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INCORDARE I NEXT GEN: LE SCELTE DEI GIOCATORI A MILANO

Dietro le quinte del torneo con Laurent Lardon e Marco Veri, gli incordatori ufficiali del team Tecnifibre alle Next Gen Atp Finals di Milano

di Enzo Anderloni | 16 novembre 2018

Dietro le quinte del torneo con Laurent Lardon e Marco Veri, gli incordatori ufficiali del team Tecnifibre alle Next Gen Atp Finals di Milano. Dalla pignoleria del russo alle abitudini dell’americano, fino alle scelte di Tsitsipas e De Minaur

di Mauro Simoncini

La settimana scorsa, ai nastri di partenza delle Next Gen Atp Finals, nel padiglione 1 della Fiera di Rho (Milano), abbiamo presentato i telai e le preferenze dei migliori otto Under 21 del circuito professionistico.
Durante il torneo però abbiamo approfittato delle pause di lavoro e della disponibilità del team ufficiale degli incordatori, allo stand Tecnifibre, l’azienda francese partner di Atp che fornisce il servizio di incordatura e assistenza tecnica ai giocatori.
Come lo scorso anno la coppia di ‘stringers’ per le Finals di Milano era italo-francese: Marco Veri che è IRSA Pro Stringer, Racquet Technician, Tournament MRT ha affiancato Laurent Lardon, transalpino di Montpellier che per Tecnifibre lavora sul circuito Pro da qualche anno.

RUBLEV SU E GIÙ - Nella chiacchierata siamo partiti subito da qualche ricordo dello scorso anno, quando Rublev aveva fatto ‘impazzire’ un po’ tutti, alle prese con le prove di un nuovo telaio Wilson che però non lo convinceva. Si fidava del suo ‘vecchio’ con il piccolo problema che a Milano ne aveva solo… un esemplare. Quindi corse avanti e indietro, durante i match e durante gli allenamenti.
Fortunatamente, ci dicono Marco e Laurent, pur confermando le sue manie, quest’anno il russo non aveva test in corso e problemi di racchette.
“Ci ha fatto comunque abbastanza impazzire con la tensione delle corde - dice Marco - perché era alla ricerca di un preciso valore di DT, Dynamic Tension. Quindi di giorno in giorno ha sempre cambiato la sua tensione, anche se di pochissimo. E a fine incordatura facevamo come sempre il check con l’ERT. Con la sua corda Luxilon Adrenaline è partito il primo giorno con 27/26 kg, è sceso poi di un chilogrammo, è poi risalito a 26,5/25,5 kg, e poi, dopo i gironi, di nuovo al punto di partenza, 27/26 kg”.

IL PIÙ BASSO - Colui che si è affidato per tutto il torneo alla tensione più bassa in assoluto è stato lo statunitense Frances Tiafoe, acclamato dai ragazzini. La sua Yonex VCore Pro 97 è stata incordata con il monofilo PolyTour Pro (calibro 1,25 mm) per tutta la settimana a 19,5 kg, senza mai variare di una virgola. La stessa corda, su telai Yonex ma differenti, durante la settimana di Next Gen Atp Finals è stata montata sia dal qualificato italiano Liam Caruana (24 kg di tensione) sia dal semifinalista spagnolo Jaume Munar, sulla sua Yonex Ezone, a 23,5 kg. Si capisce così quanto il binomio corde-racchetta possa fare la differenza se il potentissimo americano ha “bisogno” di 4 chilogrammi in meno rispetto ai colleghi sulla sua sottile racchetta da 97 pollici quadrati di ovale.

TRE LUXILON DIVERSI - Tensione medio bassa, 24 kg, per l’ultimo entrato, il polacco Hubert Hurkacz che sulla sua Head Prestige Mp è arrivato (e non ha mai cambiato, ci dicono Marco e Laurent) montando il Luxilon Big Banger Alu Power (1,25 mm). La versione più recente di Luxilon, il 4G e ruvido (Rough) sempre in calibro 1,25 mm è la corda del finalista australiano, Alex De Minaur, che sulla sua Wilson Blade ha mantenuto costante la tensione a 23 kg pari tra verticali e orizzontali.
Il grande trionfatore di Milano, il greco Stefanos Tsitsipas, utilizza Luxilon 4G ma in versione classica liscia e a una tensione decisamente più alta, 26 kg.

L’UNICO IBRIDO - L’americano Taylor Fritz “è stato l’unico ibrido del torneo” ci dice Marco Veri. Nello specifico sulla sua Radical Mp (in versione celebrativa per i 25 anni del modello Agassi) ha fatto montare un ibrido “reverse”: sulle verticale budello VS Touch e sulle orizzontali monofilamento Head Hawk. Tensione? Bassa, kg.22/21.

POCHI CAMBIAMENTI - “Hanno fatto pochi cambiamenti perché arrivavano tutti da Parigi Bercy dove le condizioni di gioco erano simili. Al coperto e con superficie di gioco abbastanza simile mi hanno detto i miei colleghi francesi che ho sentito - ci ha detto Laurent Lardon.
Altrimenti avremmo avuto qualche differenza in più se pensiamo che Federer agli Australian Open tira a 22-21 kg poi quando gioca al coperto arriva addirittura a 27-26 chilogrammi”.