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RAFAEL NADAL E IL GRANDE SLAM ROSSO

Inizia la parte preferita di stagione di Rafa Nadal: sulla terra ha conquistato 57 dei suoi 80 titoli in carriera, più di chiunque altro su questa superficie, e 415 partite ...

di Enzo Anderloni | 20 aprile 2019

Inizia la parte preferita di stagione di Rafa Nadal: sulla terra ha conquistato 57 dei suoi 80 titoli in carriera, più di chiunque altro su questa superficie, e 415 partite sulle 451 giocate: vuol dire che vince il 92% dei match

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

“Rafa Nadal è il grande favorito in ogni torneo sulla terra rossa”. Parola di Novak Djokovic prima del torneo di Monte-Carlo che apre la stagione preferita dallo spagnolo. Sul rosso, Nadal ha conquistato 57 dei suoi 80 titoli in carriera, più di chiunque altro su questa superficie, e 415 partite sulle 451 giocate. In termini di vittorie, solo Guillermo Vilas (631-159), Manuel Orantes (453-138) e Thomas Muster (426-127) ne hanno centrate di più. Ma la sua percentuale di successi del 92% rimane la più alta di sempre.

Lo Slam su terra
Nel 2010 ha scritto un capitolo significativo della sua storia da re del rosso. È diventato il primo a conquistare lo ‘Slam sulla terra battuta’: vince i tre Masters 1000 (Monte-Carlo, Roma, Madrid) e il Roland Garros. Il percorso inizia a Monaco; attraversa la settimana monegasca con l’autorevolezza del conquistatore. Perde 14 game in tutto il torneo, ne lascia uno a Verdasco in una finale mai nata durata 83 minuti. Vince così il suo sesto titolo consecutivo: nessuno prima di lui aveva conquistato così a lungo uno stesso torneo nell’era Open. Nell’era del Challenge Round, quando i campioni in carica disputavano solo la finale l’anno successivo, ci erano riusciti in tre: Richard Sears (Campionati Usa 1881-1887), William Renshaw (Wimbledon 1881-1886) e Bill Tilden (Campionati Usa 1920-1925).

Principe di Monaco
Nel Masters 1000 monegasco, Nadal ha vinto 68 partite su 72 fino all’edizione 2018. Dei venti differenti tornei sul rosso che Nadal ha disputato, dal debutto a Mallorca nel 2002 al 2018, solo al Roland Garros ha ottenuto più successi in carriera. Dopo gli otto titoli consecutivi tra 2005 e 2012, Nadal non ha vinto per tre anni; la semifinale persa contro Novak Djokovic nel 2015 anticipa una serie di tre affermazioni consecutive. Lo spagnolo, nel 2018, diventa così il primo nella storia a conquistare undici volte lo stesso torneo, un’impresa che poi avrebbe ripetuto a Barcelona e al Roland Garros.

Zero sconfitte
Il trionfo da assoluto dominatore del 2010 aveva lanciato una stagione da 22 vittorie in 22 partite tra ATP e major sul rosso. Non è il primo anno che Rafa completa senza sconfitte sul rosso. Ci era riuscito già nel 2006 (24 partite vinte e titoli a Barcellona, Monte-Carlo, Roma e Parigi). Era nel cuore della striscia record di 81 vittorie consecutive sul rosso. Una serie, quella, iniziata dopo il quarto di finale perso contro il russo Andreev a Valencia nel 2005; e chiusa con la sconfitta contro Federer ad Amburgo nel 2007, la prima in una finale sulla terra in carriera.

Al Foro Italico quell’anno viene portato al terzo set per la prima volta in stagione da un grande Gulbis (che prima aveva battuto Federer). È già una piccola grande impresa. Nadal sulla terra ha giocato 338 partite al meglio dei tre set: solo 61 sono finite al parziale decisivo. Di queste, ne ha perse tredici (quattro a inizio carriera, prima di alzare a Sopot il primo trofeo ATP). Quell’anno a Roma batte in finale Ferrer ed eguaglia i 17 Masters 1000 di Agassi.

Roma l’aveva incoronato nelle due finali epiche del 2005 e del 2006 contro Coria e Federer, le ultime due al meglio dei cinque set. Al Foro nel 2018 ha celebrato l’ottavo titolo. Agli Internazionali BNL d’Italia ha raggiunto il 90,3% di vittorie (la quarta percentuale più alta fra i tornei che ha giocato almeno due volte), ma ha incassato anche sei sconfitte, il numero più alto in uno stesso evento. E a Roma, per l’unica volta in 95 main draw, ha chiuso un torneo sul rosso con un’eliminazione all’esordio, frenato dalle vesciche e da Ferrero al secondo turno, dopo il bye. Era il 2008.

“Sarei arrogante…”
Sei sconfitte le ha subite anche a Madrid, il Masters 1000 meno felice per Nadal tra gli attuali sul ‘rosso’. Da quando si gioca sulla terra battuta, nel 2009, ha centrato quattro titoli per 36 vittorie complessive (85,7% di successi, la sua percentuale più bassa nei grandi tornei sul rosso). Il primo trofeo l’ha alzato nel 2010, in finale su Federer, diventando il primo a vincere tre Masters 1000 di fila da quando è stata introdotta questa categoria di tornei. A 23 anni e 11 mesi, conquista il 18° Masters 1000, allora record assoluto, e si lancia verso il Roland Garros. In finale si vendica di Robin Soderling, il primo dei soli due giocatori capaci di batterlo a Parigi, l’altro è Djokovic nel quarto di finale del 2015. Diventa così il secondo nella storia dopo Borg a trionfare cinque volte alla Porte d’Auteuil, peraltro senza perdere un set. “Ho ottenuto successi incredibili sulla terra rossa ma sarei arrogante se dicessi di essere il migliore di sempre”, commenta nella conferenza stampa dopo la finale. “Per me è un sogno che si avvera. Cerco solo di migliorare ogni giorno, ma non sono io a decidere se davvero sono il migliore di sempre”.

86 partite su 88
A Parigi, però, lo dicono i numeri al posto suo. L’undicesimo titolo, vinto nel 2018, vale un’impresa mai riuscita nella storia del tennis maschile, e una sola volta in assoluto: eguaglia gli undici trionfi di Margaret Court agli Australian Open (1960-66, 1969-71, 1973). Nessuno però ha mai vinto undici volte tre tornei diversi nell’era Open: Rafa ha completato l’impresa a Parigi, Monte-Carlo e Barcellona. In 14 partecipazioni consecutive al Roland Garros, ha vinto 86 partite su 88, ha spinto a 111-2 il suo bilancio complessivo sul rosso nei match al meglio dei cinque set, Coppa Davis compresa. Nella competizione a squadre, in singolare, non ha perso mai. I numeri non dicono bugie.