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Roger vs Nole: la prima mossa tocca a Federer

Il n

di Enzo Anderloni | 16 maggio 2015

Il n.1 di sempre aveva battuto il n.1 di adesso a Shanghai nell’autunno 2104 e a Dubai in febbraio. Poi Djokovic ha trovato le contromisure a Indian Wells. Adesso tocca di nuovo allo svizzero, che ha schiantato il connazionale Wawrinka in 54 minuti (6-4 6-2), trovare una chiave tattica che metta in difficoltà il rivale. L’occasione migliore possibile la finale degli Internazionali Bnl d’Italia che lui non ha mai vinto. Alle 16 in diretta in chiaro su SuperTennis

di Enzo Anderloni - Foto Getty Images

Il vertice del tennis mondiale e i titoli che contano sono al momento una questione privata. Ristretta a due persone:Nole e Roger. Gli altri o hanno perso contatto (Nadal, Murray) o non sono ancora arrivati (Raonic, Nishikori). Djokovic è l’uomo da battere. Federer l’unico al momento in grado di riuscirci. Ed è interessante notare come si sia improvvisamente zittita la nenia di coloro che già tre anni fa scrivevamo che era finito, che non era più lui. In realtà in certi momenti è ancora il più forte di tutti.

E’ l’unico Top Player ad aver battuto Nole quest’anno, nella finale di Dubai. Un’esibizione di bravura spettacolare. Non a caso per vincere nel successivo faccia a faccia, la finale del Masters 1000 di Indian Wells, Djokovic ha dovuto giocare un grandissimo match e inventarsi una strategia nuova.

Il serbo aveva perso infatti gli ultimi due faccia a faccia sui campi duri contro lo svizzero: era successo nel finale del 2014 a Shanghai e poche settimane fa a Dubai. E dunque ha studiato, si è preparato per alzare ancora l’asticella e sorpassare un’altra volta il rivale creandogli nuove difficoltà. Così funziona il progresso continuo del tennis di vertice. Nadal crebbe per battere Federer. Djokovic ha lavorato per arrivare mettere sotto Nadal sul rosso. E ogni volta si torna in campo ad allenare soluzioni alternative.

Quella di Indian Wells, ben evidenziata dalla lettura dei dati di Craig

o‘Shannessy, l’analista statitistico/tattico dell’Atp, è stata una vittoria costruita da Nole con il servizio e con il diritto puntati su variazioni e angolazioni particolari. Federer aveva vinto nettamente a Dubai sfruttando molto la sua attitudine a fare “chip and charge”, ossia attaccare con il rovescio in back direttamente il servizio avversario, scendendo poi a rete. E lo schema gli riesce particolarmente bene quando il serbo serve la seconda di servizio da destra, al centro.

A Dubai Djokovic ci era sempre cascato. Si era dimenticato della possibilità di servire l’eventuale seconda (da destra), a uscire, sul diritto dell’avversario. L’aveva fatto una volta sola, all’inizio (e Federer aveva sbagliato la risposta). Poi più. E aveva anche insistito, il serbo, ad attaccare con il diritto sul rovescio di Roger come sempre. Risultato finale: frequenti splendide discese a rete vincenti dello svizzero e altrettanto splendidi winner con il rovescio lungo linea. Gran vittoria finale di Federer.

A Indian Wells Djokovic ha servito una percentuale di “prime” pazzesca , con un altrettanto pazzesca percentuale di realizzazione dei punti (19 su 19 all’inizio della partita). Ha piazzate le rare “seconde” da destra, alternando sul diritto (facendo 4 punti su 6) e al centro (dove ha colto solo 1 punto su 6). E ha spinto con il diritto sul diritto dell’avversario, chiudendo su quella diagonale ben 9 degli undici vincenti registrati con quel colpo. Ne è uscita una grande partita con la quale Nole ha rimescolato le carte e rimesso il naso davanti a Roger.

Adesso tocca allo svizzero risolvere il problema, studiare la prossima mossa, alzare di un altro centimetro l’asticella, considerando il diverso terreno di gioco, la terra rossa. L’appuntamento è fissato per oggi alle 16.00 sul Campo Centrale del Foro Italico. E per chi si è prenotato il posto sul divano di casa, sempre alle 16.00 in diretta, in chiaro, sul digitale terrestre su SuperTennis TV, canale 64.