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ALEX DE MINAUR? SECONDO I TECNICI È GIÀ UN GRANDE

“Vederlo giocare è una meraviglia”, parola di Max Sartori, coach di Andreas Seppi che l’ha affrontato in finale a Sydney

di Enzo Anderloni | 17 gennaio 2019

“Vederlo giocare è una meraviglia”, parola di Max Sartori, coach di Andreas Seppi che l’ha affrontato in finale a Sydney. “Ha l’attitudine del giocatore navigato. E poi è velocissimo e non molla un punto”

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

“Alex De Minaur in campo è una meraviglia: vederlo lottare, alla sua età, su tutti i punti è qualcosa di unico e bellissimo”. Massimo Sartori, storico allenatore di Andreas Seppi, ha descritto così il giovane talento australiano all’indomani della finale di Sydney, vinta proprio da De Minaur sull’azzurro dopo uno splendido match terminato 7-5 7-6.
“Il ragazzo ha un attitudine da giocatore vero e navigato - sottolinea ancora Sartori - come se vivesse il circuito già da anni. È velocissimo, non molla un punto e di rovescio, anche a rischio di non colpire benissimo, non si allontana mai dal campo. Il dritto può e deve essere migliorato mentre il servizio è già molto efficace. È sicuramente un giocatore molto forte”.

Alex De Minaur ha conquistato a Sydney, alla sua terza finale in carriera, il suo primo titolo Atp diventando il primo classe 1999 ad alzare un trofeo del circuito maggiore. Oggi è al numero 29 del mondo, suo best ranking, ma l’impressione è che la scalata alle classifiche sia solamente all’inizio.

“A me piace moltissimo, ho una vera passione per il suo tennis - spiega Fabio Colangelo, coach del Next Gen italiano Giovanni Fonio -. Rapidità e atteggiamento sono le sue grandi armi, ma la miglioria più importante sta arrivando dalla parte del dritto, che lo porta a giocare molti più colpi a sventaglio e a prendere la rete con continuità. Ha tanti margini ma credo non sia impossibile entrare nei primi 15 del mondo nei prossimi mesi”. Dove può arrivare De Minaur? Quali sono i suoi pregi e i suoi difetti?

Difesa e contrattacco
Fenomeno di precocità, De Minaur è arrivato al n.2 della classifica junior nel febbraio del 2016, pochi giorni prima di compiere 17 anni, raggiungendo la finale a Wimbledon e le semifinali a Melbourne e New York. “Ho potuto vedere Alex molto spesso negli anni in cui seguivo gli under 18 azzurri in giro per il mondo - racconta il tecnico Mosè Navarra - e ne sono rimasto subito impressionato. Le qualità principali all’epoca erano la difesa e il contrattacco, già di alto livello grazie a una straordinaria mobilità. Prendeva il tempo a tutti con grande velocità e intensità, palesando anche eccellenti doti da lottatore. Oggi, osservandolo, ho notato un notevole miglioramento nel gioco offensivo e non sarei sorpreso di ritrovarlo tra i primi 15 al mondo già alla fine di questo 2019”. In quel torneo di Wimbledon Junior del 2016, che vide De Minaur arrivare in finale per poi perdere in tre set contro Shapovalov, l’avversario di 2° turno fu Enrico Dalla Valle, oggi 432 Atp. “Conosco benissimo De Minaur - ha raccontato il giovane italiano classe ’98 - e prima di tutto posso testimoniare la sua simpatia e gentilezza. È un ragazzo unico, che non si è mai montato la testa, nemmeno in queste ultime settimane. Alex non molla un centimetro e mentalmente è fortissimo. Tecnicamente prende la palla prestissimo e ti toglie il tempo, anche se al momento non tira ancora forte come i top player. Il servizio mi impressionò, perché già tre anni fa sapeva utilizzare con disinvoltura tutti gli angoli e i tagli. Penso proprio che arriverà nei Top 10 e, probabilmente, anche più su”.

“La bella copia di Hewitt”
Anche Adriano Albanesi sembra avere le idee molto chiare su De Minaur. “Alex è la bella copia di Hewitt - ha spiegato il coach di Lesia Tsurenko, attuale numero 24 Wta - e non è un caso che si trovino così bene insieme. Lleyton sta facendo da chioccia al suo ‘delfino’, tenendolo sotto la sua ala e insegnandogli quanto più possibile sul tennis di alto livello. È presto per dire esattamente dove potrà arrivare, ma corre come un ‘animale’ e a tennis gioca molto bene. Mi ricorda un po’, dal punto di vista fisico, il primissimo Andy Murray, che era molto esile ma talentuoso. È un torello, se lavora fisicamente e sale di cilindrata lo vedremo molto in alto. Qualora in futuro dovessero esserci dei nuovi Fab4 credo proprio che l’australiano potrebbe farne parte. Perché? Per come affronta i punti importanti e per l’atteggiamento che ha in campo, senza mai avere paura, si intuisce che diventerà un grande”.

“Corre come una spia”
Luca Vanni, che ha affrontato De Minaur pochi mesi fa in Cina, è parso entusiasta del suo giovane collega. “Quando si strutturerà fisicamente mettendo su massa e quindi potenza - ha dichiarato il toscano, oggi tra i primi 150 Atp - diventerà un tennista completo e molto complicato da affrontare. Corre come una spia e non molla mai un singolo ‘15’. È davvero un buonissimo prospetto, che abbina qualità tecnico-tattiche a una tenacia fuori dal comune. Altri giovani sono oggi più avanti di lui, ma penso proprio che possa arrivare tra i Top 10”.