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SULLA VIA DELLA SETA CON I CAMPIONI DI DOMANI

Il tennis dell’Estremo Oriente oggi può contare su un poker di grandi speranze: Tung-Lin Wu, Duck Hee Lee, la grande speranza Yibing Wu e il campione in carica di Wimbledon ...

di Enzo Anderloni | 25 marzo 2019

Il tennis dell’Estremo Oriente oggi può contare su un poker di grandi speranze: Tung-Lin Wu, Duck Hee Lee, la grande speranza Yibing Wu e il campione in carica di Wimbledon e Roland Garros Junior, Chun-Hsin Tseng

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty images

Nomi complicati da ricordare, giocatori poco reclamizzati, spesso impegnati in tornei disputati dall’altra parte del mondo. Cinquantuno nazioni, 45 milioni di chilometri quadrati e, soprattutto, 4,5 miliardi di abitanti. L’Asia è pronta a lanciare nel circuito Atp un’ingente truppa di talenti della next generation. Il più grande e popoloso continente del pianeta terra esprime, ad oggi, solamente sei giocatori Top 100: tre giapponesi (Kei Nishikori, Yoshihito Nishioka e Taro Daniel), un kazako (Mikhail Kukushkin), un indiano (Prajnesh Gunneswaran) e un coreano (Hyeon Chung). Ma chi sono i giovani asiatici in rampa di lancio?

Tung-Lin Wu, terraiolo a sorpresa
Poche settimane fa, sul rosso di Santiago del Cile, il ventenne di Taichung (Taiwan) ha raggiunto una clamorosa finale challenger superando specialisti di ottimo livello come Facundo Bagnis, Thiago Monteiro e Pablo Andujar, prima di arrendersi dopo una lunga battaglia a Hugo Dellien con il punteggio di 5-7 7-6 6-1. Tung-Lin Wu (nella foto in alto) ha impressionato per adattamento alla superficie, palesando un dritto di rara potenza e precisione. Classe 1998, già Top 30 del ranking under 18, il taiwanese è letteralmente esploso in questo inizio di 2019 conquistando il suo primo titolo Itf sul cemento di Sharm El Sheikh. Da febbraio a oggi ha messo in fila un record di 12 vittorie e 1 sconfitta: che sia solo un fuoco di paglia? Lo scopriremo nei prossimi mesi. Intanto, però Tung-Lin Wu è il primo asiatico nella ‘Race to Milan’, che lo vede alla piazza numero 18, ed è ridosso della Top 300 Atp.

Il ritorno di Duck-Hee Lee
Non ha mai udito il suono di una pallina da tennis e non può ascoltare le chiamate dei giudici di linea, ma Duck-Hee Lee (nella foto qui a destra) è uno dei giocatori più promettenti della Next Gen. Nato a Jecheon (Corea del Sud) il 29 maggio 1998, sordo sin dalla nascita, Lee non ha mai voluto accampare scuse sin dalle prime esperienze nel circuito giovanile. “La gente descrive la sordità come un handicap - ha spiegato - ma non credo che sia uno svantaggio nei confronti degli avversari. Durante le partite non vengo distratto dal pubblico, dall’avversario o da qualsiasi altra cosa. Posso concentrarmi esclusivamente sul tennis. Credo di potercela fare. Per questo non mi arrenderò. Per questo continuerò a lavorare”. Nell’aprile 2017, ancora diciottenne, il coreano era giunto sino al numero 130 del mondo, salvo precipitare nei successivi mesi fuori da Top 250. Arrivato forse in alto con troppo anticipo, Lee sta ritrovando il proprio tennis fatto di un timing fuori dal comune e adatto a ogni superficie. Nelle ultime settimane ha raggiunto una semifinale e un quarto di finale a livello challenger, a dimostrazione di una crescita (stavolta) continua e costante.

Yibing Wu, la Cina sulle spalle
Il tennis cinese sta aspettando da anni il proprio ‘messia’. Yibing Wu (in rosso, nella foto in basso), classe 1999 e già numero 1 al mondo under 18 (vincitore degli Australian Open Junior nel 2017), sembra avere le caratteristiche giuste. Imprevedibile, riservato, fantasioso, Wu sa variare il gioco in maniera sorprendente e, quando accelera, lascia fermi gli avversari. E pensare che da piccolo lo avevano instradato al badminton ma Yibing, che all’epoca era piuttosto basso e minuto, non era attratto da quella rete così alta. Una volta dedicatosi al tennis la musica cambiò e, in pochi mesi, fu subito considerato un predestinato. Recentemente si è allenato anche con Sven Groeneveld, storico coach di Maria Sharapova, ma il rapporto si è chiuso dopo 8 mesi a causa, pare, di una famiglia troppo pressante. Attualmente al numero 298 Atp, Wu ha già conquistato un titolo challenger (Shanghai 2017), anche se l’inizio del nuovo anno non è stato, per il momento, particolarmente fortunato.

Chun-Hsin Tseng, fenomeno da Taiwan
L’attuale numero 1 al mondo junior risponde al nome del taiwanese Chun-Hsin Tseng (nella foto più a destra), dominatore nel 2018 della scena Itf under 18: vincitore al Roland Garros e a Wimbledon, finalista a Melbourne e semifinalista a New York, Jason (così viene chiamato anche in famiglia) ha lasciato sbigottiti appassionati e addetti ai lavori per qualità tecniche, tattiche e mentali. A livello di circuito professionistico Itf sono già arrivati tre allori nel 2018 e, negli ultimi mesi, ha già dimostrato di poter giocare alla pari con tanti giocatori compresi tra 100 e 200 del mondo. La sua vita, però, non è affatto semplice. “La mia vita è tennis, tennis, tennis. Sto facendo tutto quello che posso per riuscire nello sport e aiutare la mia famiglia”. La mamma gestisce un piccolo chiosco al mercato di Lehua, a Taipei, dal pomeriggio sino a notte inoltrata, mentre il papà lo segue in veste di coach. Chung Han Tsai, la madre di Tseng, soffre inoltre di una malattia che la debilita molto e non potrà continuare a lavorare ancora a lungo. Vincere, guadagnare, mantenere la famiglia. Obiettivi che vanno ben oltre il tennis. La data di nascita però, lascia ben sperare: 8 agosto 2001, esattamente lo stesso giorno, ma venti anni dopo, di Roger Federer (e un anno dopo Felix Auger-Aliassime).