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GLI ITALIANI HANNO VINTO 500 FUTURES IN 20 ANNI

Col titolo di Riccardo Bonadio al Cairo il 9 dicembre gli azzurri hanno fatto cifra tonda in questi tornei, nati nel 1998

di Enzo Anderloni | 22 dicembre 2018

Col titolo di Riccardo Bonadio al Cairo il 9 dicembre gli azzurri hanno fatto cifra tonda in questi tornei, nati nel 1998. 20 anni fa il primo lo vinse Castrichella. Al totale hanno contribuito anche Fognini e Cecchinato, oggi Top 20

di Viviano Vespignani

Cinquecento vittorie: è il sensazionale traguardo che hanno appena tagliato gli italiani nel Circuito dei tornei Futures, tornei disputati nell’arco di ventun anni al ritmo di 24 successi per stagione. Si tratta del circuito che fin qui ha rappresentato il primo dei tre gradini nei quali si articolava il mondo dei pro al maschile (dal 2019 verrà modificato con l’inserimento del Transition Tour). A partire dal 2008 questo circuito ha riservato agli azzurri oltre trenta successi annui con un clamoroso picco di 59 nel 2015. Altrettanto clamoroso è stato il numero record di vittorie stagionali che gli italiani hanno ottenuto nell’ultimo decennio: sei di Tomas Tenconi nel 2008 poi eguagliate da Claudio Grassi e Gianluca Naso, sette firmate da Luca Vanni nel 2014 e da Riccardo Bellotti nel 2015, infine nove - record mondiale - guadagnate dallo stesso Bellotti nel corso della stagione 2016.
Va ricordato che il Circuito Futures nacque nel 1998 sulle ceneri dei tornei “Satellite” col duplice intento di favorire i primi passi di giovani (e giovanissimi) nel mondo open e di garantire una base agonistica molto estesa territorialmente e sostenuta da un calendario molto nutrito alle centinaia e centinaia di giocatori di ogni continente che ogni anno sono impegnati a scalare la classifica Atp partendo dalle retrovie.

Quando li vincevano Fognini e Cecchinato
Nei confronti degli junior azzurri il Circuito ha sicuramente funzionato a dovere, ma le porte del tennis open in molti casi si sono aperte in ritardo. Accadde a Marco Cecchinato il cui esordio avvenne quando contava 16 anni e 5 mesi (secondo turno nelle qualificazioni a Badalona, in Spagna), non certo a Matteo Donati che giocò il primo turno delle qualificazioni del Futures di Vercelli nel 2009 alla verdissima età di 14 anni e 1 mese. Quanto agli esordi nei main draw, uno dei pochissimi casi è impersonato da Fabio Fognini, in lizza a 15 anni e un mese a Selargius a fine agosto del 2002. Tra parentesi, Fabio andò tre volte a segno tra il 2005 e il 2006 (a Murcia, in Spagna, Bergamo e Siracusa), mentre Marco conta sei successi distribuiti tra il 2012 e il 2017.

Da Castrichella, a Bonadio
Dunque, 500 vittorie Futures scritte nei curriculum degli italiani a partire dal febbraio del 1998 allorché Gabrio Castrichella si impose nel 10.000 dollari di Accra, in Ghana, per arrivare a Riccardo Bonadio che, nella seconda settimana di dicembre, ha firmato il cinquecentesimo successo azzurro battendo in finale il ceco Vit Kopriva per 6-2 6-0. Per il venticinquenne di San Vito Al Tagliamento si è trattato della quarta vittoria stagionale (che gli ha fruttato la 326a posizione in classifica mondiale) e dell’ottava in carriera. Anche il ventunenne di Torre Del Greco Raul Brancaccio ha firmato nel corso del 2018 quattro vittorie (le prime in carriera) e con esse una promettente 265a posizione nella classifica ATP, mentre autori di triplette sono stati anche il milanese Alessandro Bega, il lombardo d’adozione Alessandro Petrone e il piemontese Pietro Rondoni.
In fatto di montepremi, nei Circuiti Futures degli ultimi tempi v’è stata una notevole escalation tanto è vero che a partire dal 2013 non pochi tornei hanno messo in campo 25.000 dollari (talora con ospitalità) che ai vincitori fruttano 27 punti Atp. Di conseguenza, chi ha centro tre volte in un anno si è garantito un ranking non lontano dalla 400a posizione.

Santa Margherita, capitale dei Futures
Dal 2012 a questa parte la Federazione internazionale non ha aggiornato la classifica delle nazioni leader in fatto di vittorie Futures, tuttavia al vertice di questa graduatoria si trovano, nell’ordine, Francia, Spagna, Italia, Stati Uniti e Argentina. Quanto all’aspetto organizzativo val la pena annotare che nella stagione 2018 la nazione più impegnata è stata la Tunisia che ha messo in campo, soprattutto a Monastir, ben 45 tornei. Seguono la Turchia (Antalya) con 41, gli Stati Uniti e l’Italia con 35, quindi Egitto (Sharm El Sheikh e Il Cairo) e Spagna con 31. Fulcro dell’attività Futures italiana è, dal 2013, la Sardegna, con il Centro “Forte Village” di Santa Margherita di Pula, incantevole perla in provincia di Cagliari. Sui suoi 13 campi sono stati organizzati nel 2018 16 tornei, quindici dei quali “combined” cioè maschili e femminili, ciascuno dei quali dotato di 25.000 dollari di montepremi, e quindi distribuito un montepremi complessivo pari a 775.000 dollari.