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TENERE IL SERVIZIO DA 0-30 FA LA DIFFERENZA: L'ESPERTO SPIEGA PERCHÉ

La domanda - Effetto rimonta: perché tenere il servizio da 0-30 fa la differenza

di Enzo Anderloni | 03 marzo 2019

La domanda - Effetto rimonta: perché tenere il servizio da 0-30 fa la differenza?

Risponde Craig O’Shannessy, esperto di analisi dei dati, collabora con l’ATP e con Wimbledon; è una firma tennistica del New York Times e fa parte dello staff di Novak Djokovic

La risposta
Secondo le analisi statistiche dell’ATP, l’anno scorso solo 18 giocatori sono riusciti a vincere più del 50% dei propri turni di battuta recuperando da 0-30: 8 facevano parte dei Top-10 e gli altri 10 erano classificati tra l’11° e il 100° posto mondiale.
Questo sì, dunque, che è un valido indizio, anche se poco visibile, per scorgere la differenza tra i vari livelli di giocatore. Trovarsi sotto 0-30 è, infatti, abbastanza comune, indipendentemente dalla classifica, ma solo i migliori riescono a cavarsela
Nel 2018 i Top 10 hanno tenuto il servizio rimontando da 0-30 con una percentuale del 52% (437 volte su 836), il 10% in più rispetto agli altri Top 100 (i giocatori classificati dall’11° al 100° posto), fermi al 41% (2.490 volte su 6.019). Il confronto tra la percentuale dei giochi vinti alla battuta risalendo da 0-30 fa emergere, dunque, un distacco importante tra i Top 10 e gli altri Top 100.
Questa differenza diminuisce leggermente, se si confrontano i Top 20 con gli altri Top 100, attestandosi al 7%: i primi 20 tengono la battuta, rimontando da 0-30, nel 48% dei casi (819 volte su 1.962), mentre gli altri Top-100 (i giocatori classificati dal 21° al 100° posto) sono al 41% (2.108 volte su 5.163).

Il distacco inizia a ridursi maggiormente se il paragone viene effettuato dividendo i Top 100 in due parti uguali: i Top 50 riescono nell’impresa il 44% dei casi (1.860 volte su 4.208), mentre gli altri (classificati dal 51° al 100° posto) si fermano al 40% (1.067 volte su 2.647).
Vediamo i cinque giocatori che, durante la scorsa stagione, hanno avuto una miglior media percentuale di servizi tenuti, recuperando da 0-30, con le rispettive classifiche alla fine del 2018. 1° John Isner (10): 69,5% (41 volte su 59). 2° Milos Raonic (18): 64% (32 su 50). 3° Marius Copil (60): 63,3% (31 su 49). 4° Kyle Edmund (14): 63,1% (53 su 84). 5° Juan Martin Del Potro (5): 62,8% (49 su 78). John Isner è riuscito a tenere la battuta in quella situazione di punteggio in quasi il 70% dei casi, Novak Djokovic è stato, invece, il migliore tra i Fab 3 con una percentuale del 53,9% (48 volte su 89); 52,5% per Roger Federer (32 su 61) e 48,7% per Rafael Nadal (37 su 76).

Considerando chi ha dovuto affrontare più volte lo 0-30 sul proprio servizio, si può stilare un’altra classifica, dove tra i primi cinque c’è anche Fabio Fognini. 1° Damir Dzumhur (47): 116 volte. 2° Fabio Fognini (13): 108. 3° Adrian Mannarino (42): 107. 4° Alexander Zverev (4): 104. 4° Denis Shapovalov (27): 104. 4° Diego Schwartzman (17): 104.
Veniamo alla buona notizia: si può lavorare per migliorarsi, riproponendo esattamente questa situazione durante l’allenamento. Basta giocare un set, in cui entrambi i giocatori iniziano a servire sul punteggio di 0-30. Se si riesci a tenere la battuta almeno tre volte, la media è molto simile a quella dei big del tennis mondiale.

(testo tradotto da Fabio Bagatella)