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BOLELLI, PARIGI E LA RACCHETTA DIFFICILE

Il "Bole"al Roland Garros usa una Babolat Aero Storm, non più sul mercato perché troppo selettiva

di Enzo Anderloni | 25 maggio 2015

Il "Bole"al Roland Garros usa una Babolat Aero Storm, non più sul mercato perché troppo selettiva. In più l’appesantisce e la fa incordare a 29/30 chili con un sintetico duro. Una personalizzazione da non provare se non si ha il suo braccio

di Enzo Anderloni

Lui gioca facile ma per farlo ha scelto una racchetta difficile. E per di più la incorda a una tensione elevatissima. Oggi sul circuito c’è quasi solo lui a usare una “tavola” del genere.

Parliamo di Simone Bolelli, oggi il nostro miglior colpitore, il giocatore italiano che fa schioccare di più la palla quando la picchia con i colpi a rimbazo. Proprio quel rumore aveva sentito molti anni fa Veso Matjias, responsabile delle sponsorizzazioni della Lotto, grande conoscitore di tennis. E l’aveva messo sotto contratto. Il “Bole” nell’arco della sua carriera ha fatto su e giù con la classifica. Quello che non è cambiata mai è questa sua bellissima gestualità tennistica che gli permette di tirare bordate elegantissime, specchiandosi anche in giocatori regali come Roger Federer (resta nella memoria la bella partita tra i due nella semifinale di Coppa Davis lo scorso anno).

Ma torniamo al suo attrezzo particolare. La curiosità è che si tratta di un telaio Babolat molto evoluto, l’Aero Storm, della stessa famiglia della AeroPro Drive di Nadal, ma più selettivo, difficile, tecnico.

Il piatto è 98 pollici quadrati anziché 100. Il peso 320 grammi ( a nudo) anziché 300. Il bilanciamento a 31 cm ( quindi neutro se non arretrato) anziché 32. La rigidità molto elevata (72 punti RA). Solo il telaio di Federer (Wilson Pro Staff 97 RF Autograph) è più pesante nella versione di serie. Ma è meno rigido.

Non è un caso che essendo oggetto riservato a pochi, Babolat abbia deciso di toglierlo dal mercato. Non se ne vendeva. Bollili, che prima usava una Head Prestige ( altra racchetta selettiva) l’ha scelto proprio mentre non se ne producevano più. E si è trovato benissimo. Talmente bene che tutta la sua risalita e i grandi successi in doppio con Fognini, sono arrivati con questa racchetta.

L’abbiamo potuta osservare molto da vicino al Foro Italico scoprendo che con il settaggio che l’azzurro chiede agli incordatori, diventa ancora più difficile. Il ventinovenne di Budrio la fa incordare infatti con monofilamento RPM Blast, una corda sintetica monofilamento a sezione ottagonale, tosta ( la stessa di Nadal). E la fa tirare a 29/30 chili (Nadal la sua la vuole a 25 kg). Ormai nel circuito maschile è rimasto praticamente solo Bolelli (e il turco Marsel Ilhan) a richiedere una tensione così elevata. La tendenza è a scendere, in media tra i 22 e i 24 kg.

Ne viene fuori l’attrezzo di un giocatore che vuole picchiare a tutta forza, chiedendo alla racchetta di offrirgli il massimo del controllo. La palla si deve spiaccicare sulle corde, che devono fletter e il minimo possibile. E per “fare ancora più male” Simone aggiunge ulteriore peso, nel cuore dell’attrezzo, per dare più peso alla palla senza modificare il bilanciamento della sua “mazza” da tennis. Una soluzione davvero unica. Un consiglio: se non siete braccio di ferro, non provatela.