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CASPER RUUD VA VELOCE: VUOLE SUPERARE PAPÀ CHRISTIAN

Per il figlio d’arte Ruud prima finale Atp a Houston: adesso è n

di Enzo Anderloni | 18 aprile 2019

Per il figlio d’arte Ruud prima finale Atp a Houston: adesso è n.68 Atp e sesto nella Race to Milan. L’obiettivo dichiarato? Fare meglio di papà Christian, che oggi lo allena da Nadal e che negli anni ‘90 fu n.39

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Diritto devastante, atteggiamento da campione, sguardo da giocatore vero. Il figlio d’arte Casper Ruud ha raggiunto, sulla terra ‘marrone’ di Houston, la prima finale Atp della sua giovane carriera. Vent’anni compiuti a dicembre, diritto al fulmicotone e un servizio sempre più incisivo, il norvegese è entrato tra i Top 70 Atp e vuole migliorare il best ranking del suo papà-coach. Il tempo e il talento sono dalla sua parte. “Sono davvero felice di aver dimostrato di poter giocare a questo livello - ha dichiarato Ruud al termine della finale texana, persa in lotta 7-6 4-6 6-3 contro il forte cileno Christian Garin - e questo risultato mi dà grande fiducia per il resto della stagione. Ho disputato un buon match”. Attualmente al sesto posto della Race to Milan, Ruud si candida come grande protagonista delle Next Gen Atp Finals 2019.

Nel nome del padre
Casper Ruud nasce a Oslo il 22 dicembre 1998 da papà Christian, ex numero 39 Atp a metà degli Anni ’90, e da mamma Lele Cathrine. A 4 anni grazie al padre prende in mano la prima racchetta e, sin da subito, lascia intravedere doti coordinative fuori dal comune. Christian decide però di non iscrivere il piccolo Casper a tanti tornei Tennis Europe nelle categorie under 12, 14 e 16, tanto è vero che Ruud arriverà a malapena tra i Top 100 under 16. Giunto nel circuito Itf under 18 la musica però cambia: Casper vince e convince sino a raggiungere la prima posizione mondiale nel gennaio del 2016. Nello stesso anno conquista i primi due titoli Futures su terra spagnola e finlandese, ma è al Challenger di Siviglia che giunge il primo vero exploit della carriera di Casper, bravo a conquistare il torneo in finale contro l’ostico giapponese Taro Daniel. Grazie a questo successo Ruud è divenuto, a 17 anni e 7 mesi, il 23° giocatore più giovane a conquistare un torneo di quel livello.

Rio nel destino
All’inizio del 2017 Ruud raggiunge la semifinale sul veloce indoor del Challenger di Budapest, dove viene sconfitto 6-0 6-0 dal giocatore di casa Marton Fucsovics. Dopo due settimane, però, Casper si presenta all’Atp 500 di Rio de Janeiro da numero 208 del mondo e, dopo aver sconfitto tre ‘terraioli’ doc come Carballes Baena, Dutra Silva e Monteiro, arriva sino al match point contro Pablo Carreno Busta, prima di arrendersi 2-6 7-5 6-0. Ruud arriva a ridosso della Top 100 (numero 108, ndr). Sembra l’inizio della scalata. Probabilmente, però, Casper non è ancora pronto per il grande salto e nell’aprile 2018, dopo mesi di risultati negativi, esce nuovamente dai primi 200.

Rio de Janeiro torna poi protagonista nel destino di Ruud, che in Brasile, a inizio 2019, gioca di nuovo un ottimo tennis spingendosi sino ai quarti di finale. Questa volta Casper è pronto: più completo tecnicamente, fisicamente e mentalmente rispetto a due anni prima, prende slancio dal risultato brasiliano: semifinale a San Paolo, finale a Houston e miglior classifica di sempre al numero 68. L’inseguimento al best ranking di papà Christian (numero 39 nel 1995) è iniziato. Il raggiungimento di grandi traguardi, da alcuni mesi, parte dall’intenso lavoro svolto alla Rafa Nadal Academy di Maiorca, dove Ruud ha preparato la stagione 2019 nei minimi dettagli sotto lo sguardo attento di zio Toni, di papà Christian e dello stesso Rafa.

Rapporto padre-figlio
“Molti dicono che essere allenati da un genitore è molto complicato - ha spiegato più volte il giovane Ruud - ma per me è semplicemente meraviglioso. Siamo entrambi ultra-competitivi e vogliamo vincere sempre. Se sento pressione per il fatto che mio padre sia stato un professionista di successo? No, anzi, la sua esperienza è fondamentale per la mia crescita”. Da buon norvegese, Casper non è appassionato di calcio bensì di hockey su ghiaccio. “Amo guardare in tv la NHL e sono un grandissimo tifoso dei Tampa Bay Lightning. Un altro sport che adoro è il golf, appena posso cerco di seguirlo e soprattutto di praticarlo”.