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LOVE… FIFTEEN: L'AMORE AI TEMPI DEL TOUR

San Valentino non è facile da festeggiare per due tennisti innamorati

di Enzo Anderloni | 16 febbraio 2019

San Valentino non è facile da festeggiare per due tennisti innamorati. Le loro strade si incontrano solo nei Grande Slam e nei ‘combined’. Ad aiutarli tanti messaggini e i social, dove le loro storie sono seguite anche dai fans

di Alessandro Mastroluca - foto Getty images e via Instagram

Lui abbraccia lei. Lei ricambia, sorride, e scrive una frase dolce su Instagram, sotto la foto. “Tutti possono colpire il tuo sguardo, ma solo una persona speciale può colpirti il cuore”. Lui ne posta un’altra, di foto. Scena simile, abbracci, sorrisi, “il nostro primo San Valentino insieme. Il primo di tanti”. Insieme, sì, ma come? E soprattutto, dove? Da Buenos Aires a Doha, scandisce l’hashtag.
L’amore ai tempi di Instagram è anche questo. L’amore nel mondo del tennis è anche questo. Sì, perché i due innamorati della foto si chiamano Dominic Thiem e Kiki Mladenovic, e i messaggi sono quelli che hanno diffuso a San Valentino l’anno scorso.
È una delle coppie tennistiche più in vista, quando giocano nello stesso torneo Dominic non manca mai alle partite di Kiki, nel box insieme alla mamma-coach e al fratello ex calciatore, e Kiki a quelle di lui.

In attesa dello Slam
Ma una love story fra tennisti diventa anche un barcamenarsi tra ‘schedule’ e aerei, in attesa del prossimo Slam o del prossimo ‘combined’, gli unici tornei in cui i percorsi del tennis professionistico maschile e femminile si incontrano.
Di questi tempi, a San Valentino, in questi giorni di fine inverno, si sogna la California. Non tanto quella del ‘cielo grigio su e delle foglie gialle giù’ dei Mamas and Papas, ma quella dei campi blu dipinti di blu dell’Indian Wells Tennis Garden dove si gioca il primo grande torneo ‘combined’ dopo l’Australian Open.

Coppie ‘divise’
Coppie divise, in queste settimane, quelle del tennis. Per programmazione, o per una di quelle congiunture che non sai bene come definire. È il caso di Nick Kyrgios e Ajla Tomljanovic. Non è chiaro se siano ancora fidanzati, non è certo che abbiano rotto.
Di sicuro, lei ha trovato Kyrgios dalla stessa parte, la sua. Durante la finale di Hua Hin, l’ha difesa con passione via Twitter quando la sua avversaria, Dayana Yastremska, ha chiesto un medical time-out sotto 5-2 nel terzo set finendo poi per vincere la partita.
C’è anche chi si riunisce, però. Donna Vekic, di ritorno dal week-end di Fed Cup a Londra, non si è iscritta ad alcun torneo ma è volata a Rotterdam dal suo Stan Wawrinka.
Le prime foto non la mostrano particolarmente divertita. Si è divertito di più, certamente, Andy Murray nel farsi fotografare con l’enorme orso di peluche che i due gli hanno regalato dopo l’operazione all’anca qualche settimana fa.

L’amore sul campo
L’amore fa parte del gioco, anche perché a forza di girare per quasi tutto l’anno le possibilità di innamorarsi aumentano. In fondo è nato sul campo anche l’amore tra Roger Federer e sua moglie Mirka, come fra Robert e Lynette, i genitori di Roger.
Doppio misto o battaglia dei sessi? Va dove ti porta il cuore. Perché ha le sue ragioni che la ragione non conosce. Ma il cuore che serve per vincere in campo fa vincere anche fuori. Chiedere a Fabio Fognini e Flavia Pennetta, o a Steffi Graf e Andre Agassi. O, andando ancora più indietro nel tempo, a Jimmy Connors e Chris Evert, ritratti mentre si baciano con i rispettivi trofei di Wimbledon in mano.

Questione di… love
Ogni match - ha scritto Andre Agassi nella sua autobiografia ‘Open’ - è una matrioska, un po’ come i giorni che segnano l’esistenza. I punti si susseguono come i minuti che diventano ore, se poi è l’ora più buia o più felice dipende anche da noi. Anche la lingua del tennis è la lingua della vita, la lingua del servizio e del vantaggio, dell’errore e dell’amore… quel love che indica lo ‘zero’. È così per la teoria secondo cui ciò che è fatto “per amore”, “for love”, per definizione non richiede nulla in cambio (secondo un’altra teoria. quel love al posto dello 0 è una storpiatura anglicizzata del francese ‘oeuf’, l’uovo, affine alla grafia del numero). Perché il mondo sarà anche molto più grande di un campo da tennis, ma su quel campo passa l’infinita lotta per trascendere i propri limiti, per sublimare l’immaginazione in esecuzione. Il mistero senza fine, il bello del gioco e dell’amore.