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CLASH 100 TOUR: MAI VISTA UNA COSÌ

La nuova serie Wilson stupisce con un’agonistica da oltre 300g e bilanciamento molto arretrato

di Enzo Anderloni | 29 marzo 2019

La nuova serie Wilson stupisce con un’agonistica da oltre 300g e bilanciamento molto arretrato; profilo consistente ma rigidità bassissima, molto sotto la media. Picchi forte (meglio di piatto) e la palla non scappa. Costa 250 euro

di Mauro Simoncini

La campagna pubblicitaria di Wilson l’aveva già preannunciata a fine 2018. Di Wilson Clash si era diffuso qualche esemplare test appositamente “mascherato” con una livrea, a mo’ di zebra che poco c’entrava con il look definitivo, ora visibile nelle rastrelliere dei negozi.
“La rivoluzione è arrivata” dice il claim di Wilson, accompagnato sempre da un triangolo rosso, un logo personalizzato (a sostituire anche la A di Clash).
L’azienda americana ha messo a punto con questa racchetta qualcosa di davvero nuovo: grazie alla struttura in carbonio brevettata e alla tecnologia FreeFlex, Clash è la prima racchetta che promette di adattarsi allo stile (inteso come velocità e ampiezza) dello swing di chi la manovra. I dati pubblicati dagli americani di Wilson parlano addirittura di una flessione tradizionale fino al 115% maggiore; aumento che diventa del 200% se si parla di flessione verticale mantenendo invece costante i valori di stabilità torsionale.

IL LAB
La scheda di laboratorio di questo nuovissimo telaio preannuncia qualcosa di innovativo, o per lo meno che non è frequente riscontrare. Difatti Wilson Clash 100 Tour si presenta come racchetta agonistica dal peso importante (326 grammi, incordata con Luxilon Smart a 22/21 kg dagli specialisti di DNA Tennis) ma con bilanciamento (sempre a montaggio corde effettuato) contenuto tra manico e cuore a 32 centimetri (punto di equilibrio a telaio nudo a 30,6 cm): una rarità. Il profilo è costante e pronunciato (25 mm) ma il dato della rigidità si attesta a soli 52 punti. Dire “sotto la media” è riduttivo, visto che le agonistiche profilate in modo analogo viaggiano tra i 60/65 e i 70 punti RA. Qui siamo al di sotto dei numeri che il nostro Lab di solito registra con profili da 20 mm in giù.
Invece l’inerzia è di quelle rilevanti, da agonistica “vera”: 328 punti. La sintesi dei valori interpolati dal Diagnostic è nettamente a favore del controllo (60 punti su 100) rispetto alla potenza (40 su 100), con una maneggevolezza a 68 punti su 100.

IL CAMPO
Con queste premesse c’era molta curiosità di provarla sul campo. La nuova fiammante Wilson Clash 100 Tour si presenta rosso fluo, grigio e nero, secondo il design minimalista di Wilson che è qui dovuta ricorrere al terzo colore (dopo i binomi in verde per Blade, in blu per Ultra, in rosso poi bianco poi tutto nero per le Pro Staff).
Per l’incordatura abbiamo fatto nostra la proposta di Wilson, cioè l’abbinamento con il nuovo Luxilon Smart, che nelle intenzioni, dovrebbe avere la stessa capacità di adattamento del telaio e rendersi più rigido o flessibile in base agli swing e alla velocità della palla.

La prima impressione - Innanzitutto il primo contatto: la racchetta è maneggevolissima, molto di più di quanto dica il laboratorio: sembra di avere in mano una light e invece… In questo senso il mix di peso/bilanciamento è azzeccato. Dai primi colpi si percepisce distintamente la flessibilità del telaio, grazie al prolungato ‘dwell time’ ovvero il tempo di contatto corde-pallina. Se lo sommiamo al bilanciamento arretratissimo abbiamo già due caratteristiche molto particolari, quasi da racchetta di legno. Ma le sensazioni sono tutt’altro che retrò: hanno dell’inedito assoluto.

Sweetspot generoso - Infatti abbiamo un profilo da 25 millimetri costante, un ovale da 100 pollici quadrati e un pattern 16x19 anche abbastanza largo… quindi: sweetspot generoso che aiuta in situazioni di campo non agevoli (o quando le esecuzioni non sono ineccepibili).

Velocissima e precisa - In generale è la precisione che colpisce, sin dalle prime fasi di gioco. E l’attitudine a favorire gesti ampi e molto veloci senza che poi, all’impatto, la palla scappi via: si può picchiare a tutto braccio con la sensazione che resterà sempre in campo. Conseguentemente si capisce subito che per esprimere potenza occorra metterci del proprio, entrare sempre molto decisi. Si picchia dunque istintivamente a tutta forza; l’unico punto interrogativo riguarda la “pesantezza” di palla che si riesce a esprimere. Andrà valutata a medio termine, continuando a testare questo attrezzo anche in partita, specie sulla terra battuta

A rete c’è tutto -Insomma pur essendo un telaio innovativo per certe peculiarità confermate anche in laboratorio (peso consistente ma bilanciamento molto arretrato; profilo marcato da 25 millimetri ma rigidità al minimo), Clash 100 Tour è una racchetta che potrebbe entusiasmare anche gli amanti del classico secondo quanto ci ha detto il campo. Certo, in una chiave nuova. Può interessare agonisti picchiatori, magari non troppo ‘toppatori’, da terra battuta. Ci pare più adatta però agli attaccanti da fondo amanti del cemento e dei colpi piatti. Ma può fare la gioia di tanti giocatori intermedi, tutta la Quarta categoria fino agli amatori del circuito Fit-Tpra, che si disimpegnano spesso con il backspin e frequentano volentieri la rete. Oppure che vogliono picchiare forte, nonostante qualche limite tecnico, senza perdere il controllo delle loro “bordate” da fondocampo.