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TUTTI TELAI A CINQUE STELLE.. DI NATALE

Il 2018 è stato il loro anno: ecco le racchette uscite in questa stagione che hanno fatto boom nei negozi, anche perché i loro ‘ambassador’ sono i campioni più popolari

di Enzo Anderloni | 07 dicembre 2018

Il 2018 è stato il loro anno: ecco le racchette uscite in questa stagione che hanno fatto boom nei negozi, anche perché i loro ‘ambassador’ sono i campioni più popolari. Volete fare (o farvi) un regalo? Potete partire da qui

di Mauro Simoncini

Racchette sotto l’albero: nelle rastrelliere dei negozi specializzati brillano gli attrezzi più recenti, modelli lanciati quest’anno e pronti a diventare un bel regalo. Che si fa ai figli (o al papà/mamma tennisti). O che ci si auto-regala, perché il Natale è una scusa buona per rinnovare l’attrezzatura. L’occasione è propizia perché i telai che hanno lasciato il segno nel 2018 sono, per la maggior parte, quelli legati ai grandi campioni (Federer, Nadal e Djokovic su tutti) che sono testimonial di modelli evoluti dei loro attrezzi vincenti, lanciati proprio quest’anno. Ecco la rassegna dei modelli di punta.

La Head di Nole (e Sascha) - Quest’estate gli austriaci di Head hanno inserito il loro materiale principe, il Graphene, quello di ultima generazione, a 360 gradi nella collezione Speed. È la racchetta che ha accompagnato Novak Djokovic in questa splendida annata (ma anche il vincitore del Masters Sascha Zverev). Oltre che rivista nella veste (più snella, pulita in un essenziale look bianconero), ha acquisito la leggerezza e la stabilità tipica del Graphene. Le due principali protagoniste della famiglia sono sempre la Mp, la polivalente 300x100 dal profilo sottile e costante da 23 millimetri e la Pro, più pesante (310 g) e selettiva (pattern 18x20) con bilanciamento spostato indietro verso il manico. Entrambe pensate per agonisti veri, dalla tecnica e preparazione fisica avanzate.

La Babolat di Rafa - In ordine di tempo è l’ultima arrivata. Per i francesi di Babolat il 2018 è sicuramente l’anno della nuova racchetta di Rafa Nadal. Se sarà l’ultima non si sa, di certo c’era tanta attesa e non è stata delusa, anzi. Il nuovo modello della Pure Aero, molto più giallo e meno nero, si propone di ricoinvolgere i vecchi aficionados delle versioni precedenti, con una buona dose di controllo in più senza disperdere potenza. Si parte sempre dal super classico 300x100 (grammi di peso e pollici quadrati di ovale) ma ci sono anche tutte le sorelle minori più leggere, dalla Team (285 g) alla Lite (270) alla SuperLite (255), una novità assoluta concepita apposta per i giovani tennisti in “uscita” dalle racchette Junior da 26 pollici di lunghezza. In generale, un attrezzo versatile, ideale per chi gioca più spesso da fondo e con rotazione. Ma, come detto, rispetto alla versione precedente non solo un cannone: più “controlloso” e sensibile per giocate di precisione.

La Wilson di Roger - “La mia ultima racchetta era caratterizzata da un look in stile smoking, ora con l’aggiunta del bianco, il mio smoking ha anche la sua camicia”. Parole e musica del maestro Roger Federer. La vera rivoluzione era avvenuta difatti qualche anno fa con il telaio total black (che Roger usa ancora) e soprattutto il piatto da 97 pollici quadrati, la Wilson Pro Staff 97 RF Autograph.

Da questa stagione oltre al CounterVail, il materiale innovativo inserito in tutti gli attrezzi Wilson, la Pro Staff 97 si è dunque arricchita di un’elegante pittata di bianco. E se il modello Autograph, da 340 grammi di peso, con la firma di Roger, è quasi un pezzo da collezione (per il peso e altre specifiche quasi proibitivi), c’è Pro Staff 97 CV (315 grammi) con profilo da 21,5 mm e bilanciamento arretrato a 31 cm a offrirsi a un pubblico più vasto, che comprende i buoni quarta categoria. Una racchetta per agonisti o giocatori comunque avanzati, dallo stile classico. Esistono poi modelli più accessibili e leggeri come Pro Staff 97L, da 290 grammi, profilo da 23 millimetri e bilanciamento spostato in avanti a 32,5 centimetri. È questa la versione forse più “terrena” e azzeccata per la massa dei fan di Roger.

La Yonex di Shapo - Il 2018 è stato per i giapponesi di Yonex, e il loro prestigioso giovane testimonial Denis Shapovalov, l’anno delle nuove VCore, che hanno acquisito nel loro cuore la grafite Namd: maggiore flessibilità e un ritorno più rapido dopo l’impatto, per spin più potenti ma anche precisi (con una sosta più lunga della pallina sul piatto corde). La gamma VCore, in ordine decrescente di difficoltà, parte dalla VCore 95, 310 grammi di peso, profilo sottile da 21 millimetri, bilanciamento a 31 millimetri e tipico schema corde Yonex 16x20: è quella del biondo Shapo. Una racchetta non per tutti ma non così selettiva o difficile, come potrebbe far pensare il piatto da 95. E con un feeling fuori dal comune. Poi ci sono VCore 98, con ovale sempre isometrico ma da 98”, peso da 305 grammi (e pattern 16x19); e infine la VCore 100, che pesa 3 etti, ha bilanciamento a 32 centimetri e profilo più spesso (24-25 mm). La racchetta, per tutti, dal principiante all’agonista, per spingere da dietro senza difficoltà. Esistono comunque anche le declinazioni più leggere: VCore 98L (285 grammi) e VCore 100L (280 grammi).

La Dunlop di Kevin - Ci sono poi grandi ritorni di fiamma. Come le nuovissime CX 200 di Dunlop, alla riconquista del prestigio delle sue Maxply o Max200G grazie all’iniezione di tecnologia giapponese dei laboratori di sviluppo Srixon. Si parte dalla Cx 200 Tour 18x20 di Kevin Anderson, un telaio di tutto controllo, pesa 315 grammi, ovale ristretto da 95 pollici quadrati, profilo sottile da 20,5 millimetri e pattern fitto con 18 corde verticali e 20 orizzontali. Insomma una racchetta molto precisa ma impegnativa, per agonisti che giocano spesso in avanti e cercano di comandare e chiudere il punto in pochi colpi. Ad affiancarle Cx 200 Tour 16x19 (identica ma con meno corde) e pure la Cx 200, peso minore (305 grammi), profilo meno sottile (21,5 mm) e bilanciamento di poco spostato in avanti. Esiste infine la versione LS (98” - 290 grammi).

La Custom… per tutti - La curiosità finale riguarda un progetto a marchio francese ma con fantasia italiana. Il nostro collaboratore Raffaello Barbalonga grazie all’esperienza maturata per anni in Decathlon, è riuscito a convincere i vertici aziendali francesi: Artengo Artech Custom è la racchetta più tecnica di Decathlon. Non solo: è fatta su misura, a tiratura limitata e costa solo 139 euro. 97,5 pollici quadrati di ovale, profilo sottile da 21 mm e peso da scegliere dai 295 ai 330 g (come pure il bilanciamento). Nella personalizzazione rientra anche la scelta del manico (sintetico o cuoio). Una scelta particolare e individualizzata per un telaio molto serio che, al di là del peso, è classico, per giocare piatto o in back e magari in avanti, sotto rete. Sempre che la mano sia ferma e ben educata.