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Le quattro racchette delle finali: che sfide!

Federer e la Suarez Navarro hanno attrezzi che tirano più forte di quelli di Djokovic e Sharapova

di Enzo Anderloni | 17 maggio 2015

Federer e la Suarez Navarro hanno attrezzi che tirano più forte di quelli di Djokovic e Sharapova. Ecco le caratteristiche tecniche che fanno la differenza

di Enzo Anderloni - Foto Getty Images

Djokovic contro Federer, Sharapova contro Suarez Navarro, ma anche Head contro Wilson. Le sfide finali degli Internazionali Bnl d’Italia 2015 mettono di fronte campioni che utilizzano attrezzi della Casa austriaca (Djokovic e Sharapova) a grandi avversari racchette americane (Federer e Suarez Navarro).

C’è una curiosità da segnalare subito: il mitico Roger e la talentuosa, piccola spagnola utilizzano la stessa racchetta, anche se in due versioni di peso diverse. Si tratta della Pro Staff 97. Federer utilizza la versione capostipite della collezione (RF Autograph), sviluppata in base alle sue esigenze, che si mette il luce per essere il telaio più pesante sul mercato (340 grammi a nudo). Carla Suarez Navarro ha scelto invece la “97” senza l’autografo di Roger, che è identica in tutto e per tutto tranne che nel peso (315 grammi a nudo) e nel bilanciamento (31 cm invece di 30,5).

Il che significa che si tratta in entrambi i casi di racchette con l’equilibrio neutro o spostato all’indietro, verso l’impugnatura, quella di Federer ancor più di quella della spagnola. Questo lavoro di taratura, a livello di progettazione, serve per ottenere prestazioni ottimali evitando gli squilibri nel rapporto tra potenza, controllo e maneggevolezza, che sono i parametri fondamentali sui quali alla fine si valuta un attrezzo in rapporto alle proprie caratteristiche di giocatore.

Ma adesso veniamo ai confronti diretti. Ladies first.

Sharapova (Head Graphene Instict MP) vs Suarez Navarro ( Wilson Pro Staff 97)

Il fatto che Maria Sharapova sia alta un metro e 88 per un peso forma di 59 kg e Carla Suarez Navarro sia un metro e 62 per 62 kg non incide sulle scelte dell’attrezzo. Anzi, la racchetta della spagnola è più pesante di quella della russa, che a nudo fa segnare 300 grammi tondi. Curiosamente i telai hanno spessori diversi ( 21,5 mm costante la Pro Staff 97; da 21 a 25 mm variabile la Head Instict MP di Masha) ma rigidità è la medesima: 66 punti RA, che non sono né troppo né poco.

La Sharapova ha un piatto corde più grande, da 100 pollici quadrati, rispetto ai 97 della Suarez Navarro. A questo punto la differenza più importante, oltre alle customizzazioni personali, la fa la scelta dell’incordatura.

Maria Sharapova usa un ibrido: budello naturale (Babolat VS nel suo caso) sulle corde verticali (come Federer e Djokovic) e sintetico monofilamento Babolat RPM Blast sulle orizzontali. Tensione: 28 kg.

Carla Suarez Navarro monta solo sintetico, sempre monofilamento, Luxilon 4G. Tensione: 24kg, decisamente inferiore a quella di Masha. Il risultato finale è che, in termini di spinta, la racchetta (intendiamo il telaio incordato) della spagnola è superiore a quella della russa che invece ha un tocco di controllo in più. Non è un caso che la piccola Carla abbia mano delicata e invece la statuaria Maria picchi come un fabbro.

Djokovic (Head Graphene Speed Pro) vs Federer (Wilson Pro Staff RF Autograph)

Piatto più grande per Nole (100 pollici quadrati contro 97) ma peso nettamente dalla parte di Roger (340 grammi contro 315). Questi sono i dati di partenza dei telai della grande sfida tra il n.1 del mondo e il n.1 di sempre.

In termini di materiali Nole si avvale del Graphene, il massimo ritrovato tecnologico dal punto di vista del rapporto leggerezza/ robustezza. Fibra ipersottile che rappresenta un ulteriore passo avanti rispetto al connubio grafite/Kevlar che contraddistingue la Pro Staff di Roger (che ha anche un’iniezione di basalto).

La Speed Pro bianca e nera del serbo ha il piatto più grande (100 pollici quadrati contro 97), uno spessore maggiore (22,5 mm contro 21,5 mm) ed è un soffio più rigida (RA 67 contro 66). A nudo è bilanciata a 31 cm, contro i 30,5 del telaio di Federer.

I due telai sono strutturalmente diversi ma sul campo l’enorme differenza nel rendimento viene dal peso diverso e dalla scelta della tensione delle corde.

Montano entrambi un ibrido “reverse”, con il budello naturale sulle corde verticali. Quello di Djokovic è formato da budello Babolat VS e da sintetico monofilamento Luxilon Alu Power. La tensione kg 27,5/26,5. Federer utilizza budello Wilson e sintetico monofilamento Luxilon Alu Power Rough (più ruvido) a una tensione molto più bassa kg 22/20,5.

È evidente quindi che la racchetta di Roger, più pesante e con le corde molto meno tirate, ha molta più spinta che controllo rispetto a quella di Nole. E su questa su possibilità di chiudere il punto col servizio o, alla prima occasione, nello scambio, si giocherà la finale dal punto di vista di Federer. Con la possibilità in più di prendere la rete appena possibile.

Perché Nole non sbaglia. E, se non fai qualcosa di eccezionale, progressivamente ti distrugge sulle diagonali. Per merito suo e con l’aiuto della sua racchetta.