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GIULIO ZEPPIERI, MANCINO PER… CASO

Il fratello tirava di boxe, lui ha cominciato a giocare grazie alla scuola

di Enzo Anderloni | 07 marzo 2019

Il fratello tirava di boxe, lui ha cominciato a giocare grazie alla scuola. Il suo coach di oggi è ancora il primo maestro (“un secondo padre”). Adesso cerca il grande salto. Con Sinner e Musetti, forma un trio di grandi prospettive

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty, Silverii e Tonelli

Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Giulio Zeppieri. La nouvelle vague del tennis italiano gioca, migliora, cresce, si esalta ed entusiasma. Sinner, dopo il sorprendente successo al Challenger di Bergamo, ha conquistato anche l’Itf di Trento, confermando i notevoli progressi palesati in Lombardia. A Trento anche Musetti ha disputato un buonissimo match, perso in tre set lottati contro il tedesco Julian Lenz, poi giunto in semifinale. La vittoria in Australia ottenuta nel primo Slam under 18 dell’anno da parte del giovanissimo toscano ha oscurato il grande risultato ottenuto da Giulio Zeppieri, classe 2001 di Latina, bravo a spingersi sino alla semifinale del major down-under junior. Ma qual è la storia, tutto fuorché convenzionale, del talento laziale?

Il tennis… per caso
Giulio Zeppieri nasce a Latina il 7 dicembre del 2001 da papà Leone, avvocato, e da mamma Elisabetta. Il tennis non fa parte delle tradizioni familiari ma, mentre il fratello maggiore tenta la strada del pugilato, a scuola il piccolo Giulio viene rapito da racchetta e palline. “Ho cominciato a giocare a 5 anni grazie ad alcuni corsi pomeridiani organizzati dalla mia scuola al Tennis Club Il Capanno di Latina”. Ed è lì che Piero Melaranci, suo attuale coach, viene colpito dalle prime gesta tennistiche del piccolissimo Giulio che, con disinvoltura e talento, rimanda al di là della rete ogni colpo.

La storia tennistica di Zeppieri, mancino dal potente rovescio bimane, viaggia in parallelo con quella del maestro Melaranci, una sorta di secondo padre, “con cui mi alleno sin dal primo giorno. Il nostro - spiega il sedicenne pontino - è un rapporto speciale e per me è un mentore oltre che un coach. Ho iniziato a credere di poter diventare un giocatore professionista intorno ai 12-13 anni quando, dopo le prime esperienze in giro per l’Europa, ho capito di poter essere competitivo contro i migliori della mia età”.

Dal Lemon Bowl a Melbourne
Zeppieri si fa notare sin da giovanissimo conquistando trofei su trofei dall’under 12 sino all’under 18, tra cui il prestigioso Lemon Bowl nella categoria under 14. A livello Tennis Europe giungono tanti piazzamenti, culminati nel terzo posto al Master di fine 2015. Nel 2017 raggiunge la finale al “Città di Prato” (grade 2 under 18), mentre l’anno successivo gioca un grande torneo a Klosters, arrivando all’ultimo atto dei Campionati Europei di categoria. I quarti di finale a New York sono il preambolo all’exploit realizzato agli Australian Open Junior, dove a fermarlo in semifinale è proprio il futuro vincitore Lorenzo Musetti (insieme al quale arriva in finale anche in doppio). “Il risultato di Melbourne nasce da una grande preparazione svolta tra Latina e Tirrenia - racconta Zeppieri - che mi ha permesso di crescere molto sotto il profilo tecnico-tattico ma ancor di più atletico. La semifinale contro Musetti? Io e Lorenzo siamo molto amici, giochiamo il doppio insieme e spesso condividiamo la camera; non è stato un match semplice sotto l’aspetto mentale. Io ho gestito peggio la tensione e lui ha vinto con merito”.

L’ora del passaggio
L’esordio challenger di Zeppieri va in scena, grazie a una wild card, a Bergamo, dove viene sconfitto per 4-6 6-3 6-4 da Viktor Galovic (numero 224 Atp). “Ho giocato un buon match e penso che il livello per competere nei Challenger sia già nelle mie corde. Spero di ricevere altre wild card per fare esperienza e abituarmi alla velocità di gioco”. Giulio potrà, grazie all’ottimo ranking junior di numero 15, disputare alcuni Itf da $15.000 “mentre nei $25.000 sarà più complicato entrare. Tornei giovanili? Disputerò solamente Roland Garros e Wimbledon, perché ora è il momento di entrare definitivamente nel tennis dei grandi”.
E nel frattempo c’è un ragazzo che dimostra di non volersi fermare. La vittoria a Bergamo non è stato un fuoco di paglia. Il classe 2001 Jannik Sinner, allievo di Riccardo Piatti e del giovane coach Andrea Volpini, ha messo in fila una striscia di 11 vittorie consecutive portando a casa anche l’ITF da 25.000 dollari di Trento. Ciò che impressiona del giovane altoatesino è la capacità di alzare il livello nei momenti importanti, palesando doti mentali e tecniche fuori dal comune. Sinner ha entusiasmato il pubblico di Trento che, incuriosito dall’exploit di Bergamo, ha riempito le tribune del circolo dal primo turno sino alla finale, vinta per 6-3 6-4 contro il tedesco Jeremy Jahn.

La classifica Atp purtroppo non risentirà positivamente di questo nuovo successo, poiché i radicali cambiamenti del circuito Itf e del cosiddetto ‘Transition Tour’ portano nelle ‘casse’ di Sinner solamente 3 punticini. Anche se Jannik non fa drammi: “Ho giocato questo torneo per fare esperienza, giocare partite e proseguire il mio percorso di crescita - ha dichiarato -. Non è il momento di pensare ai punti e alla classifica”.