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DJOKOVIC PENSA IN GRANDE. E ADESSO PUNTA A FEDERER

Per raggiungere i due principali record di Federer a Djokovic mancano 5 Slam e 74 settimane da n

di Enzo Anderloni | 29 gennaio 2019

Per raggiungere i due principali record di Federer a Djokovic mancano 5 Slam e 74 settimane da n.1. Divario che potrebbe assottigliarsi molto entro il 2020. Intanto col 7° titolo a Melbourne (il primo di sempre) ha superato Sampras

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

È il primo giocatore di sempre a vincere sette volte l’Australian Open. Il primo nella storia che per tre volte in carriera ha conquistato tre Slam di fila. Novak Djokovic ha superato i sei trionfi australiani di Roy Emerson e i 14 major totali di Pete Sampras, l’idolo che l’ha ispirato con i suoi successi a Wimbledon. Gliene mancano cinque per eguagliare i 20 di Roger Federer. “Sono ancora lontani”, ha detto in conferenza stampa dopo aver inflitto a Rafa Nadal la sua prima sconfitta in tre set nelle sue 25 finali Slam. Forse, non così tanto lontani.
L’anno scorso, Djokovic ha vinto solo sei delle prime 12 partite giocate, poi è cambiato tutto. Da allora ha un record di 57-7, con 36 successi negli ultimi 39 match. È il settimo giocatore che nell’era Open abbia perso meno di cinque game in una finale Slam. È numero 1 del mondo con 10.955 punti, 2.635 più di Nadal, che è numero 2. Zverev, terzo, ha il 60% dei suoi punti. “Fare la storia dello sport che amo è speciale, è sempre una grande motivazione. Giocare gli Slam e i grandi tornei è la mia priorità di quest’anno e delle stagioni a venire”, ha detto Nole dopo il trionfo australiano. “Voglio continuare a migliorare il mio gioco e a mantenere il benessere mentale, fisico, emotivo che mi permetterà di restare ad alto livello negli anni e magari di avvicinare il record di Federer”.

La partita perfetta
Djokovic può diventare il primo dopo Rod Laver a detenere per due volte il titolo in tutti i quattro Slam. In finale, contro Nadal, ha applicato uno dei principi che il campione australiano, l’unico ad aver completato il Grande Slam nell’era Open, spiegava nel suo libro “Lezioni dalla mente di un campione”. Ha scelto una strada che sembra contro-intuitiva, attaccare il punto forte dell’avversario. Ha neutralizzato il servizio e spinto forte contro il diritto, ha seminato dubbi lì dove Nadal ha costruito certezze nel torneo e in carriera. Quando si raggiunge questo risultato, scriveva Laver, tutto l’edificio del gioco viene giù. Anche quello di Nadal che in finale è imploso sotto 28 gratuiti a fronte di 11 vincenti di diritto, all’incapacità di superare il 30% di punti vinti da fondo, all’impossibilità di individuare punti deboli da poter attaccare. “Viste le condizioni, l’avversario, l’importanza della situazione - ha detto - è stata la partita perfetta”.

La candidatura di Nole
Inevitabile che ci si appassioni e ci si divida nella ricerca del migliore di tutti i tempi. Il successo di Djokovic, per il modo in cui è arrivato, per le implicazioni che suggerisce, è una fiche non irrilevante ai fini della candidatura del serbo. L’Australian Open ha detto che Roger Federer andrà incontro con sempre maggiore frequenza a giornate in cui il blasone, il tocco non basteranno più, ha detto che Nadal ha lavorato bene nella ricerca di una maggiore brevità negli scambi sul duro ma così facendo rischia di facilitare il compito di Djokovic di neutralizzarlo a partire dalla risposta (terra rossa esclusa). Ha detto che il racconto dei fantastici quattro è finito, e un capitolo nuovo ancora non c’è. Perché la nuova generazione è più pronta del passato, Tiafoe e Tsitsipas in semifinale non sono un accidente della storia, ma ancora non abbastanza: il tennis attuale, con la velocità media degli scambi così elevata richiede un’efficienza fisica, mentale, tecnica che è durissima da raggiungere già a vent’anni.

Marcia d’avvicinamento
Djokovic, che ha vinto quattro Slam da over 30 come Laver, Rosewall, Federer e Nadal, entra in un’epoca di mezzo in cui la sua miglior versione attuale potrebbe consentirgli di dominare ancora per una stagione o due. È l’unico ad aver vinto tutti i Masters 1000, e per raggiungere i due principali record di Federer gli mancano cinque Slam e 74 settimane da numero 1: potrebbe avvicinarsi di molto entro il 2020.
Ha scritto la storia, Djokovic, per quanto meno “stiloso” di Federer; come l’ha scritta - e non solo a Parigi - Rafa Nadal che dei tre potrebbe lasciare la traccia più influente nello sviluppo futuro del gioco. “La fame di vittorie è sempre la stessa - ha detto Nole - solo che oggi conta di più organizzarmi meglio nella vita, essere concreto in quel che faccio perché sono marito e padre, non c’è solo il tennis”. Provare a prenderlo non sarà così facile.