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Nargiso e la crescita di Gianluca Mager

Il giovane sanremese è riuscito a gioca alla pari con i top 100 e ha capito dove deve migliorare di Roberto Commentucci 11 del mattino, Campo numero 1

di Enzo Anderloni | 11 maggio 2015

Il giovane sanremese è riuscito a gioca alla pari con i top 100 e ha capito dove deve migliorare

di Roberto Commentucci

11 del mattino, Campo numero 1. Turno finale del torneo di qualificazione degli Internazionali BNL d'Italia. In campo, il turco Marsel Ilhan, numero 84 del mondo, muscolare ma solido tennista anatolico da tempo emigrato in Spagna, e il giovane sanremese Gianluca Mager, 400 e rotti delle classifiche,talento cristallino per ora accompagnato a una ingenuità tennistica quasi candida, fatta di alti e bassi continui, prodezze e follie, grandi giocate ed errori tattici clamorosi.

All'angolo di Gianluca siede l'ex Davisman azzurro Diego Nargiso, che un paio di anni fa, dopo essere rimasto ipnotizzato dalla facilità di gioco del ligure, lo ha strappato a forza dal circuito Open, convincendolo a provare la scalata al tennis vero, quello dei tornei Atp. Di fianco a Diego, siede Umberto Rianna, tecnico Federale del Settore Over 18, che da quest'anno segue e assiste i nostri giovani e i loro coach nella difficile transizione da junior a pro.

Il duetto fra i tecnici, entrambi partenopei, è meraviglioso, fra scaramanzie varie e messaggi in codice. Diego anche da coach conferma il suo animo passionale, è un autentico vulcano, erutta energia positiva dopo ogni punto, sostenendo di continuo il suo atleta, mentre Umberto, più freddo, prende scrupolosamente nota dell'andamento del match, traendone spunti di lavoro e miglioramento.

Il match è equilibrato, con gran dominio dei servizi, fondamentale dove Gianluca fa vedere ottime cose, sia con la prima palla, che porta molti punti, sia con la seconda, profondissima e incisiva. I due coach individuano subito il problema principale: la risposta al servizio, dove il nostro va spesso fuori tempo.

Diego giustamente nota "io glielo dico spesso, ma il fatto è che lui è talmente dotato che finché gioca nei futures non se ne accorge di avere questo difetto, perché a quel livello riesce a rispondere lo stesso." E Umberto: "Ma infatti è per questo che giocare qui, al Foro, contro questi avversari, è comunque utilissimo, a prescindere dal risultato finale. Perché ti da consapevolezza dei tuoi pregi e dei tuoi limiti".

Manco a farlo apposta, dopo l'ennesima ribattuta troppo corta, Mager si rivolge al suo coach con un "domani facciamo 300 cesti di risposte, coach. Contro questi qua, non la prendo mai."

Poco dopo il match è finito, con il turco che si impone con un combattuto e divertente 64 75. Ma Diego e Umberto si danno ugualmente il "cinque". La crescita in termini di consapevolezza, che la frase di Gianluca lascia trasparire, vale quanto una vittoria.