencia

Andrea Arnaboldi nasce a Cantù il 27 dicembre 1987. Inizia a giocare a tennis a 3 anni e 8 mesi, grazie al papà che per primo lo porta in un campo da tennis, e la passione è subito travolgente. A 5 anni comincia l’avventura al Tennis Milano, dove si forma tecnicamente idolatrando Pete Sampras. Mancino, rovescio a una mano, immancabile bandata, lascia subito intravedere un talento cristallino. Considerato alla stregua dei coetanei Fognini, Naso e Natali (poi scomparso dalle grandi scene), disputa un’ottima carriera junior il cui apice è rappresentato dalla doppietta a Firenze e Prato, che lo porta sino al numero 16 del ranking under 18. Ancora minorenne si trasferisce in Spagna, a Valencia, agli ordini di José Luis Aparisi. Sette anni intensi, durante i quali il canturino lavora tantissimo, vince 7 Futures e cresce da tutti i punti di vista, senza però trovare il salto di qualità.

Un 'faro' del destino

Rientrato in Italia, Arnaboldi cambia alcuni circoli e coach prima di accasarsi nel 2013, quasi per caso, allo SportPiù di Zingonia. “Stavo giocando un Futures a Bergamo – racconta 'Arna' – e, dopo un match, Fabrizio Albani si è fermato a parlare con me analizzando ogni aspetto del mio tennis. Abbiamo trovato subito l’intesa perfetta ed è nata questa proficua collaborazione”. Il team FARO è composto dall’allenatore Albani e dal mental coach Roberto Cadonati (con lui nella foto in basso), figura molto importante nella crescita dell’azzurro. “In questi giorni a Parigi abbiamo avuto la conferma di un lavoro che stiamo portando avanti da tanto tempo – spiega Cadonati - In campo fa tutto quello che gli chiedo, ovvero tecniche specifiche, applicate con costanza, che lo rendono ancor più solido. Le qualità tennistiche non si discutono, ma il mio compito è quello di riuscire a renderle continue”. Nelle interminabili giornate parigine altra figura rilevante è stata Giulia, la fidanzata di Andrea. “È carichissima. Fa un tifo sfegatato durante ogni match – racconta lui – e mi sostiene continuamente”.

Record e Miracoli a Parigi Andrea Arnaboldi è tornato al Roland Garros dopo la bella prestazione del 2014, quando superò brillantemente le qualificazioni prima di arrendersi all’esordio contro Simone Bolelli. Quest’anno “Arna” è giunto in Francia con una consapevolezza ancor maggiore, grazie anche al tabellone cadetto superato agli Internazionali Bnl d’Italia. “Quando Andrea superò qui Horacio Zeballos lo scorso anno – racconta coach Fabrizio Albani – mi esposi parlando di match della svolta. Credo ancora lo sia stato, ma probabilmente non eravamo pronti per confrontarci giornalmente con il livello Atp. Quest’anno siamo arrivati al Foro Italico e a Parigi con altre certezze, tennistiche e soprattutto mentali”. Le qualificazioni sono state un vero e proprio tour de force per il canturino, come testimonia un articolo uscito sul sito ufficiale del Roland Garros dal titolo: “Play All Day On The Clay The Arnaboldi Way”.

I giorni più lunghi 'Arna' è stato in campo 4 giorni consecutivi: nel primo turno di 'quali' ha rimontato lo statunitense Denis Kudla in un match terminato 4-6 6-3 6-2. Le luci dei riflettori si sono accese per il match contro il transalpino Pierre-Hugues Herbert, incontro entrato nella storia del tennis. Vinto il primo set 6-4, Arna si è ritrovato sotto 3-1 pareggiando immediatamente i conti sul 3-3. Sul 6-5 l’azzurro ha mancato un match point con un passante di diritto terminato fuori di pochi centimetri. Da quel momento, mentre il sole tramontava sul campo 7, si è andati avanti sino al 15-15, prima dell’interruzione per oscurità. La prosecuzione del giorno successivo è stata a dir poco emozionate: alla fine, grazie a un passante di diritto incrociato stretto, Arnaboldi ha chiuso 27-25. Il giorno seguente Arna è dovuto scendere nuovamente in campo per l’ultimo turno, quello decisivo, contro l’ostico argentino Marco Trungelliti ed è stato ancora un miracolo a salvare l’azzurro, questa volta impegnato sul campo n.10. Sotto 7-5 5-2 e servizio per l’argentino, Andrea ha compiuto una clamorosa rimonta prima di vincere 5-7 7-5 6-3. Dieci ore in campo nel giro di quattro giorni, record e miracoli a Parigi. “Stento a crederci - ha spiegato Arnaboldi – non riesco ancora a rendermi conto di ciò che ho fatto”.

Talismano Errani Grande amica di Arnaboldi, Sara Errani è stata un vero e proprio portafortuna per il canturino. Presente lo scorso anno sugli spalti del Roland Garros durante il turno di qualificazione contro McGee, è riapparsa nel 2015 a pochi punti dal 27-25 contro Herbert. “Siamo molti amici – spiega Andrea – sin da quando ci allenavamo insieme a Valencia. Mi fa molto piacere quando viene a seguirmi e, obiettivamente, mi porta molto molto bene”.

Da SuperTennis Magazine n. 18/2015