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I NUOVI NEXT GEN CHE GUARDANO A MILANO 2019

Nel 2019 tra i protagonisti della Race to Milan ci saranno ancora Tsitsipas, De Minaur, Shapovalov e Tiafoe

di Enzo Anderloni | 22 novembre 2018

Nel 2019 tra i protagonisti della Race to Milan ci saranno ancora Tsitsipas, De Minaur, Shapovalov e Tiafoe. Ma anche Ugo Humbert, Michael Mmoh, Felix Auger-Aliassime, Casper Ruud e molti altri. Diamo uno sguardo al futuro…

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

La stagione 2018 è giunta al termine. Alexander Zverev e Stefanos Tsitsipas hanno conquistato rispettivamente le Atp Finals di Londra e le Next Gen Atp Finals di Milano chiudendo col botto un’annata ricca di soddisfazioni per i migliori under 21 del circuito. Il pensiero di appassionati e addetti ai lavori, in attesa della finale di Coppa Davis, è già proiettato al 2019. Chi riuscirà a confermarsi? Quali giocatori sorprenderanno? E la Next Gen come si comporterà? Sono tanti i giovani giocatori, provenienti da ogni parte del mondo, pronti a scalare la classifica. La Race to Milan 2019 vedrà impegnati i giocatori nati dal 1998 in poi. Saranno quindi della contesa, ancora una volta, dei volti supernoti come Stefanos Tsitsipas e Denis Shapovalov, ma anche Alex De Minaur, finalista quest’anno, e Frances Tiafoe. E poi? E poi ci sono i nuovi. Analizzando la classifica dei nati dal 1998 in poi, oggi lotterebbero per partecipare alle Next Gen Atp Finals 2019, oltre ai quattro già citati, anche Ugo Humbert, Michael Mmoh, Felix Auger-Aliassime e Casper Ruud. Volti nuovi, almeno questi ultimi due, fino a un certo punto, visto che si parla di loro già da parecchio tempo (e lo abbiamo fatto anche noi su queste pagine). La riserva? L’australiano Alexei Popyrin, che con Tsitsipas ha in comune il fatto di aver vinto il Trofeo Bonfiglio da under 18 proprio a Milano.

Ugo Humbert, tennista-musicista
Partiamo dal francese. Nato a Metz il 26 giugno 1998, Ugo Humbert ha vissuto una buona carriera giovanile che lo ha portato nel gennaio 2016 al n.18 al mondo under 18. Mancino, dotato di grande talento e sensibilità, il giovane transalpino è cresciuto esponenzialmente negli ultimi mesi del 2018. Due vittorie Challenger (Segovia e Ortisei) e tre finali (Gatineau, Granby e Cassis) gli hanno permesso di raggiungere la Top 100 Atp. Grande appassionato di musica, pianista da quando aveva 5 anni e chitarrista da quando ne aveva 10, Humbert ha conquistato 4 titoli Futures di cui tre nella stagione in corso e, nel complesso, ha dimostrato di saper lavorare sui punti deboli esaltando i propri pregi.

Michael Mmoh, lo sport nelle vene
La multiculturalità di Michael Mmoh, nato in Arabia Saudita nel gennaio del 1998, ha radici profonde. Il padre Tony nasce a Unugu, in Nigeria, e negli anni ’80 raggiunge da professionista la posizione n.105 del ranking Atp (Michael lo ha già superato arrivando tra i Top 100). La madre, Geraldine O’Reilly, irlandese di nascita e con passaporto australiano, lavora come infermiera in Arabia Saudita. L’incontro tra i due avviene negli anni ’90 mentre Tony, terminata la carriera da giocatore, allena la nazionale locale di Coppa Davis. Michael, chiamato così in onore di Jordan, nasce (e cresce) a Riyadh insieme ai fratelli Anthony, Ameka e Antoinette. “Sua sorella aveva - racconta papà - ribaltato un cesto pieno di palline da tennis e Michael, che all’epoca aveva 8 mesi, si è allungato per bloccarne una con un grande riflesso. Credevo fosse un caso, ho riprovato e l’ha rifatto”. Quella pallina non sarebbe più uscita dalla sua vita. Nel settembre 2018 Mmoh ha conquistato i Challenger di Columbus e Tiburon.

Auger-Aliassime, il predestinato
Felix Auger-Aliassime ha in comune con Federer il giorno di nascita, l’8 agosto. Lui però è del 2000 (19 anni dopo Roger). Insieme alla sorella maggiore Malika, di due anni più grande, cresce a pane e tennis a L’Ancienne-Lorette, vicino all’aeroporto di Quebec City. Felix ha cominciato ad allenarsi all’Académie de Tennis Hérisset-Bordeleau, per poi trasferirsi in pianta stabile al National Tennis Centre di Montreal. È il ragazzo dei record di precocità e nel 2018 è cresciuto molto: due i Challenger vinti a Lione e Tashkent e due top 30 battuti, Lucas Pouille a Toronto e Hyeon Chung nel torneo cinese di Chengdu, dove Auger-Aliassime ha raggiunto il primo quarto di finale Atp in carriera.

Kecmanovic, talento in serbo
Subito dietro a questi nuovi fenomeni, c’è Miomir Kecmanovic, nato a Belgrado il 31 agosto 1999 da Dragutin e Maja, entrambi chirurghi. Gioca da quando aveva 6 anni e impara a vincere subito. La sua carriera junior è straordinaria, tanto da raggiungere la vetta del ranking under 18 (esattamente due anni fa, era il 21 novembre 2016). L’impatto con il circuito ‘Pro’ è stato positivo, anche se non sono arrivati exploit clamorosi. Poche settimane fa Miomir ha conquistato il primo titolo Challenger sul veloce di Shenzhen, in Cina. Dal punto di vista tecnico è molto completo e sa disimpegnarsi su tutte le superfici. Già segnalati dai radar anche il francese Corentin Moutet (classe 1999), il giapponese Yosuke Watanuki (1998) e l’argentino Camilo Ugo Carabelli (1999). Tra i ‘millenials’ occhi puntati sul tedesco Rudolf Molleker e sullo spagnolo Nicola Kuhn. Tutti pronti a contendersi un posto in prima fila nella Race to Milan che verrà.