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Dimitrov, ma dove tiri?

Il bulgaro ha tutto per essere un grandissimo: ha fisico, tecnica, classe, talento

di Enzo Anderloni | 14 maggio 2015

Il bulgaro ha tutto per essere un grandissimo: ha fisico, tecnica, classe, talento. Eppure finora non ha raccolto quanto si pensava. Cerchiamo di capire il perché.

di Roberto Commentucci - Foto Getty Images

Siamo ancora tutti euforici per la clamorosa impresa di Fabio Fognini, che ieri pomeriggio, con una prestazione scintillante, ha finalmente superato, dopo 2 sconfitte consecutive, il tabù Dimitrov, predestinato bulgaro classe '91 e presunto erede di Federer, di cui è finora un clone in minore: ne ricorda molto le movenze, specie nel diritto, ma se ne distanzia ancora anni-luce nei risultati, nonostante un fisico strepitoso, una tecnica cristallina e una varietà di armi e soluzioni pressoché infinita.

Ma ora, smettiamo per un attimo i panni degli appassionati italiani, e facciamo finta di essere un gruppetto di tifosi bulgari che, in una piazza di Sofia, commentano la sconfitta del loro beniamino, magari dopo aver assistito su qualche streaming pirata alla vicenda andata in scena sul Pietrangeli. Dal loro punto di vista, la sconfitta di ieri è un boccone amaro da digerire, che suscita probabilmente frustrazioni crescenti:"ma come fa, dico io, a perdere queste partite… serve 3 volte meglio dell'italiano, è più potente, lo può sfidare alla pari sul piano del tocco, è quasi altrettanto rapido negli spostamenti… e ci ha perso lo stesso" "inutile illudersi, dai… bello da vedere, gioca bene, ma non sarà mai un campione.." Insomma, anche senza conoscere il cirillico, non è difficile immaginare il tono dei commenti apparsi sui siti tennistici del paese balcanico.

E voi, cosa rispondereste ai bulgari? Perché il bel Grigor non ha ancora raccolto gli allori a cui sembrava destinato? Ebbene, forse una risposta ce l'abbiamo. Ed è rinchiusa in una sola parola: tattica.

Qual è la tattica di gara di Dimitrov? Perché gioca così tanti lungolinea di rovescio, prendendo rischi altissimi e raccogliendo pochissimi punti? Perché usa il back nel momento sbagliato, lasciando l'iniziativa all'avversario mentre era lui a condurre lo scambio? Perché fa serve & volley sulla seconda palla di battuta contro Fognini, uno dei migliori giocatori di risposta, difesa e passante di tutto il circuito? Perché per lunghi tratti se ne sta lì, al centro del campo, dimenticandosi di girare intorno alla palla per azionare il suo magnifico diritto, uno dei colpi più incisivi del tour? Perché, con Fognini spesso costretto a difendere nei pressi dei teloni, ha eseguito solo 2 palle corte in un match di oltre 2 ore? Perché all'inizio del terzo set ha smesso di spingere, ha fatto due passi indietro, e si è messo a correre e difendere da una parte all'altra del campo, sperando che Fabio si incartasse da solo e subendo un break sanguinoso, che ha esaltato l'azzurro e deciso il match? Ecco: nelle risposte a queste domande sta il rovello dei nostri amici tifosi bulgari.

Fate un fischio a Grigor, ragazzi. E spiegategli, con tutto il rispetto per coach Roger Rasheed, che l'allenatore lo dovrebbe decidere lui, e che forse non è il caso che il tecnico lo scelga la sua fidanzata. Anche se è quattro anni più grande, e si chiama Maria Sharapova.