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Racchette più lunghe: ecco tutti i vantaggi

Le hanno volute così Sara Errani e Andreas Seppi

di Enzo Anderloni | 22 maggio 2015

Le hanno volute così Sara Errani e Andreas Seppi. Adesso anche Nastassja Burnett. I telai che vanno oltre i 68.5 centimetri del formato standard possono offrire più di un vantaggio. Sempre che si riesca a gestire la minore maneggevolezza

di Mauro Simoncini

Basta mezzo pollice a fare la differenza: 12,7 millimetri. Una racchette più lunga di tanto così può fare un’enorme differenza ma sono pochissimi a ragionare su questo fattore al momento di scegliere un nuovo attrezzo. Si guarda al peso, alle dimensioni dell’ovale, al profilo, allo schema corde. Eppure se il telaio si allunga la musica cambia, di molto. Si tira più forte, si arriva più in alto. Eppure sul mercato c’è una serie di varianti dei modelli di racchette più diffusi, più lunghe della norma. Dunque è importante capire quali possono essere i vantaggi (o gli svantaggi) annessi. Vediamoli insieme.

REGOLE – “Il telaio della racchetta, incluso il manico, non deve superare cm 73,7 (29 pollici) di lunghezza complessiva”. Questo recita il regolamento del nostro amato sport, l’unico vincolo. Quindi quando sulla maggior parte degli attrezzi che vedete sui campi notate la dicitura 27 inch (pollici) sappiate che è la lunghezza standard, quella più diffusa per una racchetta da tennis (68,58 cm) ma si può anche andare oltre. Eccome. Ci sono più esempi di racchette Longbody, dai 69 centimetri passando per i 69,25 sino ai 69,85 e oltre. L’arma è consentita, e pure molto efficace.

ESEMPI ILLUSTRI – Il più famoso consumatore di una racchetta XL è stato Michael Chang con la sua Prince. Gli americani dissero che avevano concepito per il campione del Roland Garros ‘89 (170 centimetri di altezza) un telaio dal peso identico al suo ma con una modifica nelle distribuzione delle masse e più lungo di ben 2,5 centimetri (1 pollice). Per conoscere i vantaggi potreste chiedere per esempio al nostro Pescosolido che si vide recapitare addirittura 19 ace in un match agli Us Open. Oggigiorno i due più conosciuti utilizzatori di longbody sono sicuramente Sara Errani e David Ferrer; la tipologia di giocatori e di fisici è evidente. La nostra Sarita, quando si è affidata a una Babolat formato "plus" ha riportato proprio una frase di Chang: “O allungavo il braccio o la racchetta” e ha spiegato semplicemente i vantaggi della sua scelta: “riesco a replicare anche a chi è molto più potente di me”. David Ferrer è il più basso (175 cm) tra i giocatori di vertice e anche per questa carenza fisica ha deciso di affidarsi a una Prince più lunga (quasi 71 cm a quanto pare).

VANTAGGI CONCRETI – Il vantaggio più netto ed evidente è quello in termini di potenza, certo. Con un attrezzo più lungo, la leva maggiore consente di spingere e impattare la pallina con più energia. Per dirla con i dati di laboratorio delle racchette, a parità di altre caratteristiche, l’inerzia è sicuramente maggiore. Diritto e rovescio da fondo ma differenze tangibili riguardano anche il servizio, che è diventato arma incisiva anche per Ferrer che di certo non è uno “spilungone” alla Karlovic. Potenza e anche resa del top spin, visto che la testa della racchetta si muove più velocemente. Ancora più banalmente, anche se 1 o 2 centimetri sembrano pochi, il telaio più lungo consente di “arrivare” più lontani, quindi coprire più facilmente il campo. Da alcuni calcoli sembra che 2 pollici in più possano offrire una copertura di campo maggiore addirittura del 13%. Non male se si considerano tutte le volte che si è obbligati a muoversi da destra a sinistra nel campo o correre sotto rete per recuperare una palla corta dell’avversario.

SVANTAGGI? – Non è ovviamente tutto oro quel che luccica. Abbiamo già ribadito in un altro articolo che il bilanciamento più spostato verso la testa della racchetta o in generale un peso maggiore aiutano in termini di potenza e spin ma incidono negativamente sulla maneggevolezza. Per questo un telaio longbody non è quindi consigliato per un giocatore che pratica assiduamente il serve&volley, o comunque per chi punta anzitutto sulla manovrabilità dell'attrezzo.

BILANCIATE… AL CUORE – Le racchette longbody attualmente in commercio sono pensate per giocatori di livello amatoriale. Il deficit in termini di maneggevolezza viene attutito da una migliore distribuzione del peso (spostato un po’ verso il cuore il manico). A questo proposito, attenzione in primo luogo ai dati di bilanciamento. A parità di modello e di misura del bilanciamento, è più “leggero in testa” (quindi probabilmente più maneggevole) il telaio longbody rispetto a quello standard. Infatti i centimetri che trovate indicati a proposito di bilanciamento sono misurati dall'estremità del manico. In secondo luogo ci sono longbody e longbody: il pollice aggiuntivo (o di più) di lunghezza può avere origine da diverse parti di una racchetta. Nelle "amatoriali" lunghezza maggiore significa quasi sempre un piatto corde più ampio perché più lungo; e questo vuol dire anche sweetspot (area “utile” di impatto) maggiore. Invece nelle agonistiche l’allungo riguarda quasi sempre il manico e il cuore, per lasciare invariata l’area del piatto corde rispetto ai modelli standard da 27 pollici. "Allungare" è un'opportunità: potrebbe valere la pena provarla.