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COME AFFRONTARE L'ANSIA NEL TENNIS? RISPONDE L'ESPERTO

La domanda - Come affrontare l’ansia prima o durante una partita

di Enzo Anderloni | 27 gennaio 2019

La domanda - Come affrontare l’ansia prima o durante una partita?

Risponde Umberto Longoni, psicologo specializzato nello sport, autore de “Il Tennis e l’arte di allenare la mente”

La risposta
Quando un tennista scende in campo, spesso è costretto a fronteggiare un doppio avversario: il primo è un elemento reale e coincide con il contendente oltre la rete, il secondo può essere quell’aspetto legato all’interiorità che corrisponde all’ansia. Lo stato ansiogeno può intervenire prima di un match, alle volte anche solo pensando all’incontro che dovremo giocare, o durante la partita stessa.
Bisogna subito sottolineare che l’ansia rappresenta una reazione normale del nostro organismo, e in particolar modo della nostra mente, che ci sta preparando alla lotta. Quando però l’ansia diventa eccessiva, sarebbe utile imparare a gestirla nel miglior modo possibile. Lo si può fare non soltanto considerando il metodo del training autogeno (una tecnica molto conosciuta e usata da tanti sportivi e campioni), ma anche adottando una tecnica immediata che ho chiamato ‘i respiri del drago’.

Quando inspirate, pensate che state immettendo nel vostro corpo aria azzurra e pulita, come se provenisse direttamente dal mare o dalla montagna. Quando invece espirate, immaginate che state buttando fuori dal vostro corpo tutta l’ansia e la tensione, come se fosse nebbia o fumo. Questo tipo di respirazione ha il pregio di permettere lo sbloccamento del diaframma (quando siamo molto agitati subentra anche una sorta di blocco respiratorio), cosa che rappresenta un piccolo aiuto a livello psicologico derivante dall’idea di calma che abbiamo ‘fatto entrare’ nel nostro organismo attraverso la respirazione.

Questa tecnica può essere usata in vari momenti: prima del match (bastano tre o quattro respirazioni) o nel corso dell’incontro durante i momenti di pausa: tra un punto e l’altro si può far ricorso a una o due respirazioni. Le pause previste dal regolamento danno modo di rifiatare, di riflettere e anche di respirare.
L’ansia non si combatte solo con il contributo delle tecniche respiratorie; bisogna cercare di cambiare anche l’atteggiamento e il modo di pensare: è necessario imparare ad accettare l’ansia e a non lottarci contro, perché altrimenti ci troveremmo, come ho già evidenziato, a fronteggiare due avversari.
L’ansia può essere una sgradevole compagna, ma se riusciamo a ignorarla il più possibile, essa si stempererà, diminuendo a poco a poco.

(testo raccolto da Fabio Bagatella)