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LE AZZURRE HANNO VOGLIA DI RIPARTIRE

L’urna di Londra ci ha messo contro la Russia (con 4 Top 100) appena promossa dalla Serie C

di Enzo Anderloni | 12 febbraio 2019

L’urna di Londra ci ha messo contro la Russia (con 4 Top 100) appena promossa dalla Serie C. Dopo il week-end amaro in Svizzera l’Italia guarda avanti. Capitan Garbin: “Sarà dura, ma le nostre non molleranno un punto”

da Biel, Angelo Mancuso - foto Fed Cup

Un week-end amaro per l’Italia di Fed Cup. Il risultato condanna le azzurre: 3-1 per la Svizzera sul veloce indoor di Biel, in un impianto dove come ti giri vedi le immagini di Sua Maestà Roger Federer. Tanta delusione, ma anche la voglia di ripartire subito perché tra poco più di due mesi c’è da giocare lo spareggio per la permanenza nel World Group II. Il 20 e 21 aprile ci toccherà la Russia in trasferta, quindi si giocherà di sicuro indoor e presumibilmente sul veloce. Le russe, retrocesse lo scorso anno nel Gruppo I Europa-Africa, in pratica la serie C della massima competizione a squadre nazionali femminili, si sono aggiudicate lo scorso fine settimana le sfide giocate a Zielona Gora, in Polonia, battendo nell’incontro decisivo la Svezia per 2-0. Il capitano Igor Andreev ha schierato una squadra di tutto rispetto: Daria Kasatkina (numero 14 Wta), Anastasia Pavlyuchenkova (32), Anastasia Potapova (87), Margarita Gasparyan (77) e Natalia Vikhalyantseva (109). E Tathiana Garbin è già proiettata a questa sfida: “Sarà dura, giocheremo in trasferta contro avversarie temibili. Ma di una cosa sono certa, le mie ragazze non molleranno mai”.

L’analisi - L’amarezza per la sconfitta in Svizzera è tanta, così come i rimpianti: “Dovevamo vincere nella prima giornata l’incontro della Giorgi contro la Golubic - racconta il capitano azzurro - con quel punto saremmo rimaste pienamente in corsa. Purtroppo Camila ha pagato a caro prezzo la tensione, ci teneva tanto a vincere e di occasioni ne ha avute. Il 4-1 del primo set, la rimonta nel terzo. Peccato non averle sfruttate. Nella seconda giornata contro la Bencic ha giocato un po’ meglio, soprattutto nel secondo set ha avuto qualche chance per rientrare in partita, ma l’avversaria, dobbiamo ammetterlo, è stata più forte di lei”. La stessa Bencic nella prima giornata aveva battuto Sara Errani: una sconfitta comunque prevedibile, visto che la romagnola era al rientro dopo 10 mesi di stop.

Guardare avanti - L’unico punto per le azzurre è arrivato dal doppio, seppur a risultato acquisito. La Errani e Martina Trevisan hanno battuto per 7-6 (5) 3-6 10-5 Timea Bacsinszky e Stefanie Voegele. “E’ stato importante vincerlo perché mi dà spunti per il futuro - aggiunge il capitano azzurro - questa è una squadra in costruzione, un mix di esperienza e gioventù. Non smetteremo di lavorare e lottare per migliorare”. Una squadra che non può prescindere da Sara Errani. “La presenza di Sara è fondamentale - conferma la Garbin - perché dà una grande mano a me e alle ragazze più giovani, che hanno in lei un punto di riferimento, un modello da seguire. Sara si confronta con loro e può aiutarle a crescere. Sono felice di riaverla in squadra”. Un legame forte quello tra la Errani e la Garbin: Sara con la maglia azzurra ha esordito nel 2008, 11 anni fa, e in doppio giocò proprio al fianco di Tathiana Garbin.

Sara punto fermo - Almeno è finito l’incubo della 31enne romagnola, tornata dopo la batosta della squalifica di 10 mesi. Uno stop che deve rappresentare non un freno alla sua carriera, ma l’occasione per ripartire con ancor maggior forza. È scomparsa dai radar, in questi lunghi mesi si è allenata in silenzio e ora è pronta a tornare protagonista. Ha ricominciato, e non è casuale, proprio da quella maglia azzurra che ha sempre onorato nella scia dell’esempio di uno straordinario nucleo storico di campionesse. Atlete formidabili che hanno saputo interpretare appieno lo spirito che pervade il nostro movimento, valorizzandone la massima espressione: l’amore per la maglia azzurra. Sara è l’ultima rappresentante di una generazione capace di conquistare quattro titoli in Fed Cup tra il 2006 e il 2013, oltre a una finale. “Finalmente posso tornare alla vita di prima, fatta di viaggi, tornei, allenamenti - sottolinea - in questi mesi mi è mancato quello che più mi piace e per cui ho sempre lavorato, mi è mancata l’adrenalina delle partite. Aspettavo questo momento da troppo tempo”. Nel fine settimana giocherà le qualificazioni a Dubai, poi volerà a Indian Wells.
“Ho solo voglia di tornare a giocare e fare del mio meglio ogni giorno e in ogni match”. E ci sarà bisogno della miglior Errani a Pasqua, per allontanare lo spauracchio della retrocessione.