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SI PUÒ VINCERE ANCHE IN UNA GIORNATA NERA? RISPONDE L'ESPERTO

La domanda - Che cosa si può fare per vincere anche in una giornata nera

di Enzo Anderloni | 20 gennaio 2019

La domanda - Che cosa si può fare per vincere anche in una giornata nera?

Risponde Umberto Longoni, psicologo specializzato nello sport, autore de “Il Tennis e l’arte di allenare la mente”

La risposta
Chissà quante volte ci siamo alzati col piede sbagliato o con delle sensazioni talmente negative, da pensare, che ci avrebbe atteso la classica giornata nera… Una situazione come questa capita anche agli sportivi e ai tennisti, magari appena prima di scendere in campo o proprio nel momento in cui entrano sul terreno di gioco e prendono la racchetta in mano. Ho ascoltato diverse storie simili da molti giocatori, che, non appena prendevano la racchetta in mano, sentivano l’attrezzo molto più pesante del solito e il manico addirittura di un numero maggiore, oppure cominciavano ad avvertire strane sensazioni sin dai primi palleggi di riscaldamento, come se non riuscivano a sentire la palla. ‘Non sento la palla’: ecco un’affermazione molto ricorrente fra i professionisti, ma non solo, e che spesso rappresenta l’anticamera, di quella che si preannuncia una giornata negativa.

Cosa si deve, o dovrebbe fare, durante la giornata nera o meglio durante il match in una giornata nera? L’aspetto fondamentale è togliersi dalla testa, che una giornata nera significhi necessariamente sconfitta. La giornata nera va, invece, affrontata con le armi, che abbiamo a disposizione. Se in quel momento non possiamo sfoderare il ‘mitra’, vale a dire tutta la batteria dei nostri colpi perché qualcosa non funziona (il diritto, il servizio o il rovescio), cerchiamo di usare la ‘fionda’, cioè proviamo a giocare in modo semplice e non pretendiamo da noi stessi l’impossibile, che in quel dato momento non siamo in grado di dare. In fondo, la giornata nera può diventare anche una sfida molto affascinante: dare il meglio di se stessi, con quel poco di cui si dispone.

Pensate, ad esempio, a quanti incontri avete assistito, dove un giocatore ha perso il primo set senza vincere un solo gioco e ha poi magari vinto il secondo parziale faticosamente, per dominare infine la terza frazione. Molto probabilmente questo giocatore si trovava in una giornata nera e successivamente, a poco a poco, ha ritrovato le fila della partita, è entrato nel match e soprattutto non si è scoraggiato. Questo è davvero importante: se il primo set è andato molto male, non scoraggiatevi e non pensate di aver già perso.

Vincere in una giornata di grazia è troppo facile: quasi tutti ci riescono, proprio perché ogni cosa va nel verso giusto. Proviamo a vincere nella giornata nera, come quei tanti professionisti che possono affermare di essere riusciti a portare a case diverse partite nelle quali non erano al meglio. Ecco, questo deve essere il nostro obiettivo quando siamo in campo e pensiamo che la giornata sia nera.

Se ci troviamo in una giornata nera, possiamo, inoltre, provare a usare un’altra tecnica, quella di allungare il match. Quando si sta giocando male, un difetto molto ricorrente è, infatti, quello di aver fretta di chiudere il punto, di perdere e di andare sotto la doccia. Sbagliatissimo! Dobbiamo fare esattamente l’opposto: cerchiamo di prolungare la partita il più possibile, perché non è detto che, prima o poi, iniziamo a sentire la palla e a entrare in partita. Un piccolo aiuto può arrivare anche dagli errori del nostro avversario, che, continuando a sbagliare, potrebbe scoprire di essere lui in giornata nera…
(testo raccolto da Fabio Bagatella)