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CON IL RAFFREDDORE GIOCO O NON GIOCO? RISPONDE L'ESPERTO

La domanda - Con il raffreddore è meglio evitare di giocare a tennis o si può fare

di Enzo Anderloni | 09 dicembre 2018

La domanda - Con il raffreddore è meglio evitare di giocare a tennis o si può fare?

Risponde Claudia Galmozzi, dottoressa, specialista in anestesia e rianimazione, direttrice sanitaria dello Sporting Medical Center di Basiglio (Milano)

La risposta
In primo luogo bisogna capire se il raffreddore in questione, o la leggera indisposizione, ha già provocato un’alterazione della temperatura corporea. Se non è comparsa la febbre significa che la situazione è ancora ai primi stadi, mentre se c’è la febbre vuol dire che l’infiammazione ha già raggiunto un determinato livello.

In presenza di febbre il mio consiglio è quello di rinunciare alla partita. Se, invece, ci sono solo alcuni sintomi del raffreddore, senza alterazione della temperatura corporea, il mio suggerimento è quello di provare comunque ad andare a giocare: l’attività sportiva, infatti, fa aumentare il flusso sanguigno che, a sua volta, incrementa le difese immunitarie; al termine dell’incontro si potrà riscontrare, molto probabilmente, un miglioramento generale della condizione fisica. A tal proposito sarebbe utile assumere anche alcuni integratori, come per esempio la vitamina C, lo zinco o l’echinacea, che favoriscono l’innalzamento delle difese immunitarie, fermo restando la tradizionale idratazione.

L’attività fisica permette, inoltre, il rilascio delle endorfine: queste sostanze, prodotte dal sistema nervoso, generano un’immediata sensazione di benessere che contribuisce ad affrontare in modo migliore la condizione di malessere causata dal raffreddore.

Passando alla fase immediatamente successiva alla partita, è indispensabile non prendere freddo per non aggravare la situazione in essere, assicurandosi di coprirsi nel modo corretto e sottoponendosi nel più breve tempo possibile a una doccia molto calda.

Nel post-partita sarebbe altrettanto fondamentale dare ampio spazio al riposo, in modo tale che il nostro corpo sia in grado di recuperare le energie perse sia durante il match sia nella contemporanea ‘sfida’ contro il raffreddore.

(testo raccolto da Fabio Bagatella)